La crisi del grande schermo ha portato, in questi ultimi anni, alla chiusura di moltissime sale cinematografiche, a favore di Multisale che programmano solo “blockbusters” o film comunque destinati al grande pubblico.
La scomparsa dei piccoli cinema d’essai rende difficile far conoscere anche alla nuove generazioni i film che hanno fatto la storia del cinema, anche di quello omosessuale.
In questa rubrica vogliamo segnalare i film disponibili in DVD da vedere o rivedere, sia perché hanno fatto parte della nostra vita sia perché hanno contribuito a rendere l’omosessualità un argomento non più tabù.

ANOTHER COUNTRY – LA SCELTA (1984)
di Marek Kanievska
con Rupert Everett, Colin Firth, Cary Elwes

Ci sono film che diventano dei “cult” gay e che io, sinceramente, preferirei non andare a ripescare fuori dai meandri della memoria, dato che già da soli fanno parte del patrimonio culturale di ogni cinefilo omosessuale degno di tal nome.
È anche vero, però, che molti ragazzi giovani potrebbero non conoscere la storia di persone che, con il loro impegno e la loro lotta, hanno consentito loro godere di un’emancipazione sessuale assolutamente impensabile fino a qualche decennio fa.
Quindi, accettando il suggerimento di un’amica, rispolvero volentieri “Another country – La scelta”, un bel film del 1984 in cui si narrano le gesta di Guy Burgess, un inglese che divenne una spia al servizio dell’Unione Sovietica per vendicarsi del proprio Paese e dei soprusi da lui subiti durante il periodo del college a causa della sua omosessualità.
Il film, tratto da una pièce teatrale di Julian Mitchell, è un lungo flashback in cui Bergess racconta la sua adolescenza poco prima di morire, a soli 52 anni, ucciso dall’alcol.

La storia si svolge principalmente ad Eton, considerata la più famosa e prestigiosa scuola del Regno Unito.
Guy Burgess (Rupert Everett), bello e dannato al punto giusto, è gay, vuole diventare un diplomatico ed è amico di Tommy Judd (Colin Firth), votato alla causa marxista.
L’ambiente in cui si muove è molto dandy ed ognuno viene educato a diventare un piccolo dio.
All’interno della scuola vige la ferrea regola del “si fa ma non si dice”, perciò anche le tentazioni omosessuali sono tollerate solo se tenute opportunamente nascoste. Perciò, quando due allievi vengono colti in flagrante da un maestro a masturbarsi insieme, è un pubblico scandalo che spingerà uno dei due ragazzi a togliersi la vita.
Da lì cominciano l’odio e l’insofferenza di Burgess nei confronti di un certo perbenismo ipocrita e borghese.
Quando l’amore che nutre per il giovane James diventa di pubblico dominio per via di una lettera intercettata, Burgess deve non solo subire l’umiliazione di una pesante punizione corporale ma deve anche dire addio ai suoi sogni di gloria.
Perciò farà la sua scelta: entrare a far parte del KGB non per questioni di lucro ma in segno di disprezzo nei confronti della sua Nazione.
Anche Judd seguirà fino in fondo i suoi ideali, immolando la propria vita durante la guerra civile in Spagna.

“Another country – La scelta” è un film che riesce ad esprimere molto bene la difficoltà di vivere in certi ambienti oppressivi e repressivi in cui bisogna essere sempre all’altezza delle aspettative.
Pur trattando un tema pesante e difficile, riesce a tenere il giusto distacco evitando di prendere troppo le parti del bell’umiliato e offeso Burgess.
Purtroppo ogni tanto il film causa qualche sbadiglio per i tempi di regia un po’ troppo dilatati ma, del resto, si tratta di un film che ha quasi trent’anni.
Sia Colin Firth che Rupert Everett interpretarono le loro parti anche a teatro.
Firth, prima ancora di essere un “single man” per Tom Ford e il balbuziente Re Giorio VI, dimostrò di saper calzare molto bene i panni di chi fa fatica a stare dentro certe regole mentre Rupert Everett con questo film diede inizio alla sua carriera cinematografica.
Peccato solo che il pubblico outing lo abbia poi condannato a recitare sempre e solo ruoli da omosessuale. E se ciò tanto gli ha giovato in quel piccolo gioiellino che era “Il matrimonio del mio migliore amico”, stenderei un velo pietoso sul successivo “Sai che c’è di nuovo?” in compagnia della sua cara amica Madonna.
Anche se (e questo va riconosciuto al bel Rupert) fu proprio lui a suggerire alla cantante di inserire all’interno della colonna sonora del film la cover di “American pie” di Don McLean, brano del 1971 che Miss Ciccone rielaborò in modo eccelso.

“Another country – La scelta” è disponibile in DVD. Distribuzione Sony Pictures Home Entertainment

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