“Siamo tutti transgender”

Al Circolo Harvey Milk ci incontriamo con la Dottoressa Roberta Ribali sulle tematiche transgender mettendo in discussione quella distinzione che ci porterebbe a distinguere una natura che  può risultare universale.

In compagnia di medici, di avvocati, di psicologi e di counselors, tutte e tutti insieme ci inoltreremo in un confronto che ci porterà a CRITICARE quel muro di distinzione tra un “noi” e un “loro” che, spesso, risulta essere limitativo ed emarginante.
Ti aspettiamo, quindi, VENERDI’ 24 MAGGIO alle ore 20,30 presso il Guado di Via Soperga 36 Milano
Per l’occasione sarà allestito un “happy hour” dal costo di 5 euro allestito dai volontari del Circolo Milk alle ore 19. L’incontro “SIAMO TUTTI TRANSGENDER” avrà inizio alle ore 20, 30.

Pianetagay.com: una webzine giovane nell’universo lgbt

Cultura, attualità, arte, appuntamenti con spettacoli teatrali, focus su serie televisive, politica e società: il tutto si traduce in una webzine che parla di tematiche lgbt e che offre un’occasione di conoscere nuovi contenuti “al passo coi tempi”. Un modo di informare molto giovanile e, soprattutto, veloce e dinamico, fuori da schemi ideologici e, soprattutto, libero da ogni influenza esterna. Il nostro circolo di Cultura Omosessuale, Harvey Milk, è non solo felice di accogliere unintervista fatta ai fondatori della fanzine, ma anche di instaurare canali di comunicazione e di diffusione delle proprie iniziative e dei propri servizi per la comunità LGBT: stiamo parlando di pianetagay.com, caratterizzata da una comunicazione in cui si utilizza “un linguaggio semplice, quasi colloquiale”, come se si stesse “raccontando a degli amici le cose che ci hanno colpito di più”. Andrea, l’ideatore, risponde alle nostre domande a nome di una realtà che sta diventando riferimento della comunità lgbt e non solo, soprattutto perchè sa parlare anche a target differenti e variegati.

Pianetagay è un magazine che esiste già da alcuni anni: quali sono i passi importanti fatti in questi ultimi tempi?

Si, è vero, PianetaGay è online dal 2009 con il forum e dal 2010 con il magazine. Ma nel corso di questi pochi anni di vita sono cambiate tante cose: ci siamo affermati sempre di più come una realtà consolidata nel panorama dell’informazione omosessuale sul Web, proponendo notizie in modo chiaro, coinvolgente e oggettivo. Poi abbiamo aperto nuove rubriche e sistemato l’intera architettura del sito, a cominciare dal logo e dalla grafica estremamente semplice, che rende più facilmente leggibili i contenuti pubblicati: quello che vedete oggi è solo l’ultimo step di un’evoluzione che è cominciata tre anni fa. Noi cerchiamo sempre di stare dalla parte dei lettori e offriamo loro un portale non solo ricco di contenuti, ma anche al passo con i tempi: è per questo motivo che, da tempo, abbiamo voluto rendere accessibile il sito anche dai principali dispositivi mobile. In poche parole, i passi in avanti che abbiamo fatto sono stati tanti e importanti per arrivare dove siamo adesso.

Che cosa offre Pianetagay nell’ambito dell’informazione di originale rispetto ad altre webzine e realtà che esistono in rete a tematica lgbt?

Innanzitutto un’informazione chiara, semplice e oggettiva, come detto nella precedente risposta. Non siamo schierati politicamente e non abbiamo partiti o altre organizzazioni governative alle spalle e questo ci rende indipendenti e liberi di seguire una linea editoriale molto precisa. A volte capita di leggere su altri portali notizie scritte in modo un po’ troppo tecnico oppure con giri di parole che non riescono a catturare l’attenzione del lettore. Noi cerchiamo di non cadere in questa trappola: siamo redattori giovani e vogliamo fare informazione per i giovani come noi! Quindi, la nostra priorità, e direi anche uno degli elementi che ci contraddistinguono dagli altri, è di usare un linguaggio semplice, quasi colloquiale, come se stessimo raccontando a degli amici le cose che ci hanno colpito di più.

