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#LottoMarzo: non una di meno

Per l’8 marzo 2017, “Non una di meno” ha ricordato l’originario significato di lotta della Giornata internazionale della donna. La ricorrenza “prende vita dagli scioperi delle operaie che dai primi del Novecento in tutto il mondo animarono le lotte per i loro diritti violati di persone e lavoratrici”, si legge sul sito del movimento.

Così, oggi come ieri, “Non una di meno” ha invitato allo sciopero generale delle donne. Si tratta di un’iniziativa nazionale partita dal collettivo argentino “Ni Una Menos”. I due movimenti hanno in comune l’attenzione alle questioni del femminicidio e della violenza di genere nelle sue varie forme.

L’8 marzo (impropriamente detto Festa della donna) è una ricorrenza che ricorda sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le violenze e le discriminazioni su base sessuale. Un primo “Woman’s Day” si ebbe il 3 maggio 1908 a Chicago: data del congresso del locale Partito socialista, dedicato alle condizioni delle operaie nei luoghi di lavoro e al diritto di voto delle donne.

Da quello, si originò la Giornata della donna (23 febbraio 1909). Il 22 novembre, a New York, scioperarono ventimila camiciaie, fino al 15 febbraio 1910. In Germania, Austria, Svizzera e Danimarca, la prima Giornata della donna si tenne il 19 marzo 1911. La data fu scelta dal Segretariato internazionale delle donne socialiste perché anniversario delle promesse fatte dal re di Prussia nel 1848: fra cui, il diritto di voto alle donne.

In Francia, invece, il 18 marzo 1911 era il quarantennale della Comune di Parigi. In Russia, la prima Giornata si tenne a San Pietroburgo il 3 marzo 1913, su iniziativa del Partito bolscevico. Nella stessa città, l’8 marzo 1917, le donne guidarono una manifestazione che chiedeva la fine della guerra. Questa la ragione della ricorrenza, che in Italia fu adottata nel 1922, per iniziativa del Partito comunista.

Il 4 e il 5 febbraio 2017, si è tenuta l’assemblea nazionale di “Non una di meno”, nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna. I tavoli tematici erano otto: lavoro e welfare, femminismo migrante, diritto alla salute sessuale e riproduttiva, educare alle differenze, percorsi di fuoruscita dalla violenza, sessismo nei movimenti, narrazioni della violenza attraverso i media, piano legislativo e giuridico.

Per quanto riguarda la situazione attuale in Italia, il bilancio di “Non una di meno” è negativo. Il suo piano contro la violenza si contrappone a quello varato nel 2015, che parifica i Centri antiviolenza agli altri servizi privati ed è volto a “prendere in carico” le donne, più che a rafforzarle. Altre questioni scottanti riguardano abortomaternità e lavoroomotransfobia.

Al calo di welfare e tutela del lavoro, corrisponde (secondo il movimento) un aumento di incombenze per le donne, che sostituirebbero (col proprio lavoro di cura) politiche sociali assenti. “Non una di meno” ricorda anche l’obiezione di coscienza esercitata dai ginecologi antiabortisti, per motivazioni non sempre ideali. Sono evidenti anche richiami contro le politiche di Donald Trump in materia di migrazioni. 

La chiamata allo sciopero di “Non una di meno”  include una sorta di appello di coloro che mancano, perché scomparse o assassinate. Fra loro, ci sono “le lesbiche e le transessuali assassinate da crimini di odio.” Un caso che dimostra come le istanze LGBT possano incontrarsi con quelle femministe e con quelle dei lavoratori.

 

Testi a cura di Erica Gazzoldi Favalli

Il silenzioso deflagrare della speranza

Se la democrazia esprime nel voto alle urne la sua essenza, si può parimenti sostenere che la libertà trovi il suo momento di massima espressione nella manifestazione del proprio pensiero. E quale può essere la migliore manifestazione del proprio pensiero, se non lo sfilare in piazza per mostrare ai propri concittadini ciò che muove il profondo del nostro animo?

È con questo spirito che intendiamo solidarizzare con i cinquecento eroici partecipanti al Gay Pride di Belgrado. In una nazione come la Serbia, dove la comunità GLBT non ha diritto di esistere, i “soli” quindici minuti di manifestazione e le “sole” cinquecento persone presenti al Pride hanno rappresentato una cristallina conquista di libertà. Di più: i quindici minuti e le cinquecento persone rappresentano non solo un importante passo verso l’emancipazione delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali, ma anche un importante passo verso la democratizzazione della Serbia. Leggi il resto di questo articolo »

ANCHE NOI NON ABBIAMO PAURA

Care amiche e cari amici di Milk Milano,

domani le associazioni, le singole persone, i gruppi appartenenti al movimento glbt e i nostri sostenitori si troveranno a sfilare, fiaccole alla mano, per le vie di Milano.

