E fu così che il tour de force detto Treviglio Pride ebbe inizio. Un buon inizio, non c’è che dire. La proiezione di Homofobicus, venerdì sera, ha visto la partecipazione di tanti “volti nuovi”, tra il pubblico e nel dibattito.

Non penso abbia senso cercare di relazionare ciò che è stato elaborato: ne verrebbe fuori più che un post un verbale, e noi non vogliamo scrivere un verbale. Ciò detto, le idee che sono venute a galla le abbiamo ascoltate tutti con grande attenzione. Non solo poiché provenivano da ragazze e ragazzi che parlavano in prima persona delle loro esperienze, dei vissuti più disparati, dei mille modi di affrontare il rapporto con chi ha difficoltà a conoscere ciò che è diverso da sé. Quel che ha colpito, credo, è stata soprattutto la grandissima energia che circolava, la voglia di non rinchiudersi nelle proprie certezze e nei propri rifugi.

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