Pianetagay parla anche al mondo associazionistico lgbt?

Il nostro è innanzitutto un progetto culturale, creato e sviluppato da tanti giovani volontari. Da questo punto di vista, riusciamo a condividere gli sforzi e le tante difficoltà che le associazioni gay e le onlus incontrano ogni giorno per realizzare qualche progetto socio – culturale sul territorio. Spesso la difesa dei diritti gay portata avanti da queste realtà si scontra con una situazione non facile, soprattutto a livello politico e amministrativo. Nella nostra mission, c’è anche la volontà di offrire, laddove possibile, un sostegno forte a queste associazioni, attraverso la pubblicazione dei comunicati e la promozione dei loro eventi. Anzi, abbiamo anche intervistato alcune associazioni per far conoscere al nostro pubblico le attività che vengono promosse su tutto il territorio nazionale. Anche questo è un elemento distintivo di PianetaGay: non vogliamo rimanere chiusi in una specifica regione o provincia, ma aprirci all’Italia intera. In ogni caso, cogliamo l’occasione per ribadire il nostro impegno a supportare le attività di tutti gli enti che intendono collaborare con noi.

Quale è il target a cui vi rivolgete come redazione?

Assolutamente un pubblico giovane, di ragazzi adolescenti o che sono diventati da poco maggiorenni. E soprattutto ragazzi che scoprono per la prima volta la propria omosessualità. All’inizio PianetaGay era solo un forum, ossia un angolo di discussione molto frequentato dai ragazzi (lo è ancora oggi), dove ci si scambiava consigli sulla prima volta, sul coming out, sui rapporti con amici e parenti… In poche parole, uno spazio virtuale in cui parlare a cuore aperto, raccontare quello che si desiderava. E siamo felici di aver aiutato tanti giovani a trovare una propria strada. Spesso e volentieri, quando un ragazzo adolescente si avvicina al mondo gay per la prima volta e va sul Web, si trova catapultato in un mondo orribile di siti di incontri, richieste continue di sesso, uscite nei locali ogni sera. Per carità, il divertimento ci sta, ma deve essere fatto con la testa, e non pensando “tanto lo fanno tutti”. Se non si considera l’idea che, oltre alle serate in discoteca e agli incontri al buio, il mondo gay è fatto anche di libri, film, arte, cultura omosessuale, beh si va diritti verso una perdita di valori che oggi non possiamo permetterci.

Avete modificato, nell’ultimo periodo, il target di visitatori e di attenti lettori che si sono avvicinati al magazine e che non erano previsti come frequentatori del sito?

Non del tutto. Chiaramente noi ci rivolgiamo al mondo gay nella sua interezza, ma vogliamo aiutare chi ne ha più bisogno, e quindi gli adolescenti e i giovani che, come dicevamo nella precedente domanda, hanno scoperto da poco la propria omosessualità. Cambiamenti ne sono stati fatti, soprattutto per quanto riguarda il forum: per dare una maggiore serietà al nostro progetto e stare al passo con i tempi, abbiamo preferito chiudere alcune sezioni del forum che erano state concepite più per divertimento che altro. Del resto, oggi i ragazzi preferiscono chiacchierare sui social network e il forum ha perso alcune delle sue funzioni rispetto al passato. Abbiamo comunque mantenuto in vita le sezioni più utili, come quelle di aiuto (disagio gay, coming out, genitori di ragazzi gay, vita di coppia), dove si possono formulare domande ed esprimere i propri pensieri e ricevere risposte di qualità che, ci preme sottolinearlo, durano nel tempo! Mentre sui social network un messaggio pubblicato oggi scompare dalla circolazione già domani, sul forum le tracce rimangono e possono sempre essere recuperate. Perciò, scrivere sul forum e condividere le proprie esperienze aiuta certamente noi, che possiamo dare una mano a chi è in difficoltà, ma anche i futuri ragazzi che cercheranno risposta ai propri problemi e potranno scoprire che non sono affatto soli.

