LO STATO CONTRO FRITZ BAUER è stato tenuto in cartellone troppo poco e malissimo propagandato, non hanno nemmeno coinvolto le associazioni glbt, antifasciste, niente, nessuno ha fatto nulla. In tv non è passato, i programmi di storia e di giornalismo l’hanno ignorato, nei talk show nemmeno un accenno. Eppure il film rivela vicende del tutto sconosciute in Italia, utili a capire qualcosa del recente passato in Europa.

Burghart Klaußner e Roland Zehrfeld interpretano i due magistrati

É la storia, narrata alla Rosi e alla Bellocchio, molto imbarazzante del dopoguerra in Germania. Il film di Lars Kraume mostra quanto gli apparati dello stato all’ovest fossero letteralmente occupati da personale nazista e paranazista a tutti i livelli: governo, tribunali, polizia, non parliamo dei servizi segreti. Due magistrati tedeschi di quel periodo, uno ebreo, tutt’e due omosessuali, guarda caso cercano criminali nazisti e s’intestardiscono ad aprire processi ai responsabili degli stermini. Ma devono stare attenti: nei tribunali, i giudici non esitavano a condannare a 5 anni di carcere per omosessualità e a 5 mesi e a pesanti multe per il reato di masturbazione, in base a una ben nota legge hitleriana, abolita solo negli anni ’70 (negli anni ’50 in Germania est, va detto). Gli omosessuali internati nei lager come tali anziché essere liberati al pari degli gli ebrei e tutti gli altri, furono spediti diritti in prigione. Questo era il clima.

Bauer condotto dal Mossad in un luogo segreto

I due lavorano in mezzo a difficoltà mostruose: falsi amici che poi si rivelano spie e nazisti coperti, depistaggi costruiti ad arte da parte di chi sapeva perfettamente dov’erano rifugiati i criminali, come gli stessi servizi segreti, frequenti minacce di morte, decine di lettere anonime piene d’insulti, l’ostilità del governo, dei colleghi magistrati, l’inconsistenza dei giornalisti e del mondo studentesco e giovanile di allora. Siamo alle soglie degli anni ’60 e nemmeno la chiesa aveva fatto i conti con le connivenze.

Nonostante gli ostacoli, i due indagando riescono a sapere che l’ex colonnello Adolf Eichmann, organizzatore di deportazioni e massacri, si trova in Argentina, in quale città e con quale falso nome. Eichmann dichiarava di averne ammazzati troppo pochi di ebrei: “Avrei dovuto eliminarli tutti 10 milioni”, confidò in un’intervista a una testata nazista circolante in circoli riservati in Argentina. Tuttavia, i due magistrati non si fidano dei servizi tedeschi per cui non solo passano l’informazione al Mossad che poi, com’è noto, rapiranno il criminale, lo porteranno in Israele e qui lo condanneranno a morte, ma fanno di tutto per sviare l’attenzione di servizi segreti tedeschi e giornalisti, dichiarando che Eichmann si trova in un paese arabo. Tutto fatto con arte.

Come reagiranno i servizi segreti tedeschi, una volta che vedono Eichmann ormai in Israele? Devono impedire che le ricerche dei due proseguano in Germania e cadano delle teste ben inserite. Cercano le prove della loro omosessualità e ci riescono almeno per uno dei due e provano a ricattarlo facendogli ammettere che il collega aveva rivelato il nome al Mossad, incappando nel reato di alto tradimento.

Bauer nella scena in cui parla con i giornalisti

Non solo non ci riusciranno, ma Fritz Bauer, il magistrato superstite, giungerà invece a portare a processo negli anni a seguire tutti i responsabili di Aushwitz, obbligando così per la prima volta la Germania a guardare nel suo recente passato e a provare un’immensa vergogna.

Più che un film contro il nazismo in se stesso, sembra un colpo di cannone contro la rete delle complicità e delle connivenze criminali che si annidano in uno stato, anche democratico.

Il cinema tedesco si è già occupato di Fritz Bauer. Alexander Kluge 50 anni fa gli aveva dedicato una sequenza di Abschied von gestern (La ragazza senza storia); sei anni fa fu la volta di una grande documentario su di lui, intitolato Fritz Bauer – Tod auf Raten. Infine va ricordato Il labirinto del silenzio, di Giulio Ricciarelli, candidato all’Oscar come migliore film straniero per conto della Germania.

Testo a cura di Stefano Schena

Fonte: http://cielosumilano.blogspot.it