Cultura, attualità, arte, appuntamenti con spettacoli teatrali, focus su serie televisive, politica e società: il tutto si traduce in una webzine che parla di tematiche lgbt e che offre un’occasione di conoscere nuovi contenuti “al passo coi tempi”. Un modo di informare molto giovanile e, soprattutto, veloce e dinamico, fuori da schemi ideologici e, soprattutto, libero da ogni influenza esterna. Il nostro circolo di Cultura Omosessuale, Harvey Milk, è non solo felice di accogliere unintervista fatta ai fondatori della fanzine, ma anche di instaurare canali di comunicazione e di diffusione delle proprie iniziative e dei propri servizi per la comunità LGBT: stiamo parlando di pianetagay.com, caratterizzata da una comunicazione in cui si utilizza “un linguaggio semplice, quasi colloquiale”, come se si stesse “raccontando a degli amici le cose che ci hanno colpito di più”. Andrea, l’ideatore, risponde alle nostre domande a nome di una realtà che sta diventando riferimento della comunità lgbt e non solo, soprattutto perchè sa parlare anche a target differenti e variegati.

Pianetagay è un magazine che esiste già da alcuni anni: quali sono i passi importanti fatti in questi ultimi tempi?

Si, è vero, PianetaGay è online dal 2009 con il forum e dal 2010 con il magazine. Ma nel corso di questi pochi anni di vita sono cambiate tante cose: ci siamo affermati sempre di più come una realtà consolidata nel panorama dell’informazione omosessuale sul Web, proponendo notizie in modo chiaro, coinvolgente e oggettivo. Poi abbiamo aperto nuove rubriche e sistemato l’intera architettura del sito, a cominciare dal logo e dalla grafica estremamente semplice, che rende più facilmente leggibili i contenuti pubblicati: quello che vedete oggi è solo l’ultimo step di un’evoluzione che è cominciata tre anni fa. Noi cerchiamo sempre di stare dalla parte dei lettori e offriamo loro un portale non solo ricco di contenuti, ma anche al passo con i tempi: è per questo motivo che, da tempo, abbiamo voluto rendere accessibile il sito anche dai principali dispositivi mobile. In poche parole, i passi in avanti che abbiamo fatto sono stati tanti e importanti per arrivare dove siamo adesso.

Che cosa offre Pianetagay nell’ambito dell’informazione di originale rispetto ad altre webzine e realtà che esistono in rete a tematica lgbt?

Innanzitutto un’informazione chiara, semplice e oggettiva, come detto nella precedente risposta. Non siamo schierati politicamente e non abbiamo partiti o altre organizzazioni governative alle spalle e questo ci rende indipendenti e liberi di seguire una linea editoriale molto precisa. A volte capita di leggere su altri portali notizie scritte in modo un po’ troppo tecnico oppure con giri di parole che non riescono a catturare l’attenzione del lettore. Noi cerchiamo di non cadere in questa trappola: siamo redattori giovani e vogliamo fare informazione per i giovani come noi! Quindi, la nostra priorità, e direi anche uno degli elementi che ci contraddistinguono dagli altri, è di usare un linguaggio semplice, quasi colloquiale, come se stessimo raccontando a degli amici le cose che ci hanno colpito di più.

Pianetagay parla anche al mondo associazionistico lgbt?

Il nostro è innanzitutto un progetto culturale, creato e sviluppato da tanti giovani volontari. Da questo punto di vista, riusciamo a condividere gli sforzi e le tante difficoltà che le associazioni gay e le onlus incontrano ogni giorno per realizzare qualche progetto socio – culturale sul territorio. Spesso la difesa dei diritti gay portata avanti da queste realtà si scontra con una situazione non facile, soprattutto a livello politico e amministrativo. Nella nostra mission, c’è anche la volontà di offrire, laddove possibile, un sostegno forte a queste associazioni, attraverso la pubblicazione dei comunicati e la promozione dei loro eventi. Anzi, abbiamo anche intervistato alcune associazioni per far conoscere al nostro pubblico le attività che vengono promosse su tutto il territorio nazionale. Anche questo è un elemento distintivo di PianetaGay: non vogliamo rimanere chiusi in una specifica regione o provincia, ma aprirci all’Italia intera. In ogni caso, cogliamo l’occasione per ribadire il nostro impegno a supportare le attività di tutti gli enti che intendono collaborare con noi.

Quale è il target a cui vi rivolgete come redazione?

Assolutamente un pubblico giovane, di ragazzi adolescenti o che sono diventati da poco maggiorenni. E soprattutto ragazzi che scoprono per la prima volta la propria omosessualità. All’inizio PianetaGay era solo un forum, ossia un angolo di discussione molto frequentato dai ragazzi (lo è ancora oggi), dove ci si scambiava consigli sulla prima volta, sul coming out, sui rapporti con amici e parenti… In poche parole, uno spazio virtuale in cui parlare a cuore aperto, raccontare quello che si desiderava. E siamo felici di aver aiutato tanti giovani a trovare una propria strada. Spesso e volentieri, quando un ragazzo adolescente si avvicina al mondo gay per la prima volta e va sul Web, si trova catapultato in un mondo orribile di siti di incontri, richieste continue di sesso, uscite nei locali ogni sera. Per carità, il divertimento ci sta, ma deve essere fatto con la testa, e non pensando “tanto lo fanno tutti”. Se non si considera l’idea che, oltre alle serate in discoteca e agli incontri al buio, il mondo gay è fatto anche di libri, film, arte, cultura omosessuale, beh si va diritti verso una perdita di valori che oggi non possiamo permetterci.

