La crisi del grande schermo ha portato, in questi ultimi anni, alla chiusura di moltissime sale cinematografiche, a favore di Multisale che programmano solo “blockbusters” o film comunque destinati al grande pubblico.
La scomparsa dei piccoli cinema d’essai rende difficile far conoscere anche alla nuove generazioni i film che hanno fatto la storia del cinema, anche di quello omosessuale.
In questa rubrica vogliamo segnalare i film disponibili in DVD da vedere o rivedere, sia perché hanno fatto parte della nostra vita sia perché hanno contribuito a rendere l’omosessualità un argomento non più tabù.

20120524-090631.jpgYENTL (1983)
di Barbra Streisand
con Barbra Streisand, Mandy Patinkin, Amy Irving

Non è un film a tematica gay, ma è come se lo fosse. E non solo perché si tratta di un film “en travesti”.
“Yentl” è un film sul desiderio di essere se stessi, sul coraggio di combattere per ciò in cui si crede e di sfidare i preconcetti di un mondo che ci vuole a tutti i costi ingabbiare nei suoi stereotipi.
Quando Barbra Streisand lesse il racconto di Isac B. Singer intitolato “Yentl, il ragazzo dello yeshiva”, volle a tutti i costi farne un film. Ma Hollywood si dimostrò molto meno entusiasta di lei nei confronti di questo progetto, per cui passarono parecchi anni prima che la cantante/attrice potesse finalmente coronare il suo sogno.
Per riuscire a produrlo, la Streisand fece di tutto e di più, compreso un pessimo film del 1981 “All night long” con Gene Hackman, che rappresentò uno dei momenti più bassi della sua straordinaria carriera. Poi finalmente, nel 1983, giunse il riscatto.
“Yentl” è passato alla storia per essere il primo film interpretato, diretto, sceneggiato e prodotto da una donna. Solo negli Stati Uniti incassò più di 40 milioni di dollari, una cifra al di là di ogni più rosea aspettativa vista la tematica trattata.
Definito “un film con musica”, “Yentl” vanta alcune tra le canzoni più belle e magistralmente interpretata dalla più grande voce bianca mai esistita (e Mina non se ne abbia a male!)
Vinse il Golden Globe come miglior commedia e per la migliore regia, invece fu snobbato agli Oscar, dove vinse solo come migliore colonna sonora.
Ma del resto l’Accademy non ha mai amato la Streisand, alla quale già rubò nel 1973 l’Oscar come miglior attrice protagonista per “Come eravamo” (premiando invece una brava, ma meno interessante, Glenda Jackson per “Un tocco di classe”).
Il sottoscritto, che invece quando si tratta di La Streisand (come la chiamano in America) è peggio di Kevin Kline in “In & out”, considera “Yentl” un film straordinario, che lo sa commuovere ogni volta che lo vede (e vi posso assicurare che l’ho visto ad libitum).
Se non altro per l’amore che Barbra ha immesso in questa sua creatura e che è tangibile in ogni singolo fotogramma.
Steven Spielberg lo definì “un capolavoro”. Amy Irving, che ai tempi era sua moglie, recitava nel film, per cui i maligni dissero che si trattava di un giudizio interessato.
Ma io vi dico: fidatevi della parola di Mr. Schindler.

Yentl (Barbra Streisand) è una ragazza che vive in Polonia agli inizi del 900, quando alle donne non era consentito studiare. Supportata dal padre rabbino, Yentl non pensa minimamente a sposarsi o fare figli e la sera, di nascosto, studia il Talmud.
Il giorno in cui suo padre muore, Yentl è obbligata a fuggire da un mondo che la vuole confinare ad un ruolo che lei non sente.
Così si taglia i capelli, si traveste da uomo e va a studiare in uno yeshiva, ovvero un centro studi per ragazzi ebrei.
Qui conosce Avigdor (Mandy Patinkin) che, a breve, diventa il suo più caro amico nonché l’oggetto del suo desiderio.
Avigdor è già promesso sposo di Hadass (Amy Irving), tipica ragazza ebrea sottomessa all’autorità maschile.
Quando il matrimonio tra i due salta, Yentl si trova coinvolta in un pericoloso triangolo amoroso. Alla fine, di fronte al dolore che sta causando ad Hadass e alla virile ottusità del suo amato Avigdor, Yentl sarà obbligata a fare una scelta, anche contro il suo stesso cuore.
Gran finale in nave, verso la nuova terra promessa, con una canzone stupenda ed un acuto da brividi della durata di 18 secondi in cui ci si domanda “con tutto quello che c’è, perché accontentarsi solo di un pezzetto di cielo?”

La Streisand in questo film è eccezionale e, a quarant’anni suonati, si cala nei panni di un’adolescente riuscendo ad essere totalmente credibile.
Quando alla domanda di Avigdor “cosa vuoi di più?” Yentl risponde, in un sussurro, “di più”, Barbra smette di essere solo un’icona gay e diventa l’emblema di tutti noi che non riusciamo ad arrenderci alla mediocrità della vita.
Mandy Patinkin, attore e cantante di musical nonché futuro Jason Gideon in “Criminal minds”, se la prese molto con la Streisand che non gli fece cantare nemmeno una nota della colonna sonora (opera di Michel Legrand e di Alan & Marylin Bergman, autori prediletti da Babs che per lei avevano già scritto successi come “The way we were”, “What are you doing the rest of your life?” e “You don’t bring me flowers”).
Del resto le canzoni rappresentano il mondo interiore di Yentl per cui, giustamente, un intervento vocale da parte dell’attore sarebbe stato fuori luogo.
Amy Irving è perfetta nel ruolo della brava ragazza ebrea timorata di Dio solo all’occorrenza e per questo film sfiorò l’Oscar.
Forse “Yentl” è un po’ troppo lungo e tirato nella seconda parte (uno dei difetti della Streisand regista), ma ciò non toglie che si tratta di un piccolo gioiello fatto di cuore e voce.
Le canzoni sono tutte magnifiche, a cominciare dalle due più famose che Barbra ha più volte riproposto nei suoi concerti, ovvero “Papa, can you hear me?” e “A piece of sky”.
Ma forse la più toccante è “No matter what happens”, la canzone perfetta per ogni outing.
Ma di questa ne parlerò settimana prossima nella rubrica “Vino bianco, fiori e vecchie canzoni…”.

Disponibile in DVD. Distribuzione 20th Century Fox Home Entertainment.