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Kung Fu Jesus: il combattimento contro il Papa per il sesso sicuro


Uno dei momenti più temuti da tutti è quello in cui si deve affrontare il principale. Ma se, per citare Sister Act, “qualcuno è sposato con il pezzo grosso”, in questo caso lo scontro si fa decisamente acceso.
E così quando il regista danese Patrick Boivin ha deciso di “visualizzare la propria apostasia” lo ha fatto facendo incontrare Sua Santità con il Principale. Oggetto del loro contendere: il preservativo. Ne è uscito un combattimento senza alcuna esclusione di colpi.
Chi vince non ve lo riveliamo, ma vi anticipiamo la frase finale su cui concordiamo: “Non essere stupido, proteggiti. Usa il preservativo”.

Buona visione e buona Pasqua.

Non divorziarci.

Oggi facciamo eco e ne siamo contenti. Mi è capitato di vedere in diversi spazi sulla rete un filmato che ho trovato da subito commuovente. L’autore è Ken Starr, avvocato statunitense noto per aver indagato sul Presidente Clinton, che si è ora messo a combattere contro a quel Sì che in California significherebbe la separazione forzata di ben diciottomila coppie formate da persone dello stesso sesso. Ed è da questa idea del divorzio imposto che è nata Fidelity: una deliziosa successione di immagini di coppie che chiedono di non essere divorziate: ne è uscito un video fatto di immagini di felicità, mariti, mogli, figli, nipoti: famiglie. Buona visione!

My boyfriend ovvero fine di un sondaggio


Il risultato del sondaggio appena concluso è chiaro. Il lettore medio del nostro blog nell’amore ci crede, ma gli manca la materia prima. Non è invidia della coppia, ma piuttosto nostalgia. E di conseguenza si comporta così nei confronti della Festa degli Innamorati: nella maggioranza dei casi sarebbe disposto a festeggiarla, ma gli manca una compagna o un compagno con cui trascorrere la giornata, poche invece sono le voci fuori da questo coro: chi crede che l’amore vinca tutto o chi invece si rifiuta di partecipare in quanto protestante non raggiungono una quantità credibile. Secondi agli sfidanzati arrivano solo i laici che guardano con sospetto a questo evento subodorando un’ennesima ingerenza di stampo clericale.
Per tutti oggi ci sentiamo di augurare pensieri positivi, lasciandovi con questo spassoso video musicale rifatto da simpatici ragazzi italiani che esalta le qualità del boyfriend che chiunque vorrebbe avere. Prendete nota e buttatevi alla ricerca!

Don’t ask, don’t tell: quando i militari hanno tanto talento e pochi vestiti.


L’iniziativa è partita da un blog americano come risposta alla polemica del “non chiedere, non dire”, l’imposizione con cui nell’esercito americano si è pensato di affrontare la questione omosessuale: meglio quindi non far sapere, si è deciso di “prendere il toro per le corna” e di trattare la questione da un punto di vista innovativo.

Basta quindi chiedersi se qualcuno è o no gay: che noia!
Meglio parlare di quello che ai Marines veramente sta a cuore. Sì, parliamo della danza. Ebbene sì, si è infatti recentemente scoperto quello che i soldati americani amano veramente è danzare: “la danza dei maschi”.

Eccovi quindi una carrellata interamente dedicata a questi festini (ops!) volevo dire a ”questi filmati di Marines rigorosamente eterosessuali e poco vestiti che non avendo niente di meglio da fare, si mettono a danzare”.

Abbiamo deciso di riportare questa simpatica iniziativa che ci dà modo di guardare in modo diverso, oltre che parecchio volentieri, questi simpatici energumeni danzerecci: ora si apprestano ad improvvisare coreografie e si rivelano ironici e nemmeno troppo inesperti, ora si infervorano per la canzone “My Humps” (letteralmente “le mie protuberanze”) e si muovono sensuali sulla torretta di guardia ora invece decidono, in una notte ad alto tasso alcolico, di dedicare un balletto alle ragazze che vorranno guardarli: nel frattempo si muovono sincronizzati e a petto nudo e che bravura(http://blog.unzipped.net/2009/01/a-video-for-all.html): se li vedessero gli Amici di Maria… E forse sarebbe una buona occasione per sbaraccercene: mandarli al fronte, a ballare, ovviamente.

Cosa ci insegna tutto questo? Di sicuro una cose: se da domani sentirete tutti gli aspiranti ballerini promuovere un referendum per ristabilire il servizio di leva obbligatorio non stupitevi, hanno le loro buone ragioni, ma non cedete alla tentazione di firmare alla petizione: ricordatevi infatti che noi l’esercito ce l’abbiamo nelle strade, basta quindi mettere un po’ di musica e tutto migliora. Provare per credere. Magari si va anche pltre ogni più rosea prospettiva…

Fonte: http://blog.unzipped.net/2009/01/these-non-gay-m.html,

A due voci

Quella sera avevo scelto il vestito rosso.

