Arriva, ad una settimana di distanza, il racconto testimonianza della Pasqua tutta particolare che alcuni soci del gruppo Milk hanno passato come guide turistiche volontarie tra le vie di Milano. Ecco com’è andata la divertente impresa di accompagnare per la città dei nuotatori stranieri dalle parole di uno dei partecipanti.


Domenica 12 aprile alcuni soci di Milk Milano hanno indossato i panni della guida turistica sotto un bel sole alto e vivace. Quest’anno il torneo internazionale di nuoto sincronizzato maschile, organizzato qui da Sync different e dal Gruppo Pesce, s’è tenuto nella città meneghina; alla nostra associazione è stato chiesto di mostrare ai partecipanti le bellezze del centro storico.
Dopo un lauto pranzo a base di sushi con gli altri volontari per stabilire gli ultimi ritocchi al tour, i nostri volenterosi ciceroni hanno incontrato gli atleti sul piazzale adiacente la stazione di Cadorna per trascinarli poi per ben tre ore e mezza lungo le più segrete calli della nostra città, sino a piazza Duomo.
La presenza della squadra giapponese è stata una ottima occasione per i nostri due nipponofoni (ho controllato, miei cari lettori, si può dire) Andrea e Federico per praticare la lingua, mentre Stefano e Andrea (sì, c’è l’inflazione) hanno assunto il dovuto accento British lanciandosi ad illuminare le opere d’arte che Milano nasconde nella lingua della perfida Albione (ossia l’Inglese).
Rapida divisione in gruppi e… via, si parte! Il primo drappello comincia il viaggio seguendo l’itinerario comune a tutti: Civico Museo Archeologico (con attenzione particolare alla Coppa Trivulzio, alla Patera di Parabiago, alla Torrre delle mura massimianee e al frammento di Euphronios), San Maurizio al Monastero Maggiore, e, percorrendo via San Giovanni sul Muro, il Teatro Dal Verme, il Castello Sforzesco (monumento funerario di Bernabò Visconti, Sala delle asse di Leonardo e Pietà Rondanini e Crocifisso ritrovato di Michelangelo).
Usciti da Castello, rotta verso Piazza dei Mercanti per descrivere la loggia e rievocare i bei tempi andati, quelli di una Milano precedente ai bombardamenti e alla sciagurata furia edilizia del dopoguerra; fermata successiva è l’emblema cittadino, il monumento-simbolo della metropoli insubre: il Duomo. Il giro attorno alla cattedrale (è per vederla meglio!), ha consentito una puntatina da Luini – locale storico milanese famoso per i suoi panzerotti – quindi Galleria e Piazza della Scala, ultima tappa del breve ma intenso giro. Durante la passeggiata, qualche ospite ha gradito molto volentieri l’inaspettato raid gelatesco da Grom, a pochi passi dal teatro lirico.
Verso le 18.30, dopo quattro ore passate insieme, è arrivato il momento del congedo, con la speranza di rivedersi e collaborare ancora con questi poeti dell’acqua.
Ah, per la cronaca: ha vinto squadra tedesca.

Fabio Bertini

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