La crisi del grande schermo ha portato, in questi ultimi anni, alla chiusura di moltissime sale cinematografiche, a favore di Multisale che programmano solo “blockbusters” o film comunque destinati al grande pubblico.
La scomparsa dei piccoli cinema d’essai rende difficile far conoscere anche alla nuove generazioni i film che hanno fatto la storia del cinema, anche di quello omosessuale.
In questa rubrica vogliamo segnalare i film disponibili in DVD da vedere o rivedere, sia perché hanno fatto parte della nostra vita sia perché hanno contribuito a rendere l’omosessualità un argomento non più tabù.

LA KRYPTONITE NELLA BORSA
di Ivan Cotroneo
con Valeria Golino, Luca Zingaretti, Luigi Catani, Cristiana Capotondi
Italia – 2011

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Non è un film che tratta principalmente di un argomento omosessuale.
Ma la diversità è comunque latente per tutta la durata della storia e rappresenta, alla fine, la chiave di volta per dare il giusto senso a questa opera prima del regista Ivan Cotroneo, già sceneggiatore di “Io sono l’amore” e “Mine vaganti”.
Tratto dal suo omonimo libro, Cotroneo ci racconta l’iniziazione di un bambino che si trova a doversi confrontare con i disastri del mondo adulto.
Sarà l’ambientazione (una Napoli vintage primi anni 70), sarà quel gusto surreale che rende Cotroneo un mix riuscito tra Ferzan Ozpetek e Pappi Corsicato, fatto sta che “La kryptonite nella borsa” è un film godibilissimo che raccomando caldamente a chi ha voglia di credere ancora nelle potenzialità del cinema nostrano.
Peccato che il grande pubblico, ormai imbastardito dai cinepanettoni o dai film “made by Moccia”, non abbia debitamente premiato al botteghino questo film che va assolutamente recuperato in DVD.

Peppino è un bambino di nove anni che ha l’onta di dover portare gli occhiali e questo lo rende lo zimbello della classe.
Sua madre Rosaria (Valeria Golino) rimpiange la sua giovinezza a Procida e va in depressione quando scopre che suo marito Antonio (Luca Zingaretti) la tradisce.
L’uomo, a sua volta, cerca di aiutare il figlio a confrontarsi con la morte del cugino Gennaro (Vincenzo Nemolato) che si credeva Superman, regalandogli pulcini ma mollandolo da solo ogni volta che l’ormone chiama.
Gli zii materni chiamati ad occuparsi del bambino (Cristiana Capotondi e Libero De Rienzo) sono figli dei fiori, sognano Londra e portano il nipote in mezzo a orge e droga-party.
Però, al momento buono, si riveleranno i più borghesi di tutti.
La maestra, che tanto gioca a fare la terza madre (la prima è quella naturale, la seconda la Vergine Maria) è più intenta a tacchinare il bidello che ad occuparsi dei pargoli.
Per fortuna che in aiuto di Peppino arriva proprio il fantasma del cugino Vincenzo-Superman il quale appare al bambino nei momenti di maggiore difficoltà.
Vincenzo, gay represso e rifiutato, forse non sarà morto solo per via di un fatale incidente. Forse avrà scelto di volare via da un mondo che ha troppa kryptonite per chi vorrebbe solo essere se stesso.
Così, durante il volo finale su Napoli, Vincenzo spiegherà a Peppino il segreto per vivere felici: accettarsi, al di là di tutti i Lex Luthor che invadono il nostro pianeta, a cominciare dai vari Giovanardi e La Russa.

“La kryptonite nella borsa” ha una regia spedita e sicura, che non indulge in facili sceneggiate napoletane.
Gli attori sono tutti all’altezza della situazione, ma il migliore di tutti è l’esordiente Luigi Catani, ovvero Peppino, che attraversa il film con lo sguardo attonito di chi vede ma non comprende. La scena in cui balla nudo di fronte ai nonni cantando “Aquarius” è una delle più godibili del film.
La fotografia di Luca Bigazzi è quasi psichedelica e le musiche ci riportano ad un’epoca più allegra e irresponsabile in cui era lecito anche tradurre in italiano una hit come “These boots are made for walking”.
La Palma d’Oro della simpatia va di diritto ad Assunta (Monica Nappo), collega zitella di mamma Golino che, mezza assiderata su uno scoglio a mo’ di sirenetta, attende il suo principe azzurro sognando un tubetto di maionese Kraft.