Correva l’anno 2003 e ormai un anno era passato dallo spostamento del Cassero dalla sede storica, in Porta Saragozza, alla “Salara”, luogo nevralgico per quello che riguarda le arti, con la presenza del Mambo (Museo d’Arte Moderna Bologna), del Cinema Lumière (storica cineteca) e i dipartimenti universitari di musica , dello spettacolo e di Scienze della Comunicazione.

Così la città felsinea si prepara per dare modo alla comunità LGBT di espandere il proprio target di lavoro e di affrontare, attraverso il mondo dell’arte e insieme alle successive collaborazioni,  un progetto multiculturale, a 360 gradi, che dia alla luce, a livello internazionale, il vero significato di “attivismo culturale”.

Di fatti, ad oggi e dopo ben 10 anni di successi, l’associazione può definirsi di tutto tranne che un “ghetto LGBT” o un luogo ristretto alla tale comunità e ciò non può che andare a beneficio di ogni causa, dalla difesa dei diritti delle minoranze ad una sana e regolare alimentazione dell’intelletto.

In questo ha creduto Daniele Del Pozzo, ideatore del progetto, e il suo staff. Negli anni ciò è diventato un punto di riferimento per il connubio tra arte contemporanea e comunità LGBT, in tutt’Italia e tutt’Europa. Tant’è che il festival di Bologna farà da guida nel progetto biennale “Performing Gender”, insieme al “Dutch Dance Festival” di Maastricht, al “Paso a dos Plataforma Coreogàfica” di Madrid e il “Domino/Queer Zagreb Festival” croato; e ad esso lavoreranno 16 preparatissimi coreografi (4 per le rispettive nazioni).

Un lavoro immenso e dai frutti incredibilmente succulenti che porterà un grande prestigio al nostro “Bel Paese” e ospiterà artisti e spettatori da gran parte del mondo..

Tutto è pronto per l’apertura al 26 ottobre e gli eventi proseguiranno fino al 2 novembre.

Il tema/titolo di quest’anno sarà “Il pelo nell’uovo”, un modo per dare un colpo di spugna a tutto ciò che comunemente viene visto come difetto e dare un motivo d’orgoglio per ogni sorta di particolarità, partendo dall’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Al via 23 documentari e lungometraggi, 22 repliche di spettacoli, 3 mostre, 5 party, 19 incontri, 6 concerti, 8 spettacoli teatrali e vari laboratori e progetti , anche in collaborazione con il Teatro Arcobaleno, per andare a colpire l’inclusività e valorizzazione delle diversità già dall’infanzia, insieme all’aiuto delle Famiglie Arcobaleno e del dipartimento di Scienze dell’Educazione.

Il tutto sostenuto e finanziato dalla Comunita Europea per i progetti culturali, dalla regione Emilia Romagna e da tante società private estere fra cui potremmo citare la compagnia aerea KLM, Pepsi, Beck , Skyy Vodka, etc…

In aggiunta potremmo solo consigliarvi di dare un’occhiata al programma ricco di eventi (che mettiamo a disposizione in formato pdf scaricabile)

e invitarvi alla serata che noi , come Circolo di cultura LGBT “Harvey Milk”, terremo il 25 Ottobre:
una cena che dia modo, com’è nostra abitudine fare, di socializzare fra noi, di divulgare questo splendido progetto e di esaltare questa bella esperienza collaborativa con “Il Cassero” di Bologna.
Siete tutte e tutti invitati ad entrambi gli eventi.
Buon Gender Bender!

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