Articoli marcati con tag ‘milano’

In memoria del nostro vicepresidente Alessandro Rizzo Lari

Ho conosciuto Alessandro Rizzo nel 2009. Io e Fabio Valerio Bertini eravamo andati da Alessandro Martini per il laboratorio cinematografico del Circolo Culturale TBGL Harvey Milk Milano.
L’ho rivisto mesi dopo, era relatore a una conferenza sui diritti LGBT in un Circolo Arci vicino a piazza Lodi.
Tempo dopo Alessandro si è avvicinato al Milk e ne è diventato responsabile Progetto Cultura.
Ci sentivamo molto spesso, per organizzare gli eventi del Milk, come massoneria rainbow con Enrico Proserpio, buddhismo LGBT con Jacopo Enrico Daie Milani, crossdressing con Andrea Sabrina Bianchetti , o quello sui bisessuali con Davide Amato, più recentemente, l’evento sulle periferie LGBT con Daniele Dodaro, l’evento di David Barzelatto con Daniele Brattoli e quello imminente sugli adolescenti T con Roberta RibaliStefano RicottaValentina Guggiari. Ricordo quest’estate quella pazza cena vicino alla Casa dei Diritti, in cui io e Martina Manfrin riempivamo Ale di proposte per la nuova stagione. Ricordo quando, nel 2014, con Danilo Ruocco abbiamo fondato la rivista Il Simposio, e di quando noi tre con Monica Romano l’abbiamo presentata al Milk.
Ricordo quando alle cene di Leonardo Davide Razvan MedaEmanuele Satiro Boscarino Gaetano io e Ale suonavamo la campanella per annunciare il “discorso” in cui presentavamo i progetti del Milk, iniziando sempre dallo sportello legale di Marco D’Aloi.
Ricordo quando andavamo insieme alla Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni o all’ Uaar dalla cara amica Valeria Rosini.
Tutte le persone che ho citato, o quasi, erano care amiche per Alessandro, eravamo una grande famiglia, che oggi si sente privata di un pezzo importante.
Ricordo quando io ed Ale andavamo alla libreria esoterica. Aveva scelto un pendolo arcobaleno, ma era indeciso. Così glielo comprai ma poi ogni volta che ci vedevamo me ne dimenticavo.
Ale è stato il primo a vedere la mia casa nuova, mi parlava del suo monolocale e di come lo stava arredando.
Ale non si dimenticava mai di farmi gli auguri, e ricordo che una volta mi fece un regalo a sorpresa. Io lo avevo già comprato, era un libro e sapeva che lo desideravo, ma gli dissi lo stesso di farmi una dedica, perché mi aveva tanto commosso quel pensiero che volevo averne due copie, e la sua l’avrei conservata per ricordo.
Ale correggeva gli autori e i relatori se davano il maschile a un personaggio trans del loro libro. Ale rispondeva a tono se in un comunicato stampa venivano dimenticate le persone bisessuali. Ale quest’anno voleva dedicare un evento agli asessuali con Alice Redaelli e agli intersessuali con Sabina Zagari. Ale ha sempre sognato un Milk plurale e lui non era uno del Milk, lui era la vera anima del Milk, chi più di noi tutti rappresentava la natura del circolo, ed uno dei pochi ragazzi Gay che lottava contro il binarismo e per i diritti delle minoranze ignorate dell’acronimo.
Ricordo la sua dolcezza nel comunicare, anche per iscritto, il suo garbo: le sue mail particolarmente gentili e ossequiose che scriveva a collaboratori e relatori.
Alessandro era una persona coltissima, sensibile, intelligente.
Io e Monica Romano avremmo tanto voluto che divenisse lui Presidente nel prossimo mandato Milk, perché era quello che più di noi tutti aveva passione.
Ricordo come faceva girare il foglio per prendere le mail, e poi me le mandava. Cercavamo insieme di capire insieme le calligrafie più astruse e a volte non ne venivamo a capo.
Ale è forse l’unica persona con cui non ho mai litigato, e considerando il pessimo carattere che ho è un miracolo: con Ale era impossibile litigare perché era una persona dolcissima e sapeva capire le posizioni di tutti.
E’ stato uno dei migliori compagni di attivismo che ho avuto. Mai è stato manchevole nell’organizzazione di un evento al Milk. Era ineccepibile, serissimo, la sua agendina era un mondo di contatti che sapeva sempre quando e come contattare, per creare sinergie ed eventi culturali di spicco.
Ale, come ti ricorderemo? Forse come colui che aveva gusto nel vestire o forse come colui che, diciamolo, aveva un gran gusto anche sugli uomini. O forse come un amico, un pezzo della nostra piccola famiglia TBGL. Il telefono non smette di squillare. Tutte le persone che abbiamo incontrato insieme, nel nostro percorso, mi chiedono se è vero che ci hai lasciato, mi chiedono come è possibile che persino noi del direttivo di cui eri vicepresidente da ormai non so quanti anni hanno saputo la cosa oggi e per caso. Avremmo voluto ricordarti al funerale, essere il tuo direttivo, la tua famiglia.
Eppure lo abbiamo saputo solo adesso, da facebook, per caso. Ero al corso di inglese e ho subito capito che non si trattava di uno scherzo. La cosa mi ha talmente sconvolto che ho lasciato la classe non vedendo l’ora di riprendere il tuo libro, di leggere la tua dedica. Il cellulare si è spento per il bombardamento di chiamate (Leo Cumbo, @enrico fava, e tanti altri) e messaggi in cui la tua famiglia LGBT chiede di te.
Ale, perché ci hai lasciato? Mi ricordo di quando riprendevi i tormentoni semantici miei e di Monica. Il mio “sono tutti picareschi!” o anche gli “abbracci circolari” di Monica.
Quando ci renderemo conto che non ci sei più? Al primo direttivo senza di te, alla prima assemblea senza di te.
Ho sempre detto, per scherzo, che se fossi caduto con lo scooter e fossi morto, magari tu avresti cambiato il nome del circolo in Nathan Bonnì. Ricordi? Ne ridevamo, io te e Leo.
Oggi penso che te lo dobbiamo di dedicarti il nostro circolo. Tu ne sei stato il simbolo. Tu hai dedicato al circolo tanti anni con grande passione, e ci inviti ad andare avanti con altrettanta passione.

