Il Circolo Culturale “Harvey Milk” Milano nasce nel capoluogo lombardo nel 2007 per dare origine ad un nuovo fulcro Culturale sulle realtà lesbiche, gay, bisessuali e transgender, in modo inclusivo e innovativo e senza restringersi esclusivamente sulle singole particolarità.
Il tutto su iniziativa di Stefano Aresi, Alessandro Martini, Marco Borserio, Ivano Cipollaro e altre persone, tutti con una precedente esperienza presso il Circolo C.I.G. Arcigay Milano.
Il primo presidente del circolo è stato Stefano Aresi, dalla fondazione alla metà del 2010.
Nei primi anni le energie del circolo si concentrano sulla presenza in provincia (tramite l’iniziativa del Treviglio Pride 2010), sul progetto culturale di Alessandro Martini, sul progetto benessere e salute MTS di Ivano Cipollaro e sul progetto scuola di Stefano Aresi.

Chiamato alla nascita “Circolo di Cultura Omosessuale Harvey Milk Milano”, ha cambiato nome, su iniziativa dell’Assemblea annuale del settembre 2014, in “Circolo Culturale TBIGL Harvey Milk Milano”, per sottolineare il cambio di approccio e priorità dato dal secondo presidente, Nathan, attivista transgender ftm non medicalizzato e autore del blog Progetto Genderqueer, e dal consiglio direttivo da lui presieduto (l’attivista bisessuale Leonardo Meda, l’attivista e scrittrice transgender Monica Romano, il giornalista gay Alessandro Rizzo). Il cambiamento riguardava una grande attenzione del Circolo a temi spesso sottovalutati nelle realtà associative: la bisessualità e la realtà transgender nelle sue varianti, canoniche e non.

Nel 2010 nasce una proficua collaborazione riguardante spazi e attività con la storica associazione milanese “Il Guado”. Grazie alla possibilità di utilizzare una sede fissa in centro a Milano, il Circolo propone nuove iniziative, che si affiancano al già esistente Progetto Cultura, gestito dal giornalista e vicepresidente Alessandro Rizzo Lari e alle iniziative esterne e politiche sul territorio nazionale e locale (Coordinamento Arcobaleno, Consulta Milanese per la Laicità delle istituzioni, fino alla fine del 2016, e UNAR).

Nel 2013 il Milk inaugura il Progetto Identità di Genere a cura di Monica Romano, laureata in Scienze Politiche con una tesi sulla discriminazione delle persone transgender nel mondo del lavoro, e Daniele Brattoli, educatore, entrambi persone transgender e con esperienza pluriennale  nel supporto alla persona T maturata presso l’associazione Crisalide Azione Trans.
Inizialmente il progetto propone uno sportello e un gruppo di autocoscienza, sul quale entrerà nella conduzione, nel 2018, anche Laura Caruso.

Vengono aperti altri due sportelli tematici: “Ti Ascolto”, con psicologi volontari specializzati nel benessere delle persone LGBT e lo sportello legale, a cura prima dell’Avv. Marco D’Aloi, e dopo dell’Avv. Elena Pucci.
Sempre nel 2013 apre un secondo gruppo di autocoscienza, aperto a persone LGBT, sulle relazioni, condotto inizialmente da Lanfranco Brambilla e in seguito dalla psicologa Cinzia Favini.

Nello stesso anno parte ufficiamente un progetto di confronto sul tema della bisessualità, seguito da Leonardo Davide Meda, responsabile anche dell’Ufficio Stampa del Circolo. Aprono anche dei progetti pensati in modo che una persona di genere non conforme potesse avervi accesso senza giudizio e coerentemente col proprio genere d’elezione:  corsi di teatro, scrittura creativa, giardinaggio, inglese, francese, fotografia, gruppi di meditazione, cene e aperitivi sociali.

Tra il 2014 e il 2017, attraverso i nuovi progetti e molti momenti di socializzazione e conoscenza , trasversali alle tematiche, si amplia notevolmente e si struttura su più fronti, provando anche a stabilire una presenza nel territorio e un dialogo con le istituzioni del comune di Sesto San Giovanni.

Nel 2017, in una stagione che vede i movimenti LGBT e femministi attraversati e animati da accesi confronti su temi sensibili e divisivi (pensiamo in particolare a GPA, sex working e genitorialità) e nella quale le persone transgender risultano troppo spesso essere oggetto di (spesso disinformate) discussioni in atto ma quasi mai soggetti ascoltati, che esprimevano e definivano uno sguardo sul mondo, il Circolo inaugura il progetto “Transgenerità, cultura e autocoscienza”, scegliendo di ribaltare la prospettiva e di trasformare gli oggetti delle disinformate narrazioni in soggetti narranti e restituendo così la parola alle pensatrici e ai pensatori transgender.

Vengono anche creati spazi per le persone transgender in percorsi non canonici: persone in percorsi trans non medicalizzati e persone di identità di genere genderqueer/non binary.
Allo stesso modo, il circolo dedica progetti ad identità che hanno bisogno di “presa di parola”, come quella bisessuale e le altre varie tematiche che compongono l’acronimo LGBT+.

A causa della prematura e improvvisa scomparsa, nel gennaio 2017, dello storico vicepresidente Alessandro Rizzo Lari, il Circolo decide di dedicare a lui il nome dell’associazione, con una menzione anche dell’attivista trans, fonte di ispirazione, Deborah Lambillotte.
Le nuove figure che prendono parte a questa rinascita del circolo sono il presidente neoeletto Leonardo Davide Meda, il vicepresidente Marco D’Aloi (che già aveva raccolto le redini dello scomparso Alessandro), il presidente onorario Nathan e la consigliera onoraria Monica Romano.
Il nuovo nome del Circolo, votato all’unanimità dall’Assemblea del gennaio 2018, è “Circolo Culturale TBIGL+ Alessandro Rizzo Lari”.