Che cosa un servizio informativo, culturale, sociale e civile quale Pianetagay può e vuole offrire alla nostra comunità lgbt?

PianetaGay vuole offrire un’informazione a 360° ed essere una finestra sul mondo gay, senza tralasciare nulla. Non abbiamo la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi che attanagliano la nostra comunità, soprattutto nel nostro Paese… Ma cerchiamo di aiutare il nostro pubblico a pensarla in modo diverso, a non sentirsi giù, a essere consapevoli del fatto che nessuno è solo su questo pianeta e che il problema che vivo io, lo sta vivendo in questo stesso momento anche un’altra persona. Vogliamo informare, certo, ma anche far aprire gli occhi al nostro giovane pubblico.

Quali sono i riscontri registrati?

Sicuramente molto positivi, sia da parte del pubblico che ci segue in modo sempre più affiatato, sia da parte dei partner che chiedono collaborazioni e degli altri siti di informazione (anche non gay) che parlano di noi. Un esempio concreto? Siamo stati citati dal Tgcom per una news su una squadra di rugbisti che hanno giocato completamente nudi (http://www.tgcom24.mediaset.it/magazine/articoli/1013347/rugby-atleti-tutti-nudi-per-la-partita.shtml) e da Novella2000 per una news di gossip sul nuovo fidanzato di Cecchi Paone (http://www.pianetagay.com/lo-avevamo-previsto-cecchi-paone-si-fidanza-con-francese/#.UW8YVIKZg24). Possiamo anche parlare delle tante e-mail che arrivano in redazione ogni giorno di uffici stampa e persone che desiderano promuovere le proprie attività e i progetti sul nostro sito. Per non parlare delle associazioni, che ci chiedono media partnership… E a tal proposito, proprio ultimamente ci stiamo aprendo ai festival europei: abbiamo stretto accordi con il Marsiglia Pride, dopo averlo fatto, l’anno scorso, con il Circuit Festival di Barcellona e il Gay Festival di Skiathos. Altre collaborazioni sono in fase di definizione, quindi non possiamo ancora anticipare nulla…

Quali sono i temi che maggiormente trattate?

Sicuramente l’attualità, sia dall’Italia che dall’estero. È importante far conoscere al pubblico quello che accade intorno a noi, nel bene e nel male. Ma non ci dedichiamo solo a questo… Sul magazine sono presenti anche notizie di gossip e lifestyle, come vita di coppia, temi sociali, anche questioni sessuali. Del resto, il nostro pubblico è interessato a leggere anche questo tipo di argomenti e dobbiamo dire che la risposta, in termini di visite e apprezzamenti, è sempre stato molto positiva.

Alcune anticipazioni per Pianetagay ce le potete dare?

Al momento stiamo sviluppando diversi progetti insieme al prezioso sostegno di alcune associazioni, che sono sempre state molto sensibili alla nostra mission. Nei prossimi mesi contiamo di fare un ulteriore step evolutivo, aprendo nuove sezioni e legate, per lo più, al mondo della cultura gay, che intendiamo promuovere in tutte le sue forme attraverso lo stile che ci ha sempre contraddistinto, ovvero con un linguaggio giovane, dinamico e semplice, adatto ai più giovani. Cercheremo anche di sensibilizzare i ragazzi sui temi più scottanti, come il coming out e la prevenzione. Insomma, le idee non ci mancano… Il consiglio che possiamo dare è di continuare a seguirci, perché non abbiamo ancora finito di dire la nostra.