Con te se ne va una parte di noi.

Scusate se non rileggo, non ce la faccio. Perdonerete eventuali refusi.

Nathan Bonnì

In sostegno dell’associazione Bocconi Equal Students

Milk Milano esprime la propria assoluta e più sincera solidarietà agli studenti e alle studentesse dell’associazione B.E.St. dell’Università Bocconi, in relazione ai vergognosi atti di boicottaggio e violenza omofoba di cui sono stati vittime nei giorni passati (leggi l’articolo).

Auspichiamo una reazione ampia e coesa dei gruppi giovanili e studenteschi milanesi, perché nei luoghi di formazione delle menti del domani si respiri un’aria di apertura, rispetto e innovazione in senso lato.

E’ di conforto la notizia che tali comportamenti sono stati stigmatizzati dal Rettore e dalla dirigenza della Università. Ci auguriamo che i responsabili siano identificati e rispondano in sede disciplinare del loro operato, così come è giusto che accada in ogni istituzione educativa.

L’impegno contro l’omofobia ci accomuna. Siamo profondamente consapevoli dell’importanza, soprattutto all’interno di contesti scolastici e universitari, di offrire agli studenti e alle studentesse gay, lesbiche, bisessuali e trans dei punti di riferimento ai quali appellarsi per sentirsi cittadini dei propri luoghi di studio.

Auspichiamo infine che la comunità LGBT (lesbica, gay, bisessuale e trans) non esiti a sostenere chiunque, al proprio interno, sia vittima dell’ignoranza di stampo omofobo, ogniqualvolta ciò accada. Milk Milano è pronto a fare la propria parte.

Circolo di cultura omosessuale
“Harvey Milk” – Milano

Milk Milano scende in piazza con le donne

Le donne e gli uomini di Milk Milano manifesteranno in piazza domenica 13 febbraio 2011 per mostrare il proprio sdegno verso l’imperante cultura machista, basata tra l’altro sull’umiliazione delle donne e sull’uso del corpo femminile come mezzo di riconoscimento sociale e politico, diffusa e serpeggiante trasversalmente in tutti gli ambienti, ma, cosa assai grave,  fomentata da una delle maggiori cariche dello Stato.

