Negli ultimi anni Dante sta tornando in auge. Talora, però, viene da credere che avrebbe preferito farsi affogare nella palude degli irosi da Filippo Argenti piuttosto che consegnare a noi posteri i suoi capolavori: una recente pubblicità lo manda a scrivere la Commedia sui rotoli di carta igienica, Giobbe Covatta lo “stupra” con le sue imitazioni, l’anno scorso era pure stato soggetto del tema di letteratura per l’esame di maturità (come naturale) venendo però non solo evitato come la peste dagli studenti, ma anche incompreso da chi aveva scritto la traccia… A breve, temo arriveremo al calendario osé di Beatrice live@Paradise…

Ultimamente, poi, è diventato di moda sparare al finocchio con cartucce marca ‘Dante srl’: vi ricordate il buon Andreotti? In merito alla questione DICO ebbe a dire: “Non sarebbe male se tutti, compreso Prodi, si andassero a rileggere Dante: i sodomiti nella Divina Commedia finiscono all’Inferno. Non c’è un quarto girone che si crea per decreto legge”. A Giugno, invece, in occasione del Bologna Pride 08, Davide Rondoni ha pensato bene di utilizzare la Commedia per la solita campagna “i gay non vanno in Paradiso” o, per meglio dire, per l’ancor più classico e commovente “noi vi amiamo misericordiosamente anche se siete dei luridi peccatori pervertiti”.

Povero Dante! Che ha fatto di male? Perché c’è chi pretende di trovare appoggio alle proprie bislacche convinzioni sui nostri diritti utilizzando un testo poetico di un genio che, nato nel 1265, il problema non poteva proprio porselo nei termini in cui possiamo farlo noi? Boh!

Siccome ci risulta impossibile portare una corona d’alloro sulla mai realmente identificata tomba del bistrattato Dante (onde riparare alle colpe di chi lo strumentalizza) noi del MILK abbiamo deciso di organizzare una bella Lectio Dantis (per chi non fosse pratico del latinorum: una lettura dantesca) per il puro gusto di fare qualcosa di bello in compagnia dei nostri concittadini milanesi e apprezzare il poeta per ciò che ha scritto. Rassicuriamo subito gli eventuali dubbiosi: non utilizzeremo l’Alighieri come testimonial per la nostra perfiderrima campagna filo-omosessuale (al contrario di chi lo usa per giustificare le proprie posizioni di morale sociale, ferme giusto giusto tra il XIII e il XIV secolo…).

Il titolo già dovrebbe rassicurarvi: “IL SUONO DELLA COMMEDIA: Percorso – con qualche deviazione – all’interno del poema dantesco“.

Si plachino subito gli amanti della trita barzelletta del “contro natura”: le deviazioni citate non hanno nulla a che fare con la vostra bigotta visione della affettività, e nessuno tenterà di dimostrarvi che Dante e Virgilio fossero più intimi di quanto noto o che Beatrice fosse dedita a pratiche non più che ortodosse per raggiungere il sommo piacere.

A tenere la lettura sarà Claudio Vela, (non quindi Raffaella Carrà come qualcuno poteva temere), docente presso l’Università di Pavia/Cremona, già noto al pubblico per le sue performance dantesche al Festivaletteratura di Mantova (ad esempio) e per i sui lavori per Mondadori, Adelphi, Garzanti, Einaudi, Salerno, Bulzoni, Olschki, CLUEB, ecc…
La location prescelta è la prestigiosa Casa della Cultura, non quindi il Sodoma Party del Gomorra Village.

Partendo proprio dallo stracitato caso di Brunetto Latini, Vela accompagnerà per mano anche i meno preparati alla trecentesca “lingua del bel sì” alla scoperta del capolavoro. E siccome, una volta passati a miglior vita, tutti noi saremo costretti a comprarci un ombrello di amianto per ripararci dalla pioggia di fuoco che ci toccherà sopportare durante il nostro eterno soggiorno nel settimo cerchio, per non peccare di avarizia e rischiare di finire anche nel quarto a spingere massi, l’ingresso sarà gratuito: tutti quindi potranno venire e assorbire qualcuna delle briciole di saggezza che Vela ci donerà. Quando? L’8 Novembre prossimo, alle ore 21 (http://www.milkmilano.com/circolo_di_cultura_omosessuale_milk_milano/i_prossimi_appuntamenti.php).