Nasce a Milano un laboratorio destinato alle persone transgender non med e/o non binary e il loro riconoscimento legale e sociale.
L’obiettivo è riflettere sui problemi che ci accomunano ed elaborare del materiale destinato ad informare della nostra condizione il contesto sanitario e il mondo del lavoro, oltre ad elaborare una legge che ci riconosca e ci includa, e a riflettere sulla difficoltà e credibilità dei nostri coming out, il nostro ingresso nell’immaginario collettivo e la nostra autodeterminazione.
 

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Ci saranno 4 incontri nel 2019

1) “Non med e Non binary: entrare nell’immaginario e autodeterminarsi”

Una riflessione sulal difficoltà dei nostri coming out, spesso ignorati o derisi, sull’esigenza di ripeterli più e più volte alle stesse persone o contesti.
Si rifletterà sulla nostra esistenza nell’immaginario collettivo, e sulla nostra capacità di autodeterminarci, oltre che riflettere su un’eventuale “vergogna” relativa alla nostra condizione, dovuta proprio dal non esistere nell’immaginario collettivo.
data del primo incontro: giovedì 21 febbraio, ore 21.00
via Soperga 36 Milano, citofono guado, seminterrato scala a sinistra

2) “Non med e Non binary e sanità: abbiamo un corpo ma anche un’identità di genere”

Con l’aiuto di alcuni professionisti, tra cui la Dott.ssa Marina Cortese, elaboreremo del materiale informativo destinato ai contesti sanitari, che devono curare il nostro corpo, ma anche relazionarsi correttamente alla nostra identità di genere

3) “Non med e Non binary e professione: come essere riconosciuti sul posto di lavoro”

Una riflessione sui coming out ignorati e sminuiti a causa del non passing, e su come pretendere rispetto anche nel contesto lavorativo.
Ci aiuterà la dott.ssa Monica Romano, consulente del lavoro e attivista di Crisalide. Creeremo del materiale informativo sulla nostra condizione destinato ai datori di lavoro ed ai clienti.

4) “Non med e non binary: una legge che riconosca le nostre identità anche sui documenti”

Grazie all’aiuto di amici giuristi, proveremo a lavorare su un disegno di legge che includa le persone non med e non binary.
Potremo contare sull’esperienza di Laura Caruso, persona non med e attivista.

La grafica e parte dei contenuti sarà curata dall’attivista e grafico Sam Art.
Conduce il progetto, Nathan, autore di Progetto Genderqueer e presidente onorario del circolo Rizzo Lari

 
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Come si accede al laboratorio?

mandando una mail a presidenteonorario@milkmilano.com presentandosi in poche righe (dichiarando se si è transgender non med, non binary oppure una figura professionale interessata a contribuire ad uno dei temi proposti) e dicendo per quali motivi si desidera partecipare.
 

Chi sono le persone transgender “non med”?

Sono le persone transgender che compiono un percorso senza ricorrere alle modifiche farmacologiche

Chi sono le persone transgender “non binary”?

Sono le persone transgender con identità di genere non corrispondente a “uomo” o a “donna”
 

Le istanze

 
Le istanze delle persone “non med” e di quelle “non binary” meritano uno spazio di discussione interamente dedicato alle loro tematiche:
– esistiamo nell’immaginario collettivo?
– i nostri coming out vengono compresi o ignorati?
– il mondo della sanità si rapporta in modo corretto alle nostre istanze ed esigenze?
– il mondo del lavoro è capace di includerci rispettando la nostra identità di genere?
– come poter avere una legge che ci permetta di essere noi stessi sui documenti?
 
Finora l’assenza di spazi fisici dedicati ha causato l’impossibilità di discutere problemi e soluzioni tramite il confronto e il “partire da sé”, ma ciò adesso è possibile grazie all’associazione Rizzo Lari e al suo Progetto Identità di Genere.
 
 

Si tratta di un gruppo di autoaiuto? di un laboratorio? di un ciclo di eventi culturali?

No, in associazione esiste già un gruppo Ama su tematiche transgender (anche non med e non binary).
Il progetto “non med+non binary”, invece, avrà un approccio “operativo”:
partendo dalle nostre esigenze e storie di vita, lavoreremo insieme a dei documenti che ci permettano di comunicare la nostra condizione a persone con cui dobbiamo relazionarci per motivi sanitari, professionali o altro.
Ci saranno una serie di eventi tematici.
La regola del non giudizio e della segretezza rimangono, poiché ci saranno momenti di condivisione di esperienze e disavventure legate alla nostra condizione personale.
 

Che frequenza avrà il laboratorio? Saranno incontri a tema?

La cadenza è da decidere insieme. Gli incontri avranno temi monografici, volta per volta, partendo dal primo incontro, dedicato all’autodeterminazione, al coming out e alla condizione non med/non binary nell’immaginario collettivo.

Cosa succede tra un incontro e l’altro?

Si creeranno gruppi di lavoro per creare materiale divulgativo, opuscoli e manifesti, da condividere nei contesti dove ignorano la nostra condizione e le richieste di rispetto della nostra identità (sanità, professione, altro).
E ci sarà una mailing list per condividere idee ed esperienze. Infine, sarebbe bello parlare anche della situazione legislativa e pensare, insieme ad avvocati ed attivisti storici, a soluzioni che includano le persone non med e non binary.

Che approccio ha il gruppo?

Non ideologico, fortemente pratico e legato alla situazione italiana nella sua complessità
 
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