La polemica contro la libertà dei gay di esistere e di amare a modo loro ha, ultimamente, messo in campo in varie città italiane un particolare tipo di protesta silenziosa, costituita dalle “sentinelle in piedi”: persone dall’aspetto molto decoroso, atteggiate a belle statuine immobili e incolonnate a debita distanza come su una scacchiera, spesso davanti a edifici d’importanza istituzionale.
Sembrano persone apparentemente impegnate a leggere libri, con quell’aria seriosa e assorta di chi vorrebbe far credere al mondo di esser lì per manifestare pacificamente, in realtà intente a covare nei loro cuori pieni di presunta illibatezza, sentimenti d’intolleranza nei confronti di chi ostentatamente, secondo loro, si dedicherebbe notte e giorno a mettere in grave pericolo l’integrità della sacra famiglia eterosessuale.
I pericoli che corre la società, secondo questi santi uomini e queste sante donne, sono dovuti alla diffusione abnorme dell’ideologia gender e all’imbarazzante dibattito su temi riguardanti il concetto di famiglia: le unioni civili, il riconoscimento delle coppie di fatto anche omosessuali, i matrimoni e l’adozione di figli da parte di persone dello stesso sesso, la maternità surrogata, l’utero in affitto; nonché all’eventuale approvazione in Parlamento della legge contro l’omofobia (anche se rimaneggiata e annacquata per compiacere i centristi cattolici dell’attuale governo).
Tutte queste incresciose richieste costituiscono indubbiamente un problema che non può lasciare indifferenti: per questo esistono le sentinelle della morale, quella giusta, si intende.
Naturalmente siamo molto preoccupati. Il problema sollevato dalle sentinelle è serio: si tratta non solo di salvare dalla catastrofe la famiglia tradizionale fondata sulle granitiche e insondabili figure dell’Uomo e della Donna, ma di cercare di evitare il fallimento storico e il crollo di un’intera Civiltà, quella Cristiana. Vi sembra poco? Vi rendete conto di quale responsabilità sono investite le persone LGBT? Facciano i gay un passo indietro e riflettano. Provino a pentirsi delle loro scelte. E se proprio non riescono a pentirsi la smettano di essere fieri di sé e così gioiosi nelle loro manifestazioni pubbliche: almeno questo, che diamine…
Certo, per alleviare l’angoscia di questi strenui difensori dell’unica morale possibile, si potrebbe spiegare loro che comportamenti omosessuali esistono in natura e sono diffusi tra molte specie di animali, dai moscerini ai primati, passando per i pipistrelli e i machissimi galli. Si potrebbe ricordare loro che l’omosessualità umana non è una scelta ma un dato di fatto naturale; che due persone dello stesso sesso che si amino non danneggiano nessuno, se sono adulti e consenzienti; che non tutti a questo mondo sono cristiani; che la natura e la vita offrono all’essere umano molte e diverse possibilità per realizzare la propria felicità; che tutti gli omosessuali del mondo sono figli di coppie eterosessuali. Si potrebbe ricordare loro che il matrimonio non è naturale bensì una costruzione culturale e, infine, che la sacra famiglia eterosessuale è spesso teatro, se non causa, di abusi, molestie e violenze, soprattutto nei confronti di donne, bambini e anziani.
A quanto pare, recentemente sarebbero stati invitati a manifestare contro l’ideologia gender anche alcune Associazioni di confessione islamica, di visione conservatrice.
Dalla padella alla brace. Brace? Questo mi ricorda qualcosa: il letto della punizione, di legna e paglia, e l’inebriante profumo dei roghi, a base di semi di finocchio. Ma questa è storia vecchia. In realtà il lungo Medio Evo Cristiano è finito da un pezzo e le sentinelle non possono non saperlo. O forse m’inganno su questo punto?

Flavio Angiolini