Inizia con Venerdi 27 febbraio alle ore 18,30, aperitivo, ore 19,00, inizio del dibattito, il ciclo organizzato dal Circolo Harvey Milk presso la sede di via don Minzoni 129 – Sesto San Giovanni (MI) dedicato agli studi pasoliniani, in occasione del quarantennale dell’assassinio del celeberrimo autore. “Teorema”, capolavoro di Pierpaolo Pasolini, sarà il perno della discussione che verterà sull’analisi del “dio carnale”, “via “altra” di approccio al sacro e al divino” anticipa Danilo Ruocco, giornalista e saggista nonché relatore dell’incontro che ci attende. L’ottica attraverso cui Danilo affronterà il tema pasoliniano e la lettura della poetica della grande figura intellettuale, quale fu quella di Pierpaolo Pasolini, è quella della “via che passa dal corpo, così come, ad esempio, accadeva in molte religioni dell’antichità in cui il corpo era veicolo del sacro”. Abbiamo intervistato Danilo, che ci anticipa i temi che saranno considerati nell’ambito della serata.

Chi era Pasolini e il suo rapporto con le tematiche omosessuali?

Pier Paolo Pasolini è stato, forse, il più seguito intellettuale italiano dei primi anni Settanta. Ogni suo articolo sul “Corriere della Sera” era atteso e letto con attenzione e apriva dibattiti tra i giovani e i meno giovani.
Come uomo e artista dava scandalo presso la piccola borghesia italiana, in quanto non nascondeva la sua diversità sia ideologica, sia sessuale. Non era un allineato, un intellettuale di partito e, dunque, aveva la libertà e il coraggio di dire, senza reticenze, come la pensava su determinati argomenti.
Il suo rapporto con l’omosessualità è stato complesso. Si tenga conto che era cresciuto in un contesto fortemente omofobo, in cui l’omosessualità, sebbene praticata, era stigmatizzata. Pasolini, avendo introiettato l’omofobia sociale, non viveva serenamente il suo essere omosessuale, ma, certo, non rinunciava alla sua sessualità. Anzi! Molte sere faceva a gara con il poeta Sandro Penna a chi riusciva a rimorchiare più ragazzi!
Ad ogni modo, si ricordi che solo nel 1973 l’American Psychiatric Association affermò che l’omosessualità non era una patologia psichiatrica e non è, forse, un caso che solo nel 1974 Pasolini ebbe a dichiarare pubblicamente che in un rapporto omosessuale non c’era nulla di male.

Chi sarebbe oggi Pasolini?

Difficile rispondere! Va detto che Pasolini temeva l’omologazione e oggi viviamo in contesti fortemente omologati e omologanti, per cui, è lecito supporre che Pasolini si sarebbe sentito fortemente a disagio in questa Italia di oggi. Probabilmente, poi, data la pochezza culturale di troppi nostri politici e concittadini, la sua voce sarebbe rimasta inascoltata e, in un uomo dalla forte propensione pedagogica e didattica qual era Pasolini, l’assenza di un dibattito/dialogo avrebbe causato smarrimento. Ma, forse, oggi Pasolini sarebbe stato ospite fisso nelle trasmissioni trash del pomeriggio a dire la sua opinione su tutto. Chi può dirlo?

Teorema: il dio carnale dove si inserisce in questo contesto filmico e narrativo?

In Teorema Pasolini mostra una via “altra” di approccio al sacro e al divino. Di entrata in rapporto con la sacralità e la divinità. Una via che passa dal corpo, così come, ad esempio, accadeva in molte religioni dell’antichità in cui il corpo era veicolo del sacro. Ecco, allora che, in Teorema, il dio che si presenta alla famiglia borghese di cui è ospite, conduce i suoi ospiti nella dimensione del sacro e del divino attraverso il corpo e l’atto sessuale, esattamente come avrebbe potuto fare Dioniso. Il corpo come medium per giungere al sacro è un rimosso della società Occidentale e Pasolini mostra proprio tale rimosso.

Perche parliamo di Dio carnale di Pasolini: qual è e come si esprime?

Carnale è tutto quanto attiene al corpo umano. Il dio di Teorema ha un corpo, un corpo di ragazzo, di bel ragazzo. Un corpo che viene costantemente guardato dagli altri personaggi. Un corpo, come ho detto, attraverso il quale gli altri sperimentano il sacro.

La produzione cinematografica di Pasolini come si relaziona e si rapporta con la sua produzione letteraria: differenze estetiche, compositive, narrative?

Va detto che Pasolini parte dal figurativo (studiava storia dell’arte con Roberto Longhi), passa dalla letteratura e approda al cinema (un figurativo in movimento). Egli si esprime per immagini. La sua produzione letteraria ha un brusco calo quando Pasolini diventa regista (dopo anni in cui era stato sceneggiatore di importanti registi quali Fellini e Bolognini), in quanto, nel cinema, egli sembra trovare il mezzo di espressione ideale. In definitiva, Pasolini, con il cinema, cambia codice espressivo, ma i suoi temi restano invariati rispetto alla produzione letteraria e saggistica.

Il cinema di Pasolini e i temi legati all’omosessualità: esiste un’evoluzione?

Non parlerei di evoluzione né per il tema omosessuale, né per qualsiasi altro tema affrontato da Pasolini. Mi piace pensare a Pasolini come a un musicista che esplora le varie possibilità espressive di una frase musicale, continuamente variandola e approdando a esiti diversi ma simili. Certo, ci sono in Pasolini momenti di ottimismo e altri di pessimismo e tali momenti si riverberano sulle sue “variazioni”. E, allora, abbiamo opere in cui la sessualità (tutta la sessualità) è positiva e gioiosa (come nella cosiddetta “Trilogia della vita”) e altre in cui è cupa, pessimistica e funebre, come in Salò o le 120 giornate di Sodoma.

Come elabora e affronta le dinamiche interpersonali e psicologiche, soprattutto in riferimento ai protagonisti omosessuali, il Pasolini regista e il Pasolini autore?

Pasolini era edipico. Amava fortemente la madre e, per un lungo periodo di tempo, ha creduto di odiare il padre. Ma, poi, a distanza di qualche anno dalla morte del padre, è arrivato a capire che amava anche suo padre. I protagonisti omosessuali di Pasolini, spesso, agiscono all’interno della famiglia. Sono edipici e incestuosi. Sono padri che desiderano i figli e figli che, come il dio di Teorema (che anagraficamente è figlio), vanno a letto con tutta la famiglia. E, quando non sono edipici, hanno pulsioni sado-masochistiche, spesso metafora del rapporto servo-padrone, proletario-borghese.

Quale potrebbe essere, in sintesi, la poetica di Pasolini, se per poetica intendiamo il messaggio di un autore o artista e la capacità di tradurre questo in forma estetica e compositiva?

In estrema sintesi, Pasolini mostra la possibilità di un altro modo di essere. Il suo messaggio credo sia questo: l’uomo è un animale complesso che non può, né deve, essere standardizzato, omologato. Un messaggio che, ai suoi tempi, era sembrato reazionario, ma oggi viene letto come profetico. Sicuramente ancora attuale.

Intervista a cura di Alessandro Rizzo