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Presentazione del libro “Diurna” di Monica Romano

marzo 23 @ 18:30 - 21:30

diurna monica romano

Sarà presente l’autrice Monica J. Romano.
Presenta e modera Nathan Bonnì.
Intervengono Rosaria Guacci, Silvia Molè e Laura Caruso.

 

In una stagione che vede i movimenti LGBT e femministi attraversati e animati da accesi confronti su temi sensibili e divisivi (pensiamo in particolare a GPA, sex working e genitorialità), le persone transgender risultano troppo spesso essere oggetto di (spesso disinformate) discussioni in atto ma (quasi) mai soggetti ascoltati che esprimono e definiscono uno sguardo sul mondo.
Il Circolo culturale Rizzo Lari, da anni promotore a Milano di visioni e comunità sovversive di norme/ teologie e simpaticamente (ma autenticamente) controcorrente, sceglie di ribaltare la prospettiva e di trasformare gli oggetti delle disinformate narrazioni in soggetti narranti, restituendo la parola alle pensatrici e ai pensatori transgender.

Ripartiamo da una delle nostre teoriche, Monica J. Romano, donna transgender e attivista, responsabile del Progetto Identità di Genere e consigliera onoraria dell’associazione e dal suo saggio “Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione”, pubblicato nel lontano aprile 2008 da un coraggioso piccolo editore milanese e oggi quasi introvabile nelle librerie.

Nel considerare le cause della marginalizzazione delle persone trans* nella società occidentale, il saggio si sofferma sui temi che seguono, che saranno oggetto della discussione che seguirà la presentazione:

* il binomio “transgender = prostituta” presente nell’immaginario collettivo e il circolo vizioso di una sistema culturale che da una parte ha spinto per decenni le donne transgender verso il sex working privandole di altre possibilità di sostentamento e dall’altra ha rappresentato lo stesso come attività moralmente condannabile e al contempo unica possibile per le donne trans, di fatto relegando queste ultime nella marginalità, privandole dell’esercizio dei più elementari diritti di cittadinanza e spingendole al di sotto della normale “soglia di dignità umana”, per usare le parole di Martha C. Nussbaum.
Ciò ha portato alcune donne transgender a definire “forma di oppressione” questo sistema e a rivendicare una rivoluzione delle coscienze che passi dal riconoscimento della dignità della donna trans nella società, una donna che rivendica il diritto ad uscire nella sua città in pieno giorno (diurna) e ad esercitare qualsiasi lavoro e/o professione per il proprio sostentamento;

* il fenomeno della discriminazione delle persone transgender nel mondo del lavoro, sia per ciò che concerne la ricerca di un lavoro (la discriminazione all’ingresso del mercato del lavoro), sia per il mantenimento del posto di lavoro (il fenoneno del mobbing);

* il fenomeno della discriminazione presso le agenzie di socializzazione, come la scuola e l’università;

* il distorcimento e l’alterazione della realtà transgender nell’immaginario collettivo ad opera principalmente dei mass media, che per anni hanno promosso un’idea delle persone trans* ad uso e consumo della morbosità di lettori e telespettatori e tralasciato invece, fatte salve rare eccezioni, un’informazione corretta sulle tematiche legate all’identità di genere;

* il tema della transfobia e l’elevatissimo tasso di omicidi di persone transgender, soprattutto donne, silenzioso massacro che ogni anno raggiunge numeri impressionanti;

* l’importanza dell’esistenza di associazioni e gruppi transgender dove le persone possano confrontarsi e interagire;

* l’istanza di depsichiatrizzazione della condizione trans*;

* l’elaborazione di una cultura transgender, di nuove visioni e linguaggi, in un’ottica di decostruzione del sistema culturale e di significati binario nel quale siamo immersi;

* la transfobia interiorizzata e la ricerca dell’invisibilità sociale da parte di molte persone transgender;

* l’analisi dell’apporto che ci viene offerto dalla storia e dall’antropologia, di quelle culture anche millenarie che prevedevano generi alternativi al binomio uomo/donna, dell’esistenza quindi di persone e culture “transgender ante litteram”;

* l’elaborazione di un manifesto politico, il “Manifesto per la libertà di genere”, che conclude il libro auspicando una rivoluzione delle coscienze e, conseguentemente, del sistema sociale e culturale.

Dettagli

Data:
marzo 23
Ora:
18:30 - 21:30
Categoria Evento:

Organizzatore

Circolo Culturale TBIGL+ “Alessandro Rizzo Lari” Milano
Email:
comunicazione@milkmilano.com
Sito web:
www.milkmilano.com

Luogo

Il Guado
Via Soperga 36
Milano, MI 20127 Italia
+ Google Maps
Sito web:
https://gaycristiani.wordpress.com/