Storia del videoclip in un’ottica lgbt: intervista al nostro ospite Roberto Cangioli

Dopo la serata dedicata all’omosessualità nella storia delle sitcom tenuta al Milk da Alessandro Martini si darà avvio il prossimo sabato 11 maggio a un analogo tema questa volta, però, proiettato sulla storia dei videoclip e le connessioni con il mondo lgbt. Roberto Cangioli, redattore di Pride per la sezione riguardante la musica, verrà in sede Guado, presso cui il nostro Circolo di Cultura Omosessuale Harvey Milk terrà l’iniziativa, a Milano in via Soperga 36 alle ore 17,00, e ci illustrerà una parte importante di questo genere artistico nelle connessioni con personaggi, rappresentazioni e immagini dell’universo lgbt. Una lunga carrellata, comprendendo anche proiezioni e visioni delle varie opere, di un’arte che coniuga elementi musicali con elementi figurativo visivi, e che sventaglia modi diversi di approccio e di narrazione dei temi lgbt e di personaggi legati a questo importante ambito, sarà fatta garantendoci una lettura puntuale e attenta del genere. Abbiamo intervistato il nostro futuro ospite per meglio inquadrare e prepararci ad affrontare l’appuntamento. Nel frattempo vi auguriamo una buona lettura, attendendovi all’appuntamento che non sarebbe da perdere.

  1. Quale è l’esempio storico più esemplificativo di video-clip a contenuto omosessuale?

Se per contenuto omosessuale intendiamo l’orgoglio gay, la “queerness”, direi It’s OK To Be Gay di Tomboy, che però in quanto a contenuti “alti” lascia alquanto a desiderare. Mentre se dovessimo parlare di un punto di rottura degli schemi, qualcosa che veramente ha significato non avrei dubbi, il primo video e forse ancora il più esemplificativo e che oltretutto traccia l’amore omosessuale tra due adolescenti è quello dei Sigur Rós, Viõrar Vel Til Loftárasa.

  1. Quale è stata l’evoluzione di questo genere artistico nel corso degli anni
    che prenderemo in esame nel trattare il tema dell’omosessualità nei video-clip?

Come nella quotidianità il tema dell’omosessualità è apparso in principio con due connotazioni diverse, forse in contrapposizione tra loro. Da un lato in modo velato, della serie: dico, non dico, lascio ad intendere. Dall’altro con personaggi che inneggiavano alla trasgressività o al travestitismo (vedi Village People o Frankie Goes To Hollywood). Poi negli anni si è andando sempre più sdoganato, ma non ha raggiunto, se non in casi eccezionali, una sua “normalità”, la completa accettazione. Basti pensare ad esempio a canzoni attuali come Call Me Maybe di Carly Rae Jepsen in cui l’essere gay, che mette a repentaglio l’ideale agognato dalla cantante, è comunque visto come un comportamento quantomeno “strambo” .

Ovviamente mi riferisco a video di artisti stranieri, in Italia siamo ancora fermi alle macchiette o poco più. Solo Laura Pausini anni fa nel suo video I need love intravedeva l’amore gay come uno degli amori possibili. Un altro episodio più unico che raro è stato Daniele Silvestri e il suo Gino e l’alfetta del 2007.

  1. Quale influenza ha determinato nel mondo sociale l’utilizzo di alcuni temi di genere omosessuale?

Credo sia ancora prematuro pensare che i video musicali, in cui si tratta di omosessualità, possano in qualche modo aver contribuito a sensibilizzare in maniera consistente la società per quanto riguarda questo tema.

Un esempio: in Islanda un video come quello dei Sigur Ros ha senz’altro destato qualche perplessità, ma da noi sarebbe stato impensabile dieci anni fa e tutt’ora sarebbe censurato perché qualcuno assocerebbe ancora l’omosessualità alla pedofilia. Tuttavia, mi diceva Jonsi dei Sigur Ros, che a suo tempo l’unico problema era spiegare ai figli davanti alla tv che due ragazzi potevano volersi bene, cosa ritenuta alquanto normale dai genitori. Qui in Italia si griderebbe allo scandalo.

  1. Quale influenza ha determinato nel mondo della musica questo utilizzo?

Io, che non mi ritengo pessimista, piuttosto un ottimista con una lunga esperienza (J) ci vedo per la maggior parte l’intento di “scandalizzare”. La trasgressione è ancora un modo per attirare attenzione su di sé… e fare soldi. Quindi per ora soldi, soldi, soldi.