A sentirsi bionde si sta un gran meglio. Poi il trucco mi sembrava uscito bene.

Ero sorridente, magari un po’ apprensiva.

Papà!”.

Sì… doveva essere suo quel cd che riempiva l’abitacolo.

Quei suoni di dive d’altri tempi, di voci così chic.

Ero certo di non aver mai pensato a nulla di simile per andare alla serata.

Devo averla presa da lui questa mania di programmare: macchina nuova – serata nuova – amici di sempre.

Poi non mi piace aspettare.

Mettere d’accordo tutti non è stata impresa facile.

Ok, eravamo in tre, ma siamo sempre tre Prime Donne. Io, Veronica la splendida e Pamela la temeraria.

Ma a radunare tutti si fa tardi, e i giovani escono tardi.

Meglio non smentire i luoghi comuni.

E quindi percorro silenzioso la strada che ci porta al posto.

Il locale doveva essere carino e nonostante la mia mania della puntualità c’era da attendere.

Con tutti gli altri, e sempre così giovani.

L’auto scivola su strade vuote come le nostre parole di confidenti di sempre.

Poi il mio sguardo osserva preoccupato le persone.

La coda, l’attesa.

Eccomi in fila, che penso…

Osservo stupito la fila, poi mi sento sollevato.

quando uno sguardo e una voce mi desta

un sorriso teso ed impacciato sul mio volto…

è così semplice…

 

Meglio non rischiare

Mi immagino il meccanismo. E mi fa sorridere.

La mission: parla dei preservativi.

Commento: tutto è stato detto, tanto è stato fatto.

Indizio: pensa alle conseguenze, ai problemi connessi, ai drammi.

Rischio: giocare sullo scandalo, sulla pietà.

Pensieri, sforzi, poi l’idea: parlare delle conseguenze estreme, ma convenzionalmente piacevoli.

Come non averci pensato prima?! Parlare della vita e non della morte.

Un messaggio positivo? No.

Ma si parla della vita come energia e non come dono, come dice la mia nonna, “è troppo vivo”.

E quindi per parlare di profilattici, si parla di bambini ma non malati o soli.

Ma indesiderabili, nel loro essere tremendi.

Messaggio recepito? Lo so, si capisce poco.

Allora guardate lo spot e ditemi se secondo voi funziona.

E mi immagino il meccanismo:

Trailer italiano del film “Milk” di Gus van Sant

Sempre meglio

“Better” è la ballata dai suoni pacati e il testo romantico che segna il ritorno della band inglese dei Boyzone. Si tratta di una cover del bravissimo cantautore britannico Tom Baxter. Quella che secondo me è la più quieta ed elegante delle boy band del panorama anglosassone (sono irlandesi, per l’esattezza) torna con un nuovo singolo e un nuovo video. Anche le immagini del video, come il testo e le parole della canzone, si richiamano all’originale: si passa solo dai colori del video di Baxter al bianco e nero dei Boyzone. Non sono più coppie diverse a sfilare una dopo l’altra, ma i volti dei Boyzone si susseguono, uno dopo l’altro, in coppia. E non parlo di componenti del gruppo, tutto al maschile, ma dei compagni di vita. di ciscuno. È stato infatti scelto da parte di Stephen Gately, componente del quintetto, di portare nel video un uomo, come simbolo ed immagine del suo amore. Così se tutti gli altri si scambiano carezze e coccole con partner femminili, Gately, che ha fatto coming out nel 1999 e oggi vive nel Regno Unito regolarmente unito in Civil Partnership, ha dichiarato di aver insistito per “differenziarsi prendendo la decisione di professare il proprio affetto” ricevendo il supporto totale del gruppo. Ne esce un’immagine di affetto e di normalità, di tenerezza spontanea ed autentica che ci fa decisamente sperare “in meglio”. A voi i video e le emozioni.

Il video dei Boyzone http://www.youtube.com/watch?v=mhDC6k7dx00

Il video di Tom Baxter http://www.youtube.com/watch?v=ZxJDy9vxyqo

L’aereo

Due uomini, due divise, uno sguardo.

E fu così che i due presero il volo, un’occhiata fu sufficiente. In un attimo di travolgente trasporto abbandonarono le loro postazioni e i loro ruoli, lasciarono a terra le divise e si concessero i corpi.

Sulle ali del desiderio, furono attimi di vera passione, di sconvolgente onestà.

Poi i sorrisi delicati del dopo, le attenzioni morbide dei fiati affannati e dei tratti distesi. E il ritorno alla vita normale, al dovere della sorveglianza, all’imperativo dell’efficienza e della compostezza.

Ma non fu così, una maniglia gli rimase in mano, una porta chiusa e un sorriso impietrito.

Fuori solo una cabina sguarnita.

Vola, quell’aereo. Da solo. Ma in tutto questo attimo di follia sconsiderata c’è una buona notizia, e ve la lascio scoprire guardando il filmato.

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