Milk Milano sarà a fianco delle donne, siano esse madri, figlie, neolaureate, attiviste, politiche, lavoratrici, casalinghe, insieme a tutti gli amici delle donne.
Invitiamo soci e simpatizzanti a partecipare e a leggere il documento ufficiale che riportiamo in allegato.

Il ritrovo per soci e amici dell’associazione è fissato alle 14.20 alla fontana del Castello Sforzesco, sul lato che da verso il Castello stesso.

Se non ora, quando?
(testo tratto dal sito del comitato organizzatore)

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.

Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottense non ora quandoute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.

Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.

Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.

Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.

Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.

Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.

Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.

Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.

INDOVINA CHE C’E’ DI NUOVO…

Intervistiamo il neo presidente del Milk, Nath Bonnì, eletto all’unanimità nella seduta del Consiglio di ieri, venerdi 8 ottobre.
Damiano

Buondì Nath, nuovissimo Presidente del Milk. Come ci si sente?

Ci si sente carichi e ottimisti. Le idee sono tante, in gran parte sono idee nate già in questi mesi di lavoro insieme, quando ero un semplice volontario e poi parte del direttivo. Ma l’entusiasmo non mette in ombra quella fermezza, il realismo e la razionalità necessari a portare avanti un compito significativo come questo.

Nella foto (da sinistra) Daniele, Nath e Giacomo

Una responsabilità grossa

Un presidente è colui che pre-siede un consiglio direttivo. Chi guida un’associazione democratica è il consiglio stesso. Conosco bene i miei colleghi di direttivo da più di un anno, da quando insieme abbiamo scoperto questa realtà associativa e abbiamo fatto confluire le nostre esperienze e i nostri modi di lavorare. Ognuno ha il suo bagaglio di esperienze. Chi dall’associazionismo non GLBT (Gay, Lesbico, Bisex e Trans), chi dall’attivismo più “tradizionale”, chi da esperienze di attivismo indipendente. La linea politica portata avanti dal precedente direttivo e dal mio predecessore è stata nel tempo condivisa e arricchita da ognuno di noi. Ho visto come nel giro di poco tempo molti di noi, da semplici volontari, hanno saputo trasformarsi in responsabili-progetto affidabili e organizzati. Coi piedi per terra, propositivi e pronti a condividere questa grande responsabilità, abbiamo un approccio unitario: quello dell’apertura, del rispetto reciproco, della crescita e del miglioramento nostro e del mondo che ci circonda.

Un passo indietro. E’ il tempo delle presentazioni. Parlaci di te.

Sono una persona di 26 anni. Ho studiato architettura e adesso faccio, neanche a dirlo… l’architetto. Vivo a Milano da otto anni. Non sono la persona più ‘da locali’ che esista sulla terra, ma ho un’infinita curiosità di conoscere persone e di imparare. La comunità GLBT in questo mi aiuta molto, offrendomi sempre nuove opportunità. Studio ormai da tanti anni il basso elettrico, e suono assieme ad amici in diversi gruppi. Prima che a Milano, vivevo in una terra di confine. Ho iniziato a maturare un pensiero mio, che non si facesse schiacciare dalla chiusura dell’ignoranza, durante il liceo. Sono solito condividere ciò che sono e ciò che penso apertamente, anche se può risultare faticoso.

Ho sempre trovato spazio per esprimermi in Forum e Blog, ma poi ho deciso che era giunto il momento di uscire dalla rete. Sentivo che era importante esserci, di persona, con la mia voglia di mettermi in gioco e le mie energie. Curo un progetto di informazione su identità e ruolo di genere, sulla pluralità dei modi di essere e sui limiti posti dalla società all’autodeterminazione dell’individuo. Ho organizzato eventi di attivismo, e ho avuto modo di confrontarmi con associazionisti di tutta Italia. Ma la realtà associativa che più mi ha soddisfatto, perchè straordinariamente vicina alla mia sensibilità di attivista, è stato il Milk. Devo molto a tutti coloro che hanno saputo valutarmi per ciò che valgo, e non per chissà che. Questa è una delle tante cose che li rende, ci rende, diversi.