Credo poco invece all’intento dei pochi di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso un video clip anche se ultimamente anche in Italia, ne parleremo nel prossimo incontro, c’è stato e c’è qualche tentativo positivo.

  1. Vedi un’evoluzione in atto e futura e un pericolo di normalizzare e stereotipare l’omosessualità?

Io credo che l’ideale verso cui dobbiamo puntare (e qui vedo già le facce) sia che non vi sia più necessità di creare locali gay, saune gay o pride, il ché comunque è sinonimo di ghetto. E finché noi stessi ci ghettizzeremo, i politici faranno di tutto per permettercelo, facendo finta di essere disinteressati o peggio ancora scandalizzati del nostro ghettizzarci, chiudendo un occhio. In Italia ho avuto modo di parlare sia con gente dello spettacolo, sia con gente comune, che spergiurano dicendo che l’omosessualità è ormai una condizione accettata da tutti… questo atteggiamento è quello che permette il ritorno all’omofobia in maniera così prepotente come non ci ricordavamo da anni.

Dipende sempre dagli artisti, non si può generalizzare. Vi sono artisti (gay e non) per i quali inserire all’interno di un video due ragazzi che si baciano è un modo come un altro per rappresentare l’amore (vedi i Locomotif, che fra l’altro sono italiani) ; vi sono ancora artisti che lo fanno con il solo intento di apparire trasgressivi o altri che ancora presentano un modello stereotipato di gay.

  1. Esiste un’estetica omosessuale nei videoclip che narrano o che accolgono temi e riferimenti a riguardo del mondo lgbt?

Un momento d’oro sono stati gli anni ’90. Derek Jarman, ad esempio, ha prestato la sua opera ad un bel po’ di artisti (tra cui Pet Shop Boys e Smiths) e ha portato in qualche modo l’estetica gay all’interno dei suoi video clip. Un altro è stato Bruce Weber che ha prestato la sua opera ai Pet Shop Boys e a Will Young.

Io trovo che l’estetica odierna della maggior parte dei video che trattano questo tema sia la preponderanza del kitsch o di situazioni che richiamano ancora una volta l’idea di trasgressione (sadomaso, ecc.), quando non si limitano a scimmiottamenti di quanto è già di per sé deja vu. Questa idea è stata ripresa recentemente anche da web star italiane come Osvaldo Supino e Alex Palmieri.

Milk Pink – Cena a Tema: La Femminilità

Questo mese , per l’edizione delle cene a tema del Milk , proporremo
una serata dedicata alla femminilità !
Un bellissimo momento dedicato a quella naturale predisposizione ,
più o meno marcata a seconda dell’individuo,
che rende la vita più densa di significati , di gioie, di sensualità e di momenti catartici.

Il Divino Femminile è l’energia che ci libera OLTRE L’UOMO E LA DONNA,
maschile o femminile, al di là di tutte le divisioni, tutte le sue forme e non solo loro…infinito ed eterno…

Venerdì 26 Aprile
Ore 20:30

Sede Milk / Il Guado
via Soperga 36 ang. viale Brianza
MM1 Loreto — MM2 Loreto, Caiazzo , Centrale — MM3 Centrale

Prenotarsi :
- via sms allo 3358148202
- via mail a cena@milkmilano.com

SCADENZA ENTRO MERCOLEDì 24 APRILE

Vi aspettiamo , sarete , come sempre , gentilissimi ospiti!

Milk Staff

Resistenza & Omosessualità

Resistenza & Omosessualità : da “L’Ultima onda del Lago” a un nuovo confronto sul tema

Venerdi 19 Aprile 2013

Ore 20:30

Sede Milk/Il Guado
via Soperga 36, ang. viale Brianza
MM1-2-3  Loreto, Centrale, Caiazzo

Ingresso libero

Ospiti della serata:
-Stefano Paolo Giussani , autore del libro
-Annarita Briganti, giornalista

Vi aspettiamo numerosi!

