transgenerità: cultura e autocoscienza

Transgenerità: cultura e autocoscienza è un laboratorio di autocoscienza e pratica politica sulla variabilità di genere e di orientamenti sessuali.

Responsabili del progetto: Monica Romano, Nathan Bonnì, Laura Caruso, Daniele Brattoli, Marco D’Aloi.

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Il Circolo TBGL Harvey Milk, nell’ambito del progetto dedicato all’identità di genere avviato nel 2013, è lieto di presentare il suo nuovo laboratorio. “Variabilità di genere” (gender variance) è un’espressione utilizzata in diversi ambiti: dalla psicologia alla psichiatria, dall’antropologia fino ai gender studies, e può essere indicata come l’attitudine del genere sessuale a manifestarsi in una pluralità di sfumature.

Il concetto di variabilità di genere restituisce la complessità dell’essere umano in relazione alle identità e alle espressioni di genere, la bellezza del pluralismo identitario ed espressivo che si contrappone alla costruzione sociale e culturale del binarismo di genere che spesso ci ingabbia, limitando la nostra libertà comportamentale e nelle relazioni.

Se i generi sono più di due, ne consegue che più di due debbano essere anche gli orientamenti sessuali: non solo omosessualità ed eterosessualità, e oltre l’omosessualità e l’eterosessualità, in una visione decostruente della visione duale e dicotomica dei nostri orientamenti, delle preferenze, del desiderio. Lo spettro della variabilità di genere ricomprende in sé molte etichette che identificano diverse identità ed espressività.

Molti i termini in circolazione: agender, androgino, cisgender, espressione di genere, genderfluid, genderqueer, transgender, bigender, ai quali possiamo aggiungere termini più datati ma comunque evocativi di importanti esperienze come crossdresser, butch, femme, tomboy, travestita, bear.

Un mondo da esplorare, dibattere, su cui interrogarsi e confrontarsi insieme, partendo dal vissuto personale di ciascuno, con l’obiettivo di giungere ad una rielaborazione di sé che si concreti in una produzione scritta da condividere e divulgare.

Attraverso lo strumento dell’autocoscienza, individueremo le diverse forme di oppressione e subordinazione derivanti dal binarismo di genere, ponendoci come obiettivo una de-strutturazione personale cui si può arrivare anche con il sostegno del collettivo.

Il privato si scoprirà politico, in un processo liberante che avrà come obiettivo finale l’elaborazione di documenti scritti, manifesti politici, vademecum per operatori sociali, teorizzazioni, racconti di vita e di esperienze, contributi culturali.