Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia…
(A Zacinto – Ugo Foscolo)

Quando si dice che la letteratura insegna a vivere, ci si sbaglia. Ma forse, se quel vivere diventasse ridere, allora una parte di verità ci potrebbe anche essere. Non penso che Foscolo fosse un uomo facile al pentimento: il carattere forte dei suoi scritti e il piglio deciso che traspare dai ritratti mi fanno pensare più al contrario. Ma forse la realtà odierna gli avrebbe fatto cambiare idea… Questa realtà, quanto meno:

Grecia, una gara di sesso orale: nove prostitute arrestate. Le donne erano in vacanza sull’isola di Zacinto Sono state pagate per partecipare alla competizione ATENE – L’isola che diede i natali al celebre poeta Ugo Foscolo è ancora fonte di ispirazione. Si tratta sempre di amorosi sensi, ma non in corrispondenza. Non c’è nulla di trascendentale, infatti, in quello che è accaduto lo scorso fine settimana nella tranquilla isola greca. Nove prostitute inglesi sono state arrestate per comportamenti osceni dopo aver preso parte ad una competizione di sesso orale. (da Repubblica.it)

Foscolo, italiano di padre, scelse la Grecia come patria d’elezione: era il suo mondo, quello dei classici e delle muse. Ognuno di noi ha un luogo che sente proprio, nel quale crede e si rispecchia: per il poeta la terra materna era l’isola di Zacinto. Gli piacevano le limpide nubi e le fronde, insomma… Ma quella era una terra negata, quella a cui mai avrebbe fatto ritorno, la patria di un esule. Rammaricato dell’impossibile ricongiungimento, Foscolo le dedicò un sonetto. Era il 1803.

Le cose cambiano. Oggi per tutta Zacinto risuona un grido: “tremate, tremate: le baccanti son tornate!”. Non è Omero il responsabile, nossignori. Erano in nove, turiste e curiose, dedite al mestiere più antico del mondo. Sfidate a dimostrare la loro deontologia professionale, non si sono tirate indietro: una gara di sesso orale, senza esclusione di colpi.

Peccato solo per il retrogusto… Ma cosa avete capito?! Parlavo dell’arresto per atti osceni! A questo punto sorge il dubbio: ora che da patria d’elezione passa alla cronaca per altro, Foscolo la rimpiangerebbe ancora, la sua Zante? Siamo certi che solo gli stupidi non cambino idea, ma la mamma è pur sempre la mamma… chissà.

Parole: Ugo Foscolo – Sonetti

Note: Bocca di rosa, De Andrè