L’iniziativa, nata da un gruppo spontaneo, vuole unirci contro l’omofobia, in modo visibile anche agli occhi di chi non conosce o non vuole vedere questa realtà e la lotta ardua che ciascuno di noi e le associazioni quotidianamente intraprendono per vincere contro un nemico così radicato (e spesso in modo sottile) nella società italiana.

Milk Milano ha aderito e ci sarà, insieme a tante altre realtà impegnate in percorsi utili a costruire un futuro migliore per tutte e tutti, insieme ad ogni singola persona gay, lesbica, transessuale, transgender, bisessuale che vorrà metterci la faccia e ritrovarsi per questo che è un momento anzitutto di condivisione.

E’ importante (fondamentale) che a fronte dell’omo- e transfobia si creino momenti in cui la comunità ritrovi se stessa serenamente dinnanzi ad un problema, si stringa, si conosca, si unisca per una riflessione profonda. Non cambieremo la realtà esterna al nostro mondo facendo fiaccolate una tantum, questo è certo: ma è altrettanto vero che questa è una occasione preziosa per arricchire noi stessi, dandoci forza come gruppo di individui vittime di una ingiustizia, per ricaricare le batterie a fronte di un percorso che desideriamo affrontare insieme. Il nostro senso di appartenenza e fratellanza ha bisogno di momenti come questo, per poi fare fronte contro il male che dobbiamo combattere in modo agguerrito e sistematico, compatti.

Noi ci siamo, e voi?

A domani!

Stefano

Nota organizzativa: amici e simpatizzanti del Milk, ci troviamo alle 20 davanti alla gelateria di Porta Venezia. Per altre info visitate il sito di eiononhopaura.

GIORNATA MONDIALE CONTRO L’OMOFOBIA

Care amiche e cari amici del Milk, anche quest’anno le realtà glbt italiane stanno organizzando con estrema vivacità molti incontri e momenti di condivisione e divulgazione in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia. Ecco il calendario degli eventi a cui parteciperà la nostra associazione, realizzati all’interno dei vari coordinamenti e comitati in cui siamo inseriti. Saremo impegnati soprattutto a Bergam0 e nella Bergamasca (rispetto al nostro abituale impegno a Milano) essendo appena entrati nel comitato unitario contro l’omofobia della città e in quanto promotori del pride provinciale locale. Leggi il resto di questo articolo »

Milk Milano scende in piazza per Eluana e lo stato di diritto

Domani, dalle 17.30 alle 19.30 Milk Milano sarà in piazza Fontana per partecipare al presidio indetto dalla Consulta di Bioetica cittadina. Manifestazioni simili si terranno in contemporanea a Pisa, Verona, Bologna, Roma, Torino.

Tutti i tesserati, i simpatizzanti, gli amici sono caldamente invitati a partecipare. Milk Milano non può infatti astenersi dallo scendere ufficialmente nelle strade in difesa della dignità di Eluana e del dolore del padre Beppino, soprattutto davanti al barbaro ed inaudito assalto compiuto dai rappresentanti dell’attuale governo nei confronti delle garanzie di divisione dei poteri espresse nella nostra Carta Costituzionale e del ruolo e della persona del Presidente della Repubblica, oltre che davanti all’ennesima indebita, violenta, e sprezzante ingerenza dell’estremismo religioso nella vita politica e sociale dell’Italia.

Milk Milano è nato per contribuire ad un mondo libero, retto da regole che consentano la civile convivenza e favoriscano la piena affermazione della dignità umana in ogni suo aspetto: contrastare a capriccio una sentenza passata in giudicato, sferrare continui attacchi all’equità data dai principi democratici del nostro paese, imporre ideologie teocratiche, ferire nell’intimo chi deve prendere difficili e dolorose scelte, spargere informazioni pseudoscientifiche per “colpire allo stomaco” le persone meno preparate, sono tutti atti indegni della società civile a cui aspiriamo come cittadini e come minoranza discriminata.

Per questi e per mille altri motivi, per il nostro senso del dovere civico, per il dovuto rispetto alle istituzioni, alla laicità, alla magistratura, alla famiglia Englaro e, soprattutto, a Eluana (cui si nega una morte dignitosa in forza del pessimo vizio cattolico di imporre con indebite ingerenze ed arroganza la propria visione del mondo negli ambiti più sacri della vita di una persona, ivi inclusi l’amore e la morte) domani saremo in piazza con le nostre bandiere.

Stefano Aresi, portavoce di Milk Milano

“In tutto lo stato la gente legge di me, e ciò che si legge non è incentrato sul mio essere gay. Riguarda semplicemente una persona gay che sta facendo il proprio dovere” Harvey Milk

ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO I “GUARITORI” DALL’OMOSESSUALTA’

Il Circolo di Cultura Omossessuale “Harvey Milk” di Milano aderisce alla manifestazione convocata da Arcigay Orlando Brescia contro le attività di “guarigione” dall’omosessualità promosse dal gruppo Lot.