Milk Staff

Al Circolo Milk parleremo di omosessualità e resistenza presentando L’ultima onda del Lago di Stefano Paolo Giussani

Da tempo è uscito il libro di Stefano Paolo Giussani, L’Ultima onda del Lago, edito da Bellavite e in cui si raccontano le vicende di ragazzi che fuggono da Milano e di un altro che vuole costruire un sommergibile per poter contrabbandare sulle rive del lago. Sentimenti e affetti si congiungono con le vicende disperate di un momento tragico quale quello dell’occupazione nazifascista. Venerdì 19 aprile presso la sede del Guado di Via Soperga 36 a Milano, alle ore 20,30, il Circolo di cultura omosessuale Harvey Milk organizza non solo la presentazione del libro ma offrirà l’occasione per confrontarsi sul tema che scaturisce dal libro: Resistenza e omosessualità, rapporto che è stato sempre eluso ed evaso da parte delle associazioni interessate.

1. L’ultima onda del Lago: perchè scrivere un libro ambientato nel periodo della Resistenza raccontato in un’ottica inedita, quella di un ragazzo omosessuale?

Per due motivi: mi ha sempre appassionato il periodo storico e, da gay, mi sono sempre domandato perché nessuno della nostra comunità non sia mai citato nel periodo se non per le condanne al confino.

2. Quali sono i punti di vista su cui si struttura il romanzo, essendoci intrecci molto vivi e intensi tra i protagonisti?

Nel racconto si intercalano due storie, accomunate dall’inseguimento di un sogno: di salvezza per un gruppo che deve lasciare Milano in preda alle persecuzioni nazifasciste e di ricchezza per un ragazzo del confine che vuole contrabbandare indisturbato.

3. Perchè “L’ultima onda del lago” come titolo?

Perché il lago è uno dei protagonisti e le sue onde dettano il ritmo fino all’ultimo capitolo e all’ultima onda delle righe finali.

4. A quale target hai voluto riferirti nello scrivere il libro?

A chi ama i territori dei laghi prealpini, a chi è curioso di sapere come si viveva la seconda guerra mondiale tra la grande città e le montagne, a chi sente il bisogno di una fuga e si scoraggia convinto di non avere i mezzi. È una questione di forza di volontà.

5. La ricerca storica deve essere stata una fase importante nell’elaborazione del testo: come è avvenuta la fase preparatoria dell’opera?

Ho mangiato pane e documenti (vecchi microfilm di giornali, filmati d’epoca, documentari), pietanza abbastanza facile da digerire tenuto conto che per campare scrivo di geografia, cultura e turismo.

6. Come possiamo definire “L’ultima onda del Lago”, in quale genere letterario può ascriversi?

Racconto lungo o romanzo breve, ispirato alla Shoah, al mondo omosex e a quello della disabilità. C’è anche un contaminazione della piccola delinquenza con il passato di contrabbandiere di uno dei protagonisti.

7. Quali sono stati i riscontri che hai avuto e, soprattutto, quali quelli registrati nell’ambito della comunità lgbt?

Tenuto conto che non sono uno scrittore professionista, ho ottenuto parecchio interesse attraverso il passaparola di amici e amici di amici e via così. Molti della comunità LGBT si sono poi dati da fare per invitarmi a parlarne nella loro città e nel loro circolo. Da Milano a Cagliari passando per Torino, Bologna, Firenze, Roma, Napoli ho sempre incontrato gente attentissima e pronta a fare domande. Quel che ancora meno mi aspettavo è di diventare una voce di Wikipedia.

8. Resistenza e omosessualità: da ultimo sembra esserci una maggiore attenzione su un rapporto che è stato sempre eluso ed evaso da parte delle associazioni interessate. Come si spiega questo, sia storicamente, e quali sono le prospettive?

Siamo il paese del Vaticano. Lo saremo ancora per un po’.

9. Perchè in Italia non è mai potuto avvenire ciò che in Francia è da sempre avvenuto, anche grazie alla dedizione di uno dei riferimenti storici della comunità lgbt, Jean Le Bitoux: ossia un dialogo e una collaborazione tra i due mondi associativi, quello omosessuale e quello della memoria antifascista?