Avete modificato, nell’ultimo periodo, il target di visitatori e di attenti lettori che si sono avvicinati al magazine e che non erano previsti come frequentatori del sito?

Non del tutto. Chiaramente noi ci rivolgiamo al mondo gay nella sua interezza, ma vogliamo aiutare chi ne ha più bisogno, e quindi gli adolescenti e i giovani che, come dicevamo nella precedente domanda, hanno scoperto da poco la propria omosessualità. Cambiamenti ne sono stati fatti, soprattutto per quanto riguarda il forum: per dare una maggiore serietà al nostro progetto e stare al passo con i tempi, abbiamo preferito chiudere alcune sezioni del forum che erano state concepite più per divertimento che altro. Del resto, oggi i ragazzi preferiscono chiacchierare sui social network e il forum ha perso alcune delle sue funzioni rispetto al passato. Abbiamo comunque mantenuto in vita le sezioni più utili, come quelle di aiuto (disagio gay, coming out, genitori di ragazzi gay, vita di coppia), dove si possono formulare domande ed esprimere i propri pensieri e ricevere risposte di qualità che, ci preme sottolinearlo, durano nel tempo! Mentre sui social network un messaggio pubblicato oggi scompare dalla circolazione già domani, sul forum le tracce rimangono e possono sempre essere recuperate. Perciò, scrivere sul forum e condividere le proprie esperienze aiuta certamente noi, che possiamo dare una mano a chi è in difficoltà, ma anche i futuri ragazzi che cercheranno risposta ai propri problemi e potranno scoprire che non sono affatto soli.

Che cosa un servizio informativo, culturale, sociale e civile quale Pianetagay può e vuole offrire alla nostra comunità lgbt?

PianetaGay vuole offrire un’informazione a 360° ed essere una finestra sul mondo gay, senza tralasciare nulla. Non abbiamo la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi che attanagliano la nostra comunità, soprattutto nel nostro Paese… Ma cerchiamo di aiutare il nostro pubblico a pensarla in modo diverso, a non sentirsi giù, a essere consapevoli del fatto che nessuno è solo su questo pianeta e che il problema che vivo io, lo sta vivendo in questo stesso momento anche un’altra persona. Vogliamo informare, certo, ma anche far aprire gli occhi al nostro giovane pubblico.

Quali sono i riscontri registrati?

Sicuramente molto positivi, sia da parte del pubblico che ci segue in modo sempre più affiatato, sia da parte dei partner che chiedono collaborazioni e degli altri siti di informazione (anche non gay) che parlano di noi. Un esempio concreto? Siamo stati citati dal Tgcom per una news su una squadra di rugbisti che hanno giocato completamente nudi (http://www.tgcom24.mediaset.it/magazine/articoli/1013347/rugby-atleti-tutti-nudi-per-la-partita.shtml) e da Novella2000 per una news di gossip sul nuovo fidanzato di Cecchi Paone (http://www.pianetagay.com/lo-avevamo-previsto-cecchi-paone-si-fidanza-con-francese/#.UW8YVIKZg24). Possiamo anche parlare delle tante e-mail che arrivano in redazione ogni giorno di uffici stampa e persone che desiderano promuovere le proprie attività e i progetti sul nostro sito. Per non parlare delle associazioni, che ci chiedono media partnership… E a tal proposito, proprio ultimamente ci stiamo aprendo ai festival europei: abbiamo stretto accordi con il Marsiglia Pride, dopo averlo fatto, l’anno scorso, con il Circuit Festival di Barcellona e il Gay Festival di Skiathos. Altre collaborazioni sono in fase di definizione, quindi non possiamo ancora anticipare nulla…

Quali sono i temi che maggiormente trattate?

Sicuramente l’attualità, sia dall’Italia che dall’estero. È importante far conoscere al pubblico quello che accade intorno a noi, nel bene e nel male. Ma non ci dedichiamo solo a questo… Sul magazine sono presenti anche notizie di gossip e lifestyle, come vita di coppia, temi sociali, anche questioni sessuali. Del resto, il nostro pubblico è interessato a leggere anche questo tipo di argomenti e dobbiamo dire che la risposta, in termini di visite e apprezzamenti, è sempre stato molto positiva.

Alcune anticipazioni per Pianetagay ce le potete dare?

Al momento stiamo sviluppando diversi progetti insieme al prezioso sostegno di alcune associazioni, che sono sempre state molto sensibili alla nostra mission. Nei prossimi mesi contiamo di fare un ulteriore step evolutivo, aprendo nuove sezioni e legate, per lo più, al mondo della cultura gay, che intendiamo promuovere in tutte le sue forme attraverso lo stile che ci ha sempre contraddistinto, ovvero con un linguaggio giovane, dinamico e semplice, adatto ai più giovani. Cercheremo anche di sensibilizzare i ragazzi sui temi più scottanti, come il coming out e la prevenzione. Insomma, le idee non ci mancano… Il consiglio che possiamo dare è di continuare a seguirci, perché non abbiamo ancora finito di dire la nostra.