Intervistiamo il neo presidente del Milk, Nath Bonnì, eletto all’unanimità nella seduta del Consiglio di ieri, venerdi 8 ottobre.
Damiano

Buondì Nath, nuovissimo Presidente del Milk. Come ci si sente?

Ci si sente carichi e ottimisti. Le idee sono tante, in gran parte sono idee nate già in questi mesi di lavoro insieme, quando ero un semplice volontario e poi parte del direttivo. Ma l’entusiasmo non mette in ombra quella fermezza, il realismo e la razionalità necessari a portare avanti un compito significativo come questo.

Nella foto (da sinistra) Daniele, Nath e Giacomo

Una responsabilità grossa

Un presidente è colui che pre-siede un consiglio direttivo. Chi guida un’associazione democratica è il consiglio stesso. Conosco bene i miei colleghi di direttivo da più di un anno, da quando insieme abbiamo scoperto questa realtà associativa e abbiamo fatto confluire le nostre esperienze e i nostri modi di lavorare. Ognuno ha il suo bagaglio di esperienze. Chi dall’associazionismo non GLBT (Gay, Lesbico, Bisex e Trans), chi dall’attivismo più “tradizionale”, chi da esperienze di attivismo indipendente. La linea politica portata avanti dal precedente direttivo e dal mio predecessore è stata nel tempo condivisa e arricchita da ognuno di noi. Ho visto come nel giro di poco tempo molti di noi, da semplici volontari, hanno saputo trasformarsi in responsabili-progetto affidabili e organizzati. Coi piedi per terra, propositivi e pronti a condividere questa grande responsabilità, abbiamo un approccio unitario: quello dell’apertura, del rispetto reciproco, della crescita e del miglioramento nostro e del mondo che ci circonda.

Un passo indietro. E’ il tempo delle presentazioni. Parlaci di te.

Sono una persona di 26 anni. Ho studiato architettura e adesso faccio, neanche a dirlo… l’architetto. Vivo a Milano da otto anni. Non sono la persona più ‘da locali’ che esista sulla terra, ma ho un’infinita curiosità di conoscere persone e di imparare. La comunità GLBT in questo mi aiuta molto, offrendomi sempre nuove opportunità. Studio ormai da tanti anni il basso elettrico, e suono assieme ad amici in diversi gruppi. Prima che a Milano, vivevo in una terra di confine. Ho iniziato a maturare un pensiero mio, che non si facesse schiacciare dalla chiusura dell’ignoranza, durante il liceo. Sono solito condividere ciò che sono e ciò che penso apertamente, anche se può risultare faticoso.

Ho sempre trovato spazio per esprimermi in Forum e Blog, ma poi ho deciso che era giunto il momento di uscire dalla rete. Sentivo che era importante esserci, di persona, con la mia voglia di mettermi in gioco e le mie energie. Curo un progetto di informazione su identità e ruolo di genere, sulla pluralità dei modi di essere e sui limiti posti dalla società all’autodeterminazione dell’individuo. Ho organizzato eventi di attivismo, e ho avuto modo di confrontarmi con associazionisti di tutta Italia. Ma la realtà associativa che più mi ha soddisfatto, perchè straordinariamente vicina alla mia sensibilità di attivista, è stato il Milk. Devo molto a tutti coloro che hanno saputo valutarmi per ciò che valgo, e non per chissà che. Questa è una delle tante cose che li rende, ci rende, diversi.

Scusa la domanda poco politicamente corretta: una persona transgender a capo di un’associazione gay, a qualcuno suonerà strano…

Il milk è un’associazione che vuole diffondere la cultura GLBT e proporre in modo intelligente e ragionato un cammino che ci porti alla parità totale di diritti. Combattiamo i pregiudizi e mettiamo in discussione la chiusura mentale, a prescindere da chi ne sia vittima. Non lavoriamo per questa o quella “categoria”: diffondere flessibilità, rispetto, ascolto giova a chiunque desideri essere se stesso, senza bisogno di stabilire prima chi aderisca a quale stereotipo. La definizione di sé tocca ad ognuno. Ciò che condividiamo è la causa per cui ci battiamo, non l’appartenenza ad un club che ti impone di essere così o cosà.
Siamo molto attenti a non chiuderci, a vedere le persone per ciò che possono dare alla nostra causa. Più di un terzo dei nostri soci è eterosessuale, e non è casuale.

Quindi un Milk che non mette il naso in ciò che le persone sono, ma nel contributo che possono dare alla comunità. Ho capito bene?

Esatto. Oltre agli attivisti, il milk conta moltissimi tesserati che danno un apporto meno politico e più tecnico. Persone che supportano gli eventi in modo sincero, affidabile e disinteressato. Milk Milano è sempre disponibile a dialogare, far conoscere quello che le persone GLBT sono, sognano, chiedono. L’unico prerequisito, irrinunciabile direi, è che ci sia rispetto reciproco e disponibilità ad aprire la mente.

Le tue prossime mosse?

Milk Milano continuerà a lavorare ai progetti in cantiere. Avremo bisogno di un po’ di tempo per abituarci ai nuovi compiti, che saranno affrontati con enorme condivisione. Sicuramente ci sarà una nuova organizzazione interna delle responsabilità, per valorizzare le attitudini e le capacità dei ragazzi interni ed esterni al direttivo. Le capacità e le professionalità disponibili sono le più disparate. Siamo un team tecnico e creativo che può fare moltissimo, non c’è dubbio. Abbiamo anche qualche nuova idea in mente, ma per ora non dico niente. Il resto, prossimamente, sui nostri schermi.

Ahah. Un’associazione aperta, plurale, democratica… piuttosto ambiziosi!

Chi ci conosce sa che il Milk da anni lavora secondo questi criteri, e l’attuale direttivo è formato da persone che vi si sono avvicinate proprio perchè condividevano questa filosofia. Siamo ambiziosi, certo, ma se non lo fossimo faremmo meglio a dedicarci ad altro.

Buon lavoro Presidente 🙂

Buon lavoro al direttivo, a tutti i soci e a chiunque voglia essere con noi in questa nuova, bellissima sfida.


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