Me lo domando anch’io. Non ho una risposta precisa. Incide un po’ il punto precedente ma anche un certo atteggiamento tutto italiano del far finta di niente e che tutto vada purché non si sappia. Ovvio che tra i molti “non detto” dell’associazionismo gay e lo straconosciuto movimento antifascista la spuntasse sempre il secondo. Anche qui, però, negli anni recenti stiamo assistendo a un certo cambiamento.

Meditazione Milk – per persone GLBT e non – Serata di pratica e condivisione

- A MILANO, GIOVEDI’ 11 APRILE -
dalle 20.30 alle 22.30 circa

MEDITAZIONE MILK – Per persone GLBT e non
Pratica guidata da Antonio Dognini, Counselor in formazione e tirocinante Milk
*** appuntamento mensile ***

Presso: Sede Milk / Il Guado – Via Soperga, 36 angolo V.le Brianza (MM Loreto – MM Caiazzo)

***

Queste serate si rivolgono a chiunque sia alla ricerca di una maggiore pace dentro di sé e a chi vuole integrare questa pace nella vita di tutti i giorni.

Esistono molte forme di Meditazione appartenenti a diverse tradizioni.
Quella che sarà maggiormente esplorata in questi incontri è una pratica seduta che si basa su poche ma essenziali indicazioni e che si ispira agli insegnamenti di maestri e ricercatori contemporanei (Adyashanti, Jeff Foster, Eckhart Tolle per citarne alcuni) ma che ritroviamo anche nella saggezza comune alle culture di ogni tempo.

La meditazione è un atteggiamento più che una tecnica.
Questa pratica è una forma di silenzio e osservazione che ci permette di riconoscere la naturale consapevolezza partendo dall’attenzione a ciò che c’è nel momento presente e diventando testimoni di ciò che ci sta accadendo.
Sedersi in meditazione vuol dire essere disposti ad entrare nella verità di ciò che siamo, ricontattando la quiete sempre presente sotto ogni movimento mentale o emozionale.
Attraverso la vitalità e le sensazioni fisiche, inoltre, facciamo l’esperienza di riconoscere di essere vivi perché ci percepiamo in un corpo, piuttosto che considerare di essere vivi perché pensiamo.

*** LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE E’ DI € 5,00 CHE VERRANNO UTILIZZATI ESCLUSIVAMENTE A COPERTURA DELLE SPESE PER LA SALA
INFORMAZIONI E ISCRIZIONI: meditazione@milkmilano.com ***

LA SERATA È APERTA A TUTTI
Può partecipare sia chi medita da qualche tempo, sia chi si affaccia per la prima volta alla Meditazione. Questi appuntamenti offrono uno spazio sicuro e protetto per praticare insieme; prevedono uno spazio d’introduzione in cui è possibile fare domande per chiarire dubbi, curiosità, etc. rivolti alla pratica e uno spazio finale di condivisione.
Ci saranno tisane e the caldo; abbigliamento comodo consigliato (non necessariamente una tuta), se hai un cuscino da meditazione, portalo altrimenti sarà comunque possibile praticare su una sedia.

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Approfondimento: “PERCHE’ MEDITARE?”

La pratica ci radica nella dimensione spirituale presente in ognuno di noi, a prescindere da quali siano il proprio credo religioso o le proprie esperienze di vita.
È da qui che entriamo in contatto con le nostre risorse più profonde, risvegliando le nostre qualità innate di buonsenso e di accettazione di ciò che è.
Queste qualità ci consentono di accettare e amare noi stessi, gli altri e ci permettono di vivere il quotidiano e le nostre relazioni in maniera semplice, vera e sempre nuova.

