Venerdì 24 gennaio alle ore 18,00, aperitivo, e alle ore 19,00, incontro, avremo ospite l’autore di Lavapiubianco, edizioni  Lulu.comDanilo Ruocco, la cui chiave interpretativa si basa sul sesso, “ed è soprattutto attraverso il sesso – ci racconta Danilo – che la voce narrante del romanzo riconosce la sua verità”, “quella profonda, intima, identitaria”. La protagonista, Lavapiubianco, oggi come oggi è “tutti coloro – prosegue Danilo, da noi intervistato – che non si fanno fermare dagli altri e cercano sempre di trovare la felicità in se stessi e la condividono con gli altri”. Abbiamo intervistato l’autore, che interverrà nella serata. Interverrà anche Monica Romano, la nostra responsabile del gruppo identità di genere.

1. Perché il titolo “Lavapiubianco”?

Prima di tutto specifico che Lavapiubianco è il nome della protagonista femminile. Dunque è un nome proprio. Nel romanzo, poi, tra i comprimari, c’è anche Piulattemenocacao… Da tali particolari, credo sia facile comprendere come si stia parlando di un romanzo ambientato in una società in cui la pubblicità è arrivata a condizionare le persone al punto che gli slogan diventano nomi propri… Il romanzo racconta di vari tipi di condizionamenti e di come la voce narrante, per amore di Lavapiubianco, tenti di superarli.

2. La sessualità è centrale nella narrazione: che cosa hai voluto dimostrare intraprendendo questa scelta soggettistica?

Come narratore uso il sesso come chiave di lettura della realtà. Credo che quando i corpi si uniscono in un amplesso non possano mentire. Il sesso come fonte di verità. Ed è soprattutto attraverso il sesso che la voce narrante del romanzo riconosce la sua verità. Quella profonda. Intima. Identitaria.

3. Impegnativa, sicuramente, è stata la costruzione della psicologia dei protagonisti dell’opera, rendendoli più verosimili possibili: come hai proceduto per dare coerenza alla costruzione delle loro personalità?

Svelo il mio segreto: leggo molto e ascolto tanto. In altre parole, la mia scrittura creativa è sempre una scrittura che si basa su una larga documentazione e molti incontri. Faccio ricerche, interviste, prendo appunti e poi – non saprei dire come – il tutto si mescola da solo e sforna un prodotto mio. Assolutamente personale.

4. Ci sono lati autobiografici o esperienze vissute in prima persona dall’autore nell’opera?

Sì. Se pensi che io “Lavapiubianco” l’ho sognato, puoi immaginare quanto sia autobiografico! Ma, contemporaneamente, è tutto inventato. Anche molte delle citazioni che faccio nel romanzo sono completamente inventate!

5. Il sesso è liberazione, ma è anche strumento per criticare una società intrisa di pregiudizi, cercando di rompere quei confini alienanti ed eterodiretti imposti: come hai espresso questo attraverso il racconto?

Come dicevo prima, il romanzo racconta molti condizionamenti. Condizionamenti imposti dalla società e/o autoimposti. Sovrastrutture castranti e disumanizzanti. Nel romanzo ho voluto raccontare un viaggio: quello della voce narrante che non solo viaggia in quanto marinaio, ma soprattutto viaggia alla scoperta di sé. E se alla partenza la voce narrante è un maschio eterosessuale alquanto omofobo; all’arrivo è diventata una donna dalle ampie vedute che ha sperimentato su di sé l’omofobia. Un viaggio le cui tappe fondamentali sono tutte legate al sesso. Sesso vissuto. Sperimentato. Cambiato.

6. A chi ha voluto rivolgersi Danilo Ruocco con “Lavapiubianco”?

A tutti, ma soprattutto a quanti sono chiusi in una gabbia o si nascondono agli altri e a se stessi. Liberatevi e vivete in prima persona. Senza maschere e senza nascondervi. Vivete con il vostro nome e cognome. Siate la vostra Identità (con la I maiuscola).

7. Chi è Lavapiubianco nella nostra società di oggi?

Tutti coloro che non si fanno fermare dagli altri e cercano sempre di trovare la felicità in se stessi e la condividono con gli altri.

8. Si parla anche di rinascita sessuale, di identità: come vengono declinati questi temi, importanti, all’interno dell’opera e attraverso i personaggi, che sono protagonisti narranti?

Nel romanzo ci sono diversi personaggi che cambiano sesso e lo fanno per ragioni diverse. Chi per agevolare la propria carriera lavorativa; chi per amore. L’idea che volevo trasmettere è che il sesso biologico non è più importante dell’identità di genere. Quello che si ha in mezzo alle cosce è un dettaglio anatomico che scompare se messo al confronto con quanto sta nella mente. Nel romanzo il dettaglio anatomico resta un dettaglio e non viene ingigantito e messo su un piedistallo come, purtroppo, troppo spesso avviene nella vita reale.

9. La reazione del pubblico alla lettura di “Lavapiubianco”: commenti e considerazioni e quale target maggiore ha letto l’opera?

La prima edizione del romanzo è del 1998 e, in questi sedici anni, le reazioni sono state tante e assai diverse. Te ne dico una che proprio non mi aspettavo: una professoressa di liceo ha inserito il romanzo nella lista delle letture per le vacanze che ha consegnato ai suoi studenti.

Me ne viene in mente un’altra: la presentazione del romanzo al Milk dopo sedici anni dalla sua prima edizione! Quasi quasi, tra letture scolastiche e presentazioni postdatate, mi sento un classico!

Intervista a cura di Alessandro Rizzo