Archive del 15 marzo 2017

L’isola di Wilhelm

Confesso che Wilhelm Gerace non mi è mai stato troppo simpatico. È immaturo, misogino, egoista e inaffidabile. Rendersi succube di un rissaiolo strafottente, poi, non gli fa certo onore. Tuttavia, qualcosa mi ha spinto a tornare sulla sua figura. Si tratta di una profezia di Romeo l’Amalfitano, sostituto padre di Wilhelm: “Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c’è chi nasce ape, e chi nasce rosa. Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo nell’arnia, nelle sue stanzette. E la rosa? La rosa l’ha in se stessa, il proprio miele: miele di rose, il più adorato, il più prezioso! La cosa più dolce che innamora essa l’ha già in se stessa: non le serve cercarla altrove. Ma qualche volta sospirano di solitudine, le rose, questi esseri divini! Le rose ignoranti non capiscono i propri misteri. La prima di tutte le rose è Dio. Fra le due: la rosa e l’ape, secondo me, la più fortunata è l’ape. E l’Ape Regina, poi, ha una fortuna sovrana! […] Secondo me, tu, Wilhelm mio, sei nato col destino più dolce e col destino più amaro: tu sei l’ape e sei la rosa.”

Ne L’isola di Arturo (1957), Elsa Morante presenta Wilhelm come padre del protagonista: un padre assente per frequenti e misteriosi viaggi, che lo portano via da Procida. Figlio di una ragazza madre tedesca e di un procidano, nel corso di tutto il romanzo, il personaggio non riesce a trovare una propria collocazione. Costringe la sedicenne Nunziata a sposarlo, perché è incapace di vivere senza un focolare di riferimento; eppure, si cura di scegliere una moglie che non sia innamorata di lui, perché non sopporterebbe le attenzioni femminili, simili a quelle dell’opprimente madre. Del resto, i suoi veri interessi sentimentali sono altri. In un suo sfogo contro le donne, intona un vero e proprio panegirico dell’amore virile: “Se non fosse per le femmine, l’esistenza sarebbe una giovinezza eterna; un giardino! Tutti sarebbero belli, liberi e spensierati, e amarsi vorrebbe dire soltanto: rivelarsi l’uno all’altro, quanto si è belli. L’amore sarebbe una delizia disinteressata, una gloria perfetta: come guardarsi allo specchio; sarebbe… una cattiveria naturale e senza rimorso, come una caccia meravigliosa in un bosco reale. L’amore vero è così: non ha nessuno scopo e nessuna ragione, e non si sottomette a nessun potere fuorché alla grazia umana.” Certo, questo utopismo tradisce l’immaturità di chi è incapace di accettare anche le più ovvie leggi di natura, nonché l’egoismo di chi odia le donne, salvo tenerne prigioniera una che gli scaldi il nido. Però, dà anche a Wilhelm l’aura del poeta bohémien, come quell’Arthur Rimbaud che Elsa Morante amava molto. Lo squallido avventuriero si rivela un’anima che non trova riposo, affannata a cercare altrove quel miele che non sa di portare dentro di sé. Procida non è il suo mondo; non vi ha trovato amici se non Romeo l’Amalfitano, l’Ape Regina. Eppure, non può nemmeno allontanarsene, come per sortilegio. Vagheggia un’immortalità impossibile, ma soffre anche di un perpetuo male di vivere. Il grande amore sarà solo il culmine di questo male. Di Arturo, sappiamo che può lasciare l’isola dell’infanzia e crescere. Di Wilhelm, la Morante dice solo che parte con il proprio amante, un bulletto che lo sfrutta apertamente e col quale non ci sarà sicuramente il lieto fine. Il resto è silenzio. Il silenzio è la cifra del personaggio, delineato dai punti di domanda che dissemina per il romanzo.

 

Elsa Morante, L’isola di Arturo, Torino 1995, Einaudi.

 

Testo di Erica Gazzoldi Favalli

Contattaci

Contattaci a
presidente@milkmilano.com

I nostri laboratori

Teatro
Una domenica al mese, con Alessandro Martini
per info: teatro@milkmilano.com

Meditazione
una volta al mese, di giovedì, alla Sede Guado
per info: meditazione@milkmilano.com

AMA Relazioni Affettive
un martedì si e uno no, alla Sede Guado
per info: ama@milkmilano.com

AMA Identità di Genere
un giovedì si e uno no, alla Sede Guado
per info: transgender@milkmilano.com

Eventi Culturali
per info: Marco D'Aloi
vice@milkmilano.com

Sportello TiAscolto
per info: Stefano Ricotta
tiascolto@milkmilano.com

Progetto Bisessuali
per info: Davide Amato
bisessuali@milkmilano.com

Progetto Crossdressing
per info: Sabrina Bianchetti
crossdressing@milkmilano.com

Commenti recenti
    Calendario posts
    marzo: 2017
    L M M G V S D
    « Feb   Apr »
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
    MILKTV
    Accendici, siamo on-line!!!
    «Dobbiamo dare speranza alla gente. Speranza per un mondo migliore, speranza per un domani migliore. Non si può vivere di sola speranza, ma senza di essa la vita non vale la pena di esser vissuta» Harvey Milk
    IERI
    PARTECIPA
    Il MILK è un’associazione aperta a tutti, quindi anche a te! Vogliamo affrontare la realtà TBGL milanese a 360 gradi, in svariati campi e organizzando manifestazioni culturali e politiche che possano arricchire l’intera comunità cittadina. Intendiamo operare anche nell’ambito del benessere della comunità, sostenendo in primis (ma non solo) attività di collaborazione diretta con chi si occupa di lotta e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre, in qualità di associazione di cultura omosessuale, vogliamo rivolgerci alla comunità GLBT fornendo spazio che sia luogo di aggregazione e confronto.

    «La speranza non sarà mai silenziosa» Harvey Milk
    Legale Trans
    Sportello di orientamento legale Trans
    Convenzioni
    Tutti i negozi, locali ed esercizi convenzionati con Milk Milano! Clicca qui.
    «Se una pallottola dovesse entrarmi nel cervello, possa questa infrangere le porte di repressione dietro le quali si nascondono i gay nel Paese» Harvey Milk
    Mug!

    Scarica il nuovo numero di Mug!

    Siamo così
    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001