La crisi del grande schermo ha portato, in questi ultimi anni, alla chiusura di moltissime sale cinematografiche, a favore di Multisale che programmano solo “blockbusters” o film comunque destinati al grande pubblico.
La scomparsa dei piccoli cinema d’essai rende difficile far conoscere anche alla nuove generazioni i film che hanno fatto la storia del cinema, anche di quello omosessuale.
In questa rubrica vogliamo segnalare i film disponibili in DVD da vedere o rivedere, sia perché hanno fatto parte della nostra vita sia perché hanno contribuito a rendere l’omosessualità un argomento non più tabù.

MAKING LOVE (1982)
di Arthur Hiller
con Michael Ontkean, Kate Jackson, Harry Hamlin

20111117-002133.jpgEra il 1970 quando il regista canadese Arthur Hiller fece piangere le platee di mezzo mondo trasformando in film il romanzo di Erich Segal “Love story”, una storia di amore e leucemia che rappresentò il trampolino di lancio per Ryan O’Neal e Ali McGraw.
Il film fu un successo enorme, che diede il via a tutta una serie di film strappalacrime che per anni imperversò sugli schermi.
Al regista, però, un colpo così non riuscì mai più.
Perciò, nel 1982, pensò bene di far parlare di sé con un’altra storia d’amore un po’ meno convenzionale e un po’ più “up to date”.
Nacque così l’idea di “Making love”, primo film in cui Hollywood sdoganava l’omosessualità trasformandola in un prodotto a largo budget.

La storia è quella del solito triangolo già vista e rivista milioni di volte, se non fosse che questa volta le dinamiche cambiano ed il protagonista si innamora di un altro uomo.
Zak (Michael Ontkean), giovane e bel medico di Los Angeles, è felicemente sposato da otto anni con Claire (Kate Jackson), manager televisiva in carriera.
I due sognano un bambino, si apprestano ad acquistare una casa nuova, si comportano insomma come tutte le coppiette normali di questo mondo.
Peccato solo che, di tanto in tanto, Zac si rechi di sera nei luoghi di “battuage” maschile, senza avere però il coraggio di togliersi la voglia che lo divora dentro.
L’occasione galeotta giunge grazie ad un incontro in libreria (stile Robert De Niro e Meryl Streep in “Innamorarsi”. Single di tutto il mondo, frequentate un po’ di più La Feltrinelli e un po’ meno le saune e vedrete che troverete anche voi il vero amore!), dove Zac incontra il bel Bart (Harry Hamlin). È subito “coup de foudre”.
Da una cena al ristorante alla camera da letto il passo è breve, e così il bravo dottorino si rende conto di quanto buon sesso si è perso nella sua vita.
Incontro dopo incontro, Zak finisce con l’innamorarsi di Bart il quale, dal canto suo, come ogni bravo gay che si rispetti, non è molto propenso a sentire parlare di legami seri e duraturi.
Mentre la povera Claire si accorge che il suo matrimonio sta vacillando pericolosamente e continua a chiedere spiegazioni, Zak trova finalmente il coraggio di fare il suo outing.
La scena è toccante, soprattutto quando la donna si sente beffata e continua a domandare al marito se il loro matrimonio sia mai stato reale.
Molti pensano che essere traditi con una persona del sesso opposto sia una (pur magra) consolazione. Non è vero, ci si sente indifesi, senza armi adeguate con cui poter affrontare il nemico.
Fatto sta che il matrimonio tra Zak e Claire salta, proprio come salta la relazione tra Zak e Bart una volta che non ci sono più ostacoli alla loro unione.
Nel finale Claire rivede Zak.
Lei ora è nuovamente sposata, ha un figlio, la bella vita che ha sempre sognato. Lui è solo, ha perso tutto però in cambio ha trovato se stesso.
Tra i due, è lui quello più sereno, quasi ai limiti della felicità.
Lei, invece, no. Lei si porta dentro il rimpianto di aver perduto ciò che amava senza averne avuto nessuna colpa.

Si vocifera che il regista volesse nel ruolo del protagonista attori del calibro di Michael Douglas, Harrison Ford, Richard Gere e William Hurt, ma pare che nessuno di loro abbia mai preso seriamente in considerazione la proposta.
Perciò si ripiegò su Michale Ontkean, poco conosciuto ma molto adatto al ruolo, con quell’aria un po’ spaesata ma domesticamente sexy.
Per il ruolo di Claire venne scelta Kate Jackson, ai tempi ancora fresca del successo di Sabrina nelle “Charlie’s angels” mentre per il terzo incomodo Bart venne scelto un attore emergente e molto sexy come Harry Hamlin, che fino ad allora era conosciuto più come baby-padre del figlio di Ursula Andress che per le sue (scarse) doti recitative.
Quando il film uscì, la curiosità fu molta e così durante il primo week-end il pubblico riempì le sale. Ma, svanito l’effetto sorpresa, “Making love” declinò rapidamente, arrivando ad incassare negli Stati Uniti un magro bottino di quasi 12 milioni di dollari.
Anche la canzone omonima, scritta da Burt Bacharach e interpretata da Roberta Flack, si fermò alla tredicesima posizione nella classifica di Billboard.
Eppure, nonostante qualche vistosa ingenuità, non si tratta di un brutto film.
Anzi, quando uscì fu anche molto coraggioso ed ebbe il merito di trattare con estremo garbo una tematica difficile, astenendosi dal tranciare qualsiasi facile giudizio.
Nel DVD ci sono alcune scene in lingua originale poiché, molto probabilmente, vennero tagliate ai tempi dalla distribuzione italiana.
Ma non perché contenessero scene o dialoghi troppo spinti, tutt’altro. Probabilmente solo perché rallentavano l’andamento della storia.

Dal 2009 “Making love” è disponibile in DVD. Distribuzione 20th Century Fox.