Scusa la domanda poco politicamente corretta: una persona transgender a capo di un’associazione gay, a qualcuno suonerà strano…

Il milk è un’associazione che vuole diffondere la cultura GLBT e proporre in modo intelligente e ragionato un cammino che ci porti alla parità totale di diritti. Combattiamo i pregiudizi e mettiamo in discussione la chiusura mentale, a prescindere da chi ne sia vittima. Non lavoriamo per questa o quella “categoria”: diffondere flessibilità, rispetto, ascolto giova a chiunque desideri essere se stesso, senza bisogno di stabilire prima chi aderisca a quale stereotipo. La definizione di sé tocca ad ognuno. Ciò che condividiamo è la causa per cui ci battiamo, non l’appartenenza ad un club che ti impone di essere così o cosà.
Siamo molto attenti a non chiuderci, a vedere le persone per ciò che possono dare alla nostra causa. Più di un terzo dei nostri soci è eterosessuale, e non è casuale.

Quindi un Milk che non mette il naso in ciò che le persone sono, ma nel contributo che possono dare alla comunità. Ho capito bene?

Esatto. Oltre agli attivisti, il milk conta moltissimi tesserati che danno un apporto meno politico e più tecnico. Persone che supportano gli eventi in modo sincero, affidabile e disinteressato. Milk Milano è sempre disponibile a dialogare, far conoscere quello che le persone GLBT sono, sognano, chiedono. L’unico prerequisito, irrinunciabile direi, è che ci sia rispetto reciproco e disponibilità ad aprire la mente.

Le tue prossime mosse?

Milk Milano continuerà a lavorare ai progetti in cantiere. Avremo bisogno di un po’ di tempo per abituarci ai nuovi compiti, che saranno affrontati con enorme condivisione. Sicuramente ci sarà una nuova organizzazione interna delle responsabilità, per valorizzare le attitudini e le capacità dei ragazzi interni ed esterni al direttivo. Le capacità e le professionalità disponibili sono le più disparate. Siamo un team tecnico e creativo che può fare moltissimo, non c’è dubbio. Abbiamo anche qualche nuova idea in mente, ma per ora non dico niente. Il resto, prossimamente, sui nostri schermi.

Ahah. Un’associazione aperta, plurale, democratica… piuttosto ambiziosi!

Chi ci conosce sa che il Milk da anni lavora secondo questi criteri, e l’attuale direttivo è formato da persone che vi si sono avvicinate proprio perchè condividevano questa filosofia. Siamo ambiziosi, certo, ma se non lo fossimo faremmo meglio a dedicarci ad altro.

Buon lavoro Presidente 🙂

Buon lavoro al direttivo, a tutti i soci e a chiunque voglia essere con noi in questa nuova, bellissima sfida.


Cosa vuol dire essere gay in Calabria?

Inzio così, con una domanda. Sembra strano ma non è una domanda  banale come può sembrare. Essere gay in Calabria vuol dire vivere nascosti  o, addirittura, smettere di vivere. Ebbene sì: è una realtà che mi appartiene, sono un giovane studente che ha deciso di migrare come gli uccelli, però al contrario. Non più da nord a sud ma viceversa. Una scelta assolutamente dura ma che mi ha fatto sperare durante la mia adolescenza, sperare in una vita diversa, senza discriminazioni.

Giù mi sentivo morto, non volevo, come molti miei conoscenti tutt’ora fanno, nascondermi. Avevo paura come loro , ma alla paura io mescolavo rabbia. La rabbia che mi faceva piangere, mi faceva credere che io fossi “diverso”, contro natura. E soffrivo in un tacito silenzio, avevo troppa paura della reazione dei miei amici, e ancor di più di quelle dei miei parenti. Trovai il coraggio per rivelarmi ad alcuni amici intimi, e rimasi sorpreso dalle loro reazioni positive. Cercavo aiuto , cercavo una mano. Decisi di andare da uno psicologo che mi aiutò a credere di più in me stesso ma comunque vivevo una vita non mia, convinto che sarei definitivamente morto una volta che fossi diventato maggiorenne. Mi sbagliavo. Leggi il resto di questo articolo »

La Coperta dei Nomi: Milk c’è!

2Oggi Milk Milano è in assemblea: verranno eletti quattro consiglieri, il nuovo viceportavoce e il segretario. Persone che hanno scelto di impegnarsi a servizio di una associazione che ha tra le proprie principali finalità, per statuto, “la sensibilizzazione ed informazione in merito alle malattie sessualmente trasmissibili”.