La manifestazione si terrà a Brescia, in Piazza Vittoria, domani, Sabato 24 alle 14.30.

Il MILK partirà dalla Stazione Centrale alle ore 13.25 (a Lambrate alle 13.31) con il treno per Brescia. Ci troviamo sul treno direttamente.

A seguito, le associazioni aderenti, aggiornate all’ora di pubblicazione di questo post.

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MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI PROTESTA
“NON GUARIRETE MAI!”

Protestiamo per l’organizzazione nella nostra città di un ciclo di 19 incontri finalizzati a guarire gli omosessuali, ospitato presso una struttura della Diocesi di Brescia. Protestiamo per ribadire l’assurdità e la pericolosità di teorie pseudo-scientifiche promosse da ciarlatani e ampiamente stigmatizzate da eminenti medici psichiatri e psicoterapeuti e sconfessate dall’ordine nazionale degli psicologi.

Arcigay nazionale – Arcilesbica nazionale – AGEDO nazionale – Lily Elbe Brescia – Pianeta Viola – AGEDO Brescia – Arcilesbica Zami Milano – Arcilesbica XX Bergamo – Gay Lib Lombardia – Rifondazione Comunista Brescia – Federazione dei Verdi Brescia – Associazione Bergamo laica – Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli Roma – Associazione Radicale Certi Diritti – Giovani Comunisti Brescia – Movimento per la scelta Brescia – Sinistra Democratica Brescia – Gruppo alpinismo gay Brescia – Arcigay 8 Luglio Trentino – Comitato provinciale Arcigay Pride Pisa – Comitato promotore Arcigay Bergamo – Comitato provinciale Arcigay Roma gruppo ORA – Comitato provinciale Arcigay Alan Turing Rimini – Comitato provinciale Arcigay La Rocca Cremona – Movimento Studenti di Sinistra Cremona – Circolo provinciale UAAR Cremona – Circolo territoriale Arcibassa Casalmaggiore – Circolo Rive Gauche PRC-SE Casalmaggiore – Comitato provinciale Arcigay la Salamandra Mantova – Partito Comunista dei lavoratori Brescia – Circolo federativo Arcigay-Arcilesbica Caleido di Ancona – Associazione Trans Genere – Comitato provinciale Arcigay Il Cassero Bologna – Di’Gay Project DGP Roma – Comitato provinciale Arcigay gruppo Arcilesbica Arcobaleno Trieste – Gaynet Associazione omosessuale di informazione – Comitato provinciale Arcigay Gioconda Reggio Emilia – Circolo Libertà e Giustizia di Brescia – Como gay e lesbica – Fuori! – Coordinamento Torino Pride LGBT – Centro sociale Autogestito Magazzino 47 – Collettivo 40tette – Comitato provinciale Arcigay Udine – Circolo di Cultura Omosessuale Harvey Milk Milano

Day Without A Gay

Oggi negli USA si protesta. Si protesta perché uno dei nostri fondamentali diritti, quello al matrimonio, in California è stato prima garantito e poi abolito da un referendum (la Proposition 8).
Oggi i gay e le lesbiche d’oltreoceano sono invitati a non recarsi al lavoro, ad oscurare i propri siti, a far sentire al mondo che li circonda che non possiamo esistere solo quando serviamo nello svolgimento del nostro lavoro o nel servizio alla società civile, ma che dobbiamo esistere anche quando torniamo a casa e necessitiamo di avere la sicurezza che il nostro amore è tutelato e riconosciuto dalla legge. Dobbiamo esistere anche quando vogliamo che esso sia pubblicamente difeso se attaccato dalla violenza o dai deliri ideologici di qualcuno, esattamente quanto lo è quello di qualunque eterosessuale. Dobbiamo esistere per come siamo e non per come una maggioranza vorrebbe che fossimo, e dobbiamo esistere anche nel momento in cui decidiamo di dire “sì” alla persona che amiamo.
Il Milk si unisce nel suo piccolo alle proteste delle nostre sorelle lesbiche e dei nostri fratelli gay statunitensi in questo giorno di protesta. Non si può cancellare un diritto fondamentale dell’uomo con un referendum.
Noi omosessuali siamo qui, nelle strade su cui camminate anche voi etero, siamo i vostri figli, talora i vostri padri, siamo i vostri colleghi di lavoro, i vostri allievi e i vostri maestri nelle scuole, i vostri amici al bar, i vostri medici, i fornai da cui comprate il pane, ecc… Non è giusto pretendere la nostra presenza solo quando c’è bisogno di noi e nei modi che ci vengono imposti da una maggioranza che ci discrimina.

Pretendiamo di essere presenti anche sulla carta su cui è scritta la legge relativa alla parola “matrimonio”. Se non ci volete lì, non ci avrete da nessuna altra parte.

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