Blow Job: testimonianza del lato clandestino della vita omosessuale newyorkese


Siamo in piena repressione sessuale benpensante negli Stati Uniti con retate in locali dove l’esibizione e la liberazione sessuale vengono vissute senza inibizioni. Mi riferisco all’epoca in cui Andy Warhol opera nella sua Factory, lo studio dove le espressioni artistiche si liberavano come a liberarsi erano i corpi e le fisicità dei frequentatori.

Quale opera migliore può suggellare questa prassi esistenziale, artistica e, quindi, anche pensiero se non Blow Job, un mediometraggio di 35 minuti interamente dedicati al primo piano di un avvenente e semplice ragazzo biondo mentre riceve una fellatio. Il tutto è centrato sul viso dai lineamenti delicati ma allo stesso tempo maschili del giovane che, quasi in un’estasi contemplativa, autocontemplativa, sensuale quanto ricca e densa di un eros esplosivo, cambia e varia le proprie espressioni facciali fino ad arrivare al culmine del piacere nella sua intensità.

La tecnica voluta è quella dell’inquadratura continua, Andy Warhol spiegherà che il montaggio per lui è “troppo stancante” tanto da lasciare “che la camera funzioni fino a che la pellicola finisce, così da poter guardare le persone per come sono veramente”. L’intramontabile opera, oltre a testimoniare la semplicità della narrazione visiva, è un capisaldo della produzione artistica di Warhol, che ha fatto della naturalità e della “trascuratezza” quotidiana, anche commerciale e consumeristica, un oggetto di estetica senza confini.

La virilità del ragazzo, alla fine si accende una sigaretta per rilassarsi dopo una tensione edonistica senza precedenti nella storia del cinema, dirompe e irrompe in un’ambientazione suburbana, trascurata, sobria di un vicolo newyorkese. E’ viva la forza di testimonianza visiva di un lato oscuro e clandestino, è alta l’attrattività che tale caratteristica provoca, della vita omosessuale presente nella grande mela, ricca di fascino trasgressivo e anticonformista.

Alessandro Rizzo

Redattore, fondatore di Rapporto di Minoranza, della cui associazione è presidente. Redattore di Cinemaindipendente.it, webzine di cultura indipendente cinematografica. Vicedirettore di "Segreti di pulcinella", giornale di arte e cultura on line, collabora con culturagay.it, pianetagay.it e organizza iniziative di presentazione libri ed esposizioni artistiche e performative in diversi locali di Milano. Collabora con la libreria lgbt di Milano presso lo store Pier Open Space di Milano ed è redattore di Pier Magazine. Cura la rubrica libro lgbt della settimana nell'ambito della radio web Gayday2. Da sempre impegnato nella promozione della cultura e della politica culturale nell’ARCI, dove ha fondato il circolo "Equinozio". Attento all’analisi della contemporaneità, pacifista convinto, antifascista irriducibile, nonviolento e aderente ai movimenti contro la guerra e per la pace. Fa parte del Tavolo della Casa della Pace di Milano. E' attivista nel movimento lgbt promuovendo iniziative e attività culturali utili e funzionali a promuovere i diritti e l'estensione della democrazia.