Tra pochi giorni si celebrerà in tutto il mondo il World Aids Day (1 Dicembre) una data importante: non credo necessario sottolineare quanto, specie per la comunità gay. L’anno scorso abbiamo vissuto questa giornata contribuendo attivamente e in larghissima parte alla realizzazione di un grande evento (l’anadata in scena al Teatro Dal Verme de L’incoronazione di Poppea di Monteverdi, poi trasmessa da RadioTre) ideato per la raccolta fondi di ASA (Associazione Solidarietà Aids) e per dare maggiore visibilità cittadina alla ricorrenza: quest’anno, a fronte della crisi economica, era insperabile riuscire a mettere in moto la grande macchina necessaria ad un tale evento, e, come Milk, abbiamo deciso – non casulamente, come leggerete tra poco – di essere nell’immediato presenti alla stesura della “coperta dei nomi”, come già lo scorso anno. A lungo termine, ovviamente, ci stiamo impegnando a potenziare, dati i riscontri positivi in questo senso, la nostra campagna di informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili, pur nell’assoluta povertà dei nostri mezzi: un piano ambizioso, di cui vi forniremo i dettagli nel corso del tempo. Chi ci conosce sa tuttavia quanto la prevenzione sia uno dei chiodi su cui più battiamo, e su cui tutti dovremmo battere ancor di più dato lo spaventoso diffondersi del virus nelle fasce d’età più giovani della nostra società.

1Ma torniamo a “La coperta di nomi” (The Names Project), lasciando a prossimi post le considerazioni che stiamo sviluppando e abbiamo compiuto attorno al problema: questa manifestazione fu creata nel Novembre 1985 a San Francisco da Cleve Jones. Jones fu uno degli attivisti cresciuti da Harvey Milk e a lui più vicini (ve lo ricorderete nel recente film di Gus van Sant come il ragazzo occhialuto e ricciolino interpretato da Emile Hirsh). Dal giorno dell’assassinio di Milk e del sindaco Moscone fu uno dei fautori della marcia annuale in loro memoria; proprio durante l’organizzazione della marcia del 1985 venne a conoscenza del fatto che oltre 1000 suoi concittadini erano di recente morti di AIDS e che il cerchio delle vittime si stava sempre più allargando. Chiese quindi a chi partecipava alla marcia di scrivere su un biglietto il nome di una persona amata o cara morta di aids e di appiccicare questi biglietti sulle mura esterne del San Francisco Federal Building: si andò ben oltre i mille, e l’effetto visivo fu quello di una enorme coperta patchwork.

Jones, ispirato da questa idea, diede vita all’attuale manifestazione che in tutto il mondo porta il nome di “The Names Project”, ossia l’esposizione di coperte tessute da amici o parenti di vittime dell’AIDS con i loro nomi, simboli o disegni a loro cari, affinchè il loro ricordo non vada perduto. La prima esposizione delle coperte si tenne l’11 ottobre 1987. A Milano ASA raccoglie e conserva quelle dei nostri concittadini proprio dal 1987: ad oggi sono più di duemila.

Le coperte dei nomi saranno stese a Milano, presso il Conservatorio di musica Giuseppe Verdi in via Conservatorio 12 (Fermata MM San Babila), domenica 29 Novembre 2009 dalle ore 11 alle ore 19. Noi saremo lì a portare il nostro ricordo dalle 11 alle 12: a mezzogiorno sarà possibile ascoltare il discorso commemorativo tenuto dal Presidente di ASA, Massimo Cernuschi, e partecipare alla lettura dei nomi degli uomini e delle donne colpiti dal virus.

Milk segnala: “Sogno il mondo il venerdì”. Milano queer al cinema.

sognoilmondo

di Pasquale Marrazzo
con Giovanni Brignola, Anis Gharbi, Laura Ferrari, Domenico Balsamo, Elena Calligari

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Pianto dei poeti.

3

Si è spenta ieri Alda Merini, poetessa inquieta, visionaria, silente. Ha cantato il suo amore, l’orrore del manicomio, la vita di Milano.

Milk Milano si unisce al dolore della nostra città per la scomparsa di questa grande intellettuale, e la ricorda con la sua “Pianto dei poeti”.

