Certo… abbinare la Disney, leader mondiale nell’intrattenimento delle famiglie “tradizionali”, e il mondo omosessuale, ad alcuni può sembrare una forzatura. Eppure anche nella lunga storia dello studio di animazione non sono mancati richiami al mondo queer e collaborazioni con artisti omosessuali. La tendenza è oggi più forte che mai. Se i personaggi dei cartoon Warner Bros (seguiti quasi cinquant’anni dopo da Roger Rabbit) sbaciucchiavano i “colleghi” e si vestivano da donna più per far ridere che per dar scandalo, anche la scuderia disneyana ci aveva messo del suo con personaggi quali l’ormai dimenticato Drago Recalcitrante, che secondo lo storico dell’animazione John Canemaker trae ispirazione dagli “stereotipi sui dandy ottocenteschi”, o con i più moderni Timon e Pumbaa, le cui voci originali (Ernie Sabella e Nathan Lane) fecero coming out durante i festeggiamenti per l’uscita del film, per finire con i recenti Jumba e Pleakley di “Lilo & Stitch”, personaggi che si vestono da donna e si fingono una coppia.

Se questi sono dei semplici richiami, mai apertamente confessati, la Disney ha fatto passi più decisi. schierandosi istituzionalmente a favore del mondo GLBT ospitando annualmente nei diversi parchi un pubblico squisitamente e dichiaratamente omosessuale durante la settimana chiamata “Gay Days”, dando il via ad una specie di Pride (con un notevole ritorno economico, anche dalla vendita di gadget “tematizzati”, tra i quali segnaliamo delle squisite bandiere rainbow dalla forma di Topolino). Disney World, inoltre, organizza in ogni periodo dell’anno matrimoni, sia per etero che per omosessuali.

Recentemente anche nel campo dei film dal vivo (con attori in carne ed ossa) si sono registrate delle evoluzioni in questa direzione: nel cast di “High School Musical” appare un personaggio, Ryan Evans (interpretato da Lucas Grabeel) che nel primo film della trilogia mostrava al mondo la propria forte passione per i cappelli stravaganti, le paillettes e le coreografie, e invitava a ballare un ragazzo con una forte passione per il baseball e una repulsione per la danza… C’è da chiedersi cosa potrà succedere nel terzo capitolo…

Pare comunque che nelle prossime produzioni in programma la Disney non voglia cambiare registro, come si capisce dall’annuncio recente dell’uscita di “Matadors” (sul mondo del basket) e “Synchronicity” (su quello del nuoto sincronizzato). In merito alla prima pellicola, la major ha detto che il film è basato sulla vera storia dei Chicago Bulls: una troupe maschile di cheerleader, fan accaniti dell’omonima squadra. Dal tono chiaramente comico, “Matadors” sarà accompagnato da diversi numeri musicali, le cui elaboratissime coreografie saranno affidate a Anne Fletcher, compagna della produttrice Jennifer Gibot (Adam Shankman sarà coproduttore).

Quanto al secondo film, sebbene non sia ancora stato scritto il copione, l’idea lascia immaginare un’imitazione, in versione maschile, dei film che vedevano protagonista Esther Williams, con l’unica differenza che qui il registro sarà caratterizzato, secondo la regista, da una comicità alla Will Ferrell o alla Ben Stiller. Anche se è ancora presto per dire se queste produzioni arriveranno sullo schermo, grande o piccolo che sia, appare già evidente la scelta “politically convenient” di non esplicitare palesemente se i personaggi siano omosessuali o meno (a differenza di quello che avviene in molti titoli di altre major).

C’è da chiedersi se queste produzioni, dedicate prevalentemente a bambini e famiglie, non aiuteranno a rompere dei taboo e a far percepire come normali comportamenti oggi ancora mal additati.