Ci inoltriamo pienamente con uno stile fluido e scorrevole nell’ambiente di provincia per parlare di amori, di accettazioni, di volontà di uscire dagli steccati del perbenismo frustrante quanto asfissiante, della paura del diverso che caratterizza fortemente fobie e pregiudizi, spesso dovuti a una cultura clericale oscurantista: sabato 6 dicembre alle ore 18, aperitivo, ore 19, inizio del dibattito, presso la sede di Via Don Minzoni 129 a Sesto San Giovanni (MI), sarà presentato il libro di Giuliano Sardone “Le ruote quadrate”, Alberti edizioni.

L’autore è già conosciuto per un’altra opera, “L’oggetto nero”, dove narrativa e psicologia si intersecano, si intrecciano, diventano componenti inscindibili di un racconto che riprende le vicissitudini di una donna, la protagonista, in preda alla sua solitudine, disarmante e disarmata, in una crisi di abbandono e di totale assenza di punti di confronto umani, di consolazione e di conforto. Ne “Le ruote quadrate” non si parla, invece, di psicologia, ma ci si avvicina a un’introspezione dei personaggi tale per cui la verosimiglianza diventa parte strutturante del racconto, rendendolo il più possibile parte realistica di una situazione e di dinamiche interpersonali, intense quanto ostili.

Giulio, il protagonista, si troverà a dover ospitare in casa uno sconosciuto, considerato da tutti “anormale”, figura atipica e ai margini: la persona che accoglierà sembra conoscere Giulio da tempo e porterà quest’ultimo a dover ritrovare una propria nuova identità, invitando gradualmente lo stesso a rendersi consapevole di un sentimento forte che cresce e che si fa sempre più potente e determinante, fino a giungere a far cambiare direzione della propria esistenza.
I due protagonisti si troveranno uniti da un sentimento e da un’amicizia che vanno oltre le loro aspettative, una passione indomabile e un vincolo che vedrà una dedizione reciproca e senza secondi fini.

Corriamo attraverso il romanzo in un’epoca a noi remota, ma non così distante per diversi aspetti dalla nostra quotidianità contemporanea: i due personaggi vivono nel pieno dell’epoca delle rivendicazioni dei diritti e della liberazione ed emancipazione della persona umana, in una provincia, quella veneta, dove si avverte ancora la soffocante repressione clericale, un confessionalismo che ha indotto uno dei due a dover accettare passivamente e supinamente la propria eterosessualità supposta, mettendola, così, con l’incontro dell’altro protagonista, in discussione, fino a volerla rinnegare per un sentimento più forte e più sincero.

Si avverte, così, il contrasto continuo, tutto letterario, tra il desiderio di vivere liberamente e completamente il proprio amore e la paura degli ostacoli che la società densa di pregiudizi e di fobie pone loro per la loro convivenza, poco accettata dai dettami di una sottocultura primitiva che non accetta il “diverso”, l’altro, nell’affermazione del proprio orientamento.

La persona accolta in casa di Giulio ha vissuto un’esistenza difficile, piena di difficoltà e di opposizioni: Giulio aiuterà quest’ultimo, una volta abbandonato dalla moglie, nonostante i vari tentativi dello stesso di ricongiungersi alla propria famiglia, a ritrovarsi e a vivere il loro legame sincero in modo totale, in modo naturale.

Testo a cura di Alessandro Rizzo