Venerdì 27 giugno alle ore 18,30 presso la sede Guado di Via Soperga 36, Milano, il Circolo Culturale LGBT Harvey Milk presenta il libro “Camminavo rasente i muri” di Massimo D’Aquino. L’opera, pubblicata con Aletti, è l’autobiografia dell’autore, un lungo percorso esistenziale che ha portato il protagonista a una rinascita, un cambiamento voluto, che non è liquidabile come scelta, ma come conseguenza di una condizione naturale.

La transessualità non viene affrontata con toni vittimistici e commiserativi, ma con uno sguardo, quello vivo e interiore dell’autore, che ci conduce in un viaggio e in una ricerca, in continuo confronto con gli altri, dallo stile scorrevole, quasi immediato, flusso linguistico di una coscienza e consapevolezza ricca che non può essere soffocata, ma liberata, emancipata, vissuta appunto.
Molte le domande che Massimo si pone, si è posto e ci pone, coinvolgendo il lettore in un’attenta riflessione che ci porta a uscire dalla nostra quotidianità, affrontando punti di osservazione e di vista nuovi, magari presenti in ognuno di noi, mai affrontati, mai ponderati, mai interpretati. Le questioni che Massimo ci propone sono quelle in cui ha dovuto imbattersi, quelle che ha dovuto risolvere, senza mai voler imporre una soluzione univoca: questo lo si deduce da un’opera che non vuole assurgere a compendio per vie di uscita univoche e assolute, ma come opportunità di pensare e di ampliare i propri sguardi, magari partendo da se stessi. Perché si dovrebbe stare male nel votare persone definite e autodefinitesi “normali”? Perché si dovrebbe provare timore ad andare in un bagno per uomini anche se apparentemente si è definibili come donne? Perché, infine, dover soffrire nel vedersi ciò che non ci si sente? Torna l’identità di genere come base e presupposto di una vita volta a una liberazione interiore e alla crescita, orgogliosa e senza filtri, di ciò che si è, da sempre. Massimo ha completato un percorso di cambiamento che lo ha visto raggiungere la sua vera natura, quell’io interiore che si è liberato, non certo senza un percorso di difficoltà, resistenze, le narra con assoluta acutezza e una certa dose di autoironia, e che ha dovuto affrontare nella vita di ogni giorno, a partire dalla famiglia, molto intima e piena di emozione la lettera aperta scritta a sua mamma. L’appuntamento è atteso e vedrà la presenza di Monica Romano, responsabile gruppo di lavoro “identità di genere” del Circolo Culturale Lgbt Harvey Milk. Ricordiamo che allo SpazioA di Sesto San Giovanni si terrà, domenica 29 maggio alle ore 15,30, in collaborazione con Arcilesbica Milano e Arcobaleni in Marcia e con la collaborazione di un artista iconoclasta e imprevedibile quale Bloom Ogm, un evento molto sperimentale sugli stereotipi di genere e sulle identità di genere, Generati, non creati – Come siamo finite in una situazione del genere?

Articolo a cura di Alessandro Rizzo