Gea è il personaggio protagonista dell’omonimo fumetto edito da Sergio Bonelli e creato da Luca Enoch, uno dei pochi autori italiani in grado di idearne, sceneggiarne e disegnarne uno interamente da solo. Il fumetto è composto da 18 episodi, usciti con cadenza semestrale tra il 1999 e il 2007.
Gea è un’adolescente apparentemente normale: frequenta un liceo pubblico, segue un corso di Kendo e suona il basso in una band. Quando capita, estrae dal basso una spada e cerca di contrastare creature che tentano intrusioni nel mondo degli umani: la ragazza è infatti un “baluardo”, cioè fa parte di una elite combattente che esiste da sempre e cerca di preservare l’equilibrio della Terra, da sempre minacciato da creature di altre dimensioni (in particolare dalla genia detta dei “demoni”).
Il punto forte di questo fumetto è che, attraverso un viaggio nelle mitologie e nei simboli dell’antichità, propone tematiche estremamente attuali: i migranti, l’integrazione, la diversità e infine – soprattutto – la guerra. Questi “intrusi” nella nostra dimensione, infatti, sono quasi sempre figure tragiche, costrette a fuggire da un mondo in declino e male accolte sul nostro piano d’esistenza. Oppure, come capirà Gea, hanno ragioni storiche e profondamente identitarie per tentarne la conquista della Terra.
Enoch tratta quindi della diversità e delle varie reazioni dell’uomo di fronte a questa. Come Gea e il lettore dovranno imparare anche “il nemico” ha le proprie ragioni d’agire e d’essere.
Enoch tuttavia non si limita ad analizzare la diversità dei migranti ma parla anche di differenze religiose (il capo della polizia è musulmano), di abilità (Leonardo, l’amico “con privilegi” di Gea è su una sedia a rotelle) e di orientamento sessuale. E qui arriviamo al punto che ci interessa.
Da subito, infatti, facciamo la conoscenza di uno dei personaggi gay più simpatici e positivi che io abbia mai incontrato non solo nella letteratura ma anche nella vita reale: Sigfrido. Capelli rossi, giocatore di hockey, studente di medicina e dichiaratamente “orso”, è amico di Gea nonché trainer di Leonardo. Sigfrido ha un ruolo secondario nell’economia del racconto e spesso è protagonista di scene che hanno la funzione di sdrammatizzare la trama dell’albo.
Caratteristica di Enoch è sempre stata quella di creare personaggi che, nella loro psicologia e nelle loro azioni, sono ben poco “letterari”: il successo di Gea sta molto probabilmente nell’equilibrio tra storia fantastica e personaggi estremamente reali, nei quali molti possono identificarsi.
Sigfrido non fa eccezione: è uno dei personaggi omosessuali più veri, meglio caratterizzati e meno stereotipati del fumetto italiano e della stampa d’intrattenimento in generale (sia che abbiano l’immagine defilippiana del gay nostrano o quella di certi personaggi di Will e Grace).
Così Gea, che va più che altro letto per la sua freschezza e per la profondità delle tematiche generali offerte, ci dà il piacere di incontrare un personaggio gay per niente stereotipato e fuori dagli schemi. Soprattutto fuori dagli schemi gay.
Se voleste approfondire, potere recuperare il numero di Pride del Marzo 2007, dove compare un’intervista dove Enoch parla proprio di Sigfrido.

Tutte le immagini di questo post sono tratte dai fumetti editi da Sergio Bonelli editore.