I normativi sono coloro che credono che uno stereotipo abbia valore di legge e vi si adeguano senza battere ciglio.
Meglio ancora: i normativi non riconoscono lo stereotipo.

Il normativo, infatti, scambia la sovrastruttura per natura.
Ecco, allora, che il normativo si comporta secondo certi canoni ed è convinto che essi siano parte dei meccanismi che regolano l’Universo.
I normativi, inoltre, sono strettamente binari: quello che si addice al maschio non si addice alla femmina e viceversa.
I normativi, infine, sono manichei: o è bianco o è nero. I grigi sono per i senza palle.

Seguono alcuni esempi di normatività per i nati maschi.
L’azzurro è maschile. Il rosa femminile.
In auto guida il maschio e la femmina sta seduta al fianco.
L’unico quotidiano che si legge è quello sportivo (anche se è rosa).
Le donne sono tutte troie, tranne la mamma che è santa.
Non si dà una mano in casa, perché i lavori domestici son cose da femmine.
Gli uomini hanno il pizzetto e i capelli corti (se non sono calvi) e le donne i capelli lunghi e le gambe depilate.
Non si saluta mai per primi, perché essere cortesi è da checche.
Nei bagni pubblici non si tira l’acqua dopo aver urinato, perché farlo è da checche.
Un vero uomo non balla mai.
Il culo serve solo per cacare.
Se lo si è preso nel culo era solo perché si era ubriachi fradici…

di Danilo Ruocco
da www.paroleglbt.info/2015/04/i-normativi.html