Il Circolo Culturale TBGL “Harvey Milk” di Milano, quest’anno, ha collaborato con altre realtà: il Gruppo Donna di Arcigay Milano, il blog Bproud.it, il collettivo universitario GayStatale. L’occasione è stata la Giornata per la visibilità bisessuale, istituita nel 1999 e fissata al 23 settembre, data della morte di Sigmund Freud (1856-1939): padre della psicanalisi e – soprattutto – scopritore dell’orientamento bisessuale nella specie umana.


Il 25 settembre 2016, due giorni dopo la suddetta data, l’incontro fra il Milk e le altre realtà menzionate si è tenuto presso la sede di Arcigay Milano, in via Bezzecca 3. L’organizzazione era stata curata soprattutto da Ilenia e Virginia. Alle ore 18:30, è cominciata l’accoglienza dei partecipanti; alle 20:00, ha avuto inizio l’evento vero e proprio.
L’esordio ha visto l’enunciazione della definizione di “bisessualità”: “attrazione fisica e/o romantica sia verso persone di genere maschile che verso persone di genere femminile”. La pansessualità è una sorta di estensione di questo orientamento che comprende anche persone “gender not conforming”. La serata è proseguita dando spazio alle testimonianze personali dei presenti.

Francesca, una delle due blogger di Bproud.it, ha raccontato la propria lenta e difficile scoperta di sé: dalle prime attrazioni per donne, che lei considerò “temporanee”, al matrimonio con un uomo, alla relazione con l’attuale compagna Silvia. Essere consapevole che, comunque, anche gli uomini continuavano a piacerle la mandò in crisi di identità: pensava di “dover scegliere”. Poi, grazia soprattutto a fonti straniere, scoprì l’esistenza della bisessualità. Il blog suo e di Silvia vuole proprio rispondere alla carenza di informazione sul tema in Italia.
Martina, socia del Milk, ha gradualmente scoperto di essere bisessuale fin da adolescente, perché attratta dalle proprie amiche. La sua difficoltà principale è stata distinguere fra un’amicizia femminile intensa e un vero desiderio passionale. La sua attrazione verso le persone transgender è una scoperta recente. Mentre la sua bisessualità non le ha mai creato problemi di accettazione o senso di inadeguatezza, il suo coming out come pansessuale ha generato reazioni di disgusto fra gli etero (“Vai coi trans?!”) e di diffidenza in altri (il solito “Sei confusa, devi deciderti”). Reazioni che l’hanno spinta sempre più verso l’attivismo LGBT.
Davide (membro del Milk) ha cominciato, anni fa, a praticare associazionismo in Arcigay come “etero friendly”. L’esperienza come attivista, però, l’ha portato a provare emozioni nuove, che gli hanno fatto ripensare il proprio orientamento sessuale. Ora, si dichiara “non binario” e afferma che i suoi sentimenti vanno al di là del sesso e del genere.
Virginia (Arcigay Milano – Gruppo Donna) è passata più volte dal dirsi “sono molto etero” al “sono molto lesbica”, prima di comprendersi meglio. Confrontandosi con ragazze lesbiche, si è resa conto che loro erano attratte dalle donne per via della loro femminilità, mentre quest’ultima, per lei, non era così rilevante. Lo stesso valeva nei confronti degli uomini. Si è innamorata di un ragazzo, che ha scoperto essere crossdresser. Da allora, Virginia ha cominciato a informarsi sulle sfumature di orientamento sessuale e identità di genere, fino a scoprire l’esistenza della pansessualità: l’attrazione per la persona, non per il sesso.
Ilenia (Arcigay Milano – Gruppo Donna) ha avuto a 27 anni la certezza di essere bisessuale, dopo averlo ipotizzato a lungo. La cosa non l’ha sconvolta. In famiglia, ha cominciato a fare coming out in modo “filtrato”, attraverso l’umorismo e le notizie al telegiornale. Fino a dichiarare: «Non mi innamoro in base al genere». Dato che, ora, sta con un ragazzo, la cosa più difficile è far capire ai genitori che non è “ritornata etero”…
Leonardo (Milk e GayStatale), fin dall’adolescenza, è attratto dal maschile in ogni sua sfumatura. La sua prima notizia dell’esistenza della bisessualità è venuta da un programma di Alda D’Eusanio, con un’impronta marcatamente morbosa e superficiale. Nel mondo maschile, ha trovato un po’ di reticenza, oltre alla pretesa che lui “si decidesse”. Finché, spinto dalla propria combattività, ha dichiarato: «Se la strada per fare militanza è questa, ebbene, IO SONO GAY!!!» Ciò ha comportato, da parte sua, una certa riluttanza ad ammettere la propria attrazione anche per le ragazze (vista come un “recedere” dal cammino fatto). Si è dichiarato bisessuale dopo un attento lavoro su se stesso, ricevendo però attacchi anche da attivisti, per il carattere “controverso” del suo orientamento.
Ciò ha spostato il discorso sulla bifobia: i pregiudizi negativi e le paure che ancora oggi la bisessualità può suscitare. Francesca ha messo in luce il fatto che molte lesbiche siano sicure che una bisessuale le tradirebbe, o che pretenderebbe di legarsi sia a un uomo che a una donna. Virginia ha riferito della propria bifobia interiorizzata iniziale (“Mi devo decidere”) e della malizia di chi la considerava – in quanto pansessuale – necessariamente promiscua. Per Leonardo, come si è visto, è stato necessario un secondo coming out. Per non parlare del famoso cliché “È solo una fase, una curiosità…”, sottolineato da Ilenia. Francesca ha riferito anche di momenti divertenti, regalati da etero: «Quando ho detto che stavo con una donna, X mi ha domandato: “Ah, ma… allora, sei una bisessuale NON PRATICANTE?» «Quando hanno saputo che la mia compagna era bisex, mi è stato detto: “Vedrai che ti lascerà…» ha riferito la sua ragazza, Silvia. Martina ha subito episodi di bifobia solo quando si è data all’attivismo; per il resto, ha dovuto incontrare i pregiudizi che dipingono la pansessualità come qualcosa di perverso e morboso. Attualmente, ha un* ragazz* crossdresser e genderfluid, cosa che ha portato qualcuno a disconoscere sia l’orientamento di lei (“Allora, sei etero!”), sia l’identità di genere del partner (“Beh, ma è praticamente un uomo!”).
La conclusione dell’incontro è approdata a un punto: per bisessuali e pansessuali, è arrivato il momento di aprirsi al mondo e creare una rete per ampliare le voci all’interno del mondo LGBT, in modo che i più giovani non debbano fare così tanta fatica a comprendere se stessi.

Video della serata: https://www.youtube.com/watch?v=2QD0mG_051k

Testo a cura di Erica Gazzoldi Favalli