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Gruppo AMA (AutoMutuoAiuto) Milk – Dipendenze affettive: le relazioni e gli altri

Le relazioni affettive bloccate, conflittuali o interrotte, siano esse di coppia, familiari o amicali, possono creare situazioni di grande sconforto.
A volte il senso di inadeguatezza prende il sopravvento e porta ad interrogarsi con molta sofferenza circa il proprio modo di amare e le capacità di porsi in relazione con gli altri. Chi vive questa esperienza oscilla tra il bisogno di costruire relazioni significative il desiderio di isolamento e di fuga.
Il Gruppo si propone come un luogo di confronto, di reciproco aiuto e apprendimento.
E’ un luogo dove si possono condividere esperienze, opinioni ed emozioni, instaurando rapporti reciproci di fiducia e di vicinanza, che possono aiutare a rileggere la propria esperienza affettiva e le proprie modalità di comportamento da punti di vista alternativi offrendo, col tempo, la possibilità di trovare strategie per superare le difficoltà presenti.

ama@milkmilano.com

Coordinerà il gruppo: Lanfranco Brambilla – counselor associato Milk

Mercoledì 3 Aprile — Ore 19:00

Eventi con cadenza quindicinale (ogni due settimane)

Sede Milk / Il Guado
via Soperga 36 ang. viale Brianza

Siete tutti benvenuti

Milk Staff

Cena Col Milk – Serata Vegana & Vegetariana

Sabato 30 Marzo   Ore 20:30

via Soperga 36 (ang. viale Brianza)

La cena proporrà:

Antipasti

Primi

Secondo & Contorno

Dolce

Acqua & Bevande

Come prenotare:

  • via mail : mandando una mail a cena@milkmilano.com, indicando un recapito
  • via cell : mandando un sms o una chiamata al numero 335 8148202 , indicando un recapito

Riceverete conferma.

Il termine delle prenotazioni è giovedì 28 Marzo

Milk c/o Il Guado  via Soperga 36 (ang. viale Brianza)  Milano


Contattaci

Contattaci a
info@milkmilano.com

Calendario

EVENTI:

-Mercoledì 22 Maggio - Ore 20:30
Serata della Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni - Dall'Obiezione al Sabotaggio -
Come l'Italia sta scivolando verso l'inapplicabilità della legge sull'Aborto
Tempio della Chiesa Valdese
via F. Sforza 12/A

-Venerdì 24 Maggio - Ore 20:30
Siamo Tutti Trasngender!
Serata incontro con la Dott.ssa Roberta Ribali e altri professionisti del settore transgender e noi tutti in circolo a dibattere sul tema e sull'abbattimento degli stereotipi
Ore 19:00 Aperitivo pre-serata
Sede Milk / Il Guado

-Mercoledì 29 Maggio - Serata Benessere: Gruppo Auto Mutuo aiuto "dipendenze affettive, le relazioni e gli altri"
prenotarsi a: ama@milkmilano.com
Ore 19.00 sede Milk/Il Guado

-Venerdì 31 Maggio - Ore 20:30
*** Cena Pastafariana & Milk ***
prenotarsi con recapito a:
mail - cena@milkmilano.com
sms - 335 8148202
Sede Milk / Il Guado

-Giovedì 6 Giugno -Serata Benessere: Meditazione LGBT e non
prenotazioni a: meditazione@milkmilano.com
Ore 20:30 - Sede Milk/ Il Guado

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«Dobbiamo dare speranza alla gente. Speranza per un mondo migliore, speranza per un domani migliore. Non si può vivere di sola speranza, ma senza di essa la vita non vale la pena di esser vissuta» Harvey Milk
IERI
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Il MILK è un’associazione aperta a tutti, quindi anche a te! Vogliamo affrontare la realtà GLBT milanese a 360 gradi, in svariati campi e organizzando manifestazioni culturali e politiche che possano arricchire l’intera comunità cittadina. Intendiamo operare anche nell’ambito del benessere della comunità, sostenendo in primis (ma non solo) attività di collaborazione diretta con chi si occupa di lotta e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre, in qualità di associazione di cultura omosessuale, vogliamo rivolgerci alla comunità GLBT fornendo spazio che sia luogo di aggregazione e confronto.

«La speranza non sarà mai silenziosa» Harvey Milk
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