Riposi in pace, signora Merini.

Ruba a qualcuno la tua forsennata stanchezza
o gemma che trapassi il suono
col tuo respiro l’ombra che sta ferma
di fronte ad un porto di paura
quel trascendere il mito
come se fosse forzatamente azzurro
o chi senza abbandono
che non sanno che il pianto dei poeti
è solo canto.
Canto rubato al vecchio del portone
rubato al remo del rematore
alla ruota dell’ultimo carro
o pianto di ginestra
dove fioriva l’amatore immoto.

Antinoo, il volto di un dio.

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Quello di Antinoo è uno dei volti ancora oggi più facilmente riconoscibili nelle raccolte dei musei archeologici di tutta Europa: consacrato agli occhi dei moderni dalla felice penna di Marguerite Yourcenar ne Le Memorie di Adriano, il giovane bitino è stato per secoli il simbolo poetico di una Classicità misteriosa e vicina.

Adorato come divinità, innalzato all’Olimpo dall’imperatore Adriano, celebrato per la sua straordinaria bellezza e dolcezza, amato alla follia dall’uomo più potente del mondo, Antinoo nacque tra il 110 e il 112 d.C. in Bitinia (Asia Minore), e annegò tragicamente nel Nilo durante un viaggio della corte romana nell’Ottobre del 130 d.C.: divinizzato, da compagno dell’imperatore divenne oggetto di un culto fortunatissimo, dedicatario di templi, monete e città, causa di scandalo e irritazione per apologeti cristiani quali Eusebio, San Girolamo, Origene, Tertulliano.

Statue, poesie, musiche, pitture, riti, fiori sono stati dedicati ad Antinoo nel corso dei secoli: uno dei lasciti storico-artisti più massicci della romanità, legati e dovuti alla sua storia d’amore con l’imperatore Adriano. Certi che conoscere la storia di Antinoo significhi scoprire uno dei momenti più felici della fusione tra la civiltà romana e quella greca, oltre al fascino suscitato dalla sua figura su generazioni di artisti (da Pancrates a Mesomede, da Rilke alla Yourcenar e Pessoa), i membri del Circolo di Cultura Omosessuale “Harvey Milk” (in collaborazione con associazioni, centri culturali, comuni, centri ricreativi) ha deciso di offrire a Milano (tutta Milano, dalla periferia al centro) e Provincia un mese di incontri, proiezioni, conferenze, visite guidate, spettacoli dedicati a persone di tutte le fasce d’età, indifferentemente dal proprio orientamento o dalle proprie convinzioni: per conoscere, scoprire e comprendere ciò che è Storia e i suoi significati. della cultura classica, di sconvolgente modernità.

Milk Milano non è nuovo a queste iniziative: associazione dedita alla lotta per i diritti gay ha fatto della cultura e del senso del dovere nei confronti della propria città due delle proprie bandiere lo scorso anno l’associazione (composta principalmente da giovani, omosessuali ed eterosessuali) ha organizzato letture dantesche presso la Casa della Cultura, ha collaborato in primissima linea all’andata in scena de L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi presso il Teatro Dal Verme in occasione del World Aids Day (evento poi trasmesso da Radio Rai), ha patrocinato la stagione Liberi amori possibili del Teatro Libero, realizzato il cineforum Good as you e il primo convegno universitario sul matrimonio gay presso la facoltà di scienze politiche dell’ateneo milanese.

Fedele a queste premesse, Milk Milano ha studiato un evento che coinvolgesse la cittadinanza milanese a pieno titolo: dagli studenti di ogni genere e grado siano agli anziani, dalla periferia al centro, come vedrete dalle pagine seguenti il tentativo è stato quello, facendo leva sul volontariato, di offrire spunti di interesse e conoscenza al
maggior numero di persone possibili, certi che la conoscenza sia, appunto, la chiave unica di accesso ad un accrescimento personale e all’abbattimento dei pregiudizi.

La manifestazione lascerà dietro di sé, una volta terminata, un portale culturale (costantemente aggiornato) relativo ad Antinoo, con mostra virtuale, fonti storiche, aggiornamenti sugli scavi e scoperte, e un CD a distribuzione gratuita contenente le sopravvissute musiche della corte adrianea. www.ilvoltodiundio.it

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