Si è inaugurata la sera del 6 dicembre ultimo scorso presso la il Schwule Museum di Berlino la mostra su Jean Genet: scrittore, poeta, drammaturgo e creativo dei più sensibili ma anche intellettuale molto discusso per le sue battaglie condotte, spesso in prima persona, con organizzazioni di estrema sinistra come le Pantere Nere negli USA o l’OLP in Palestina. Eppure Genet, o forse anche e proprio per questo, è stato un grande intellettuale e generatore di idee, contaminatore, narratore di realtà al di là della rappresentabilità, dove il  bene e il male si completano con l’erotismo, filtrato da un desiderio mai nascosto, che si esprime in personaggi ambigui, violenti e a volte corrotti.

Dalla sua vita, ai suoi romanzi è un unicum inestricabile di cui è impossibile dipanarne la realtà di dove finisca la vita e inizi la narrazione, la finzione e viceversa.

Genet, l’amico amico di Sartre, Simone de BeauvoirAlberto GiacomettiHenri MatisseBrassaï, ma al contempo anche spirito ribelle, sempre contro, sistematicamente schierato dalla parte degli oppressi, dei deboli, dei poveri dimenticati dalle ricchezze del mondo.

E come questi anch’egli sempre precario che  fino alla fine vive in camere d’albergo sordide, spesso vicino alle stazioni, viaggiando solo con una piccola valigia piena di lettere dei suoi amici e di manoscritti.

Genet da tutto questo caleidoscopico mondo di apparente alienazione e contrapposizioni ha saputo creare figure e personaggi che hanno contribuito non poco alla definizione, nell’immaginario collettivo, di una iconografia omoerotica: la gente di strada, i “guappi”, i ladri, i marinai delle bettole portuali, sono dopo di lui diventate icone del mondo omosessuale, anche perché se non son sempre belli, gli uomini votati al male possiedono le virtù virili.

A questo personaggio, non tedesco, non semplice, non prono non accondiscende e non sereno, ma intimamente Europeo nell’animo, nella cultura e nella mente  è stata dedicata, a 100 anni dalla nascita, la Mostra di apertura per le celebrazioni del  25° anno di attività dello Schwule Museum di Berlino.

Il Museo, che è anche spazio espositivo, l’archivio e biblioteca, raccogliere e mettere a disposizione degli studiosi anche tutto il materiale acquisito negli anni, e in piccola parte anche quello che si è riusciti a  salvare dalle purghe del Nazismo e Socialismo, sulla realtà omosessuale  in ogni ambito: storico, politico, sociale, artistico, scientifico.

Il Museo, nella sua parte didattica di esposizione permanente, mostra la vita dei gay in tutte le sue sfaccettature: vi si conservano documenti sulla vita della comunità, una varietà di oggetti, opere, quadri, scritti e foto  di autori omosessuali che ne tracciano la storia e lo sviluppo dalla metà del 1700 ai giorni nostri.

L’attività del Museo Schwule è, pertanto, quella di presentare la diversità e l’individualità degli omosessuali, e dei loro stili di vita, privilegiando l’approccio della testimonianza diretta da parte  degli attivisti impegnati a vario titolo nel Museo e nella Fondazione, al fine di  contrastare in maniera sempre attiva e costante la loro stigmatizzazione e gli atti omofobi contro persone o istituzioni: quindi ricerca documentaria e storica, organizzazione di convegni, eventi, mostre e tutto quello che è necessario fare ed essere luogo di conoscenza, informazione e lotta. Ecco perché l’importanza del Museo Schwule in questi 25 anni a Berlino, e di conseguenza, in Europa come punto di riferimento delle comunità GLBTQ, ed ecco perché, proprio alla serata inaugurale è stato presente Herr Klaus Wowereit, Bürgermeister della città di Berlino. Il Sindaco, dopo una breve prolusione e un saluto ai convenuti a cui ha ricordato sia l’importanza della Fondazione Museo Schwule per il lavoro culturale, sociale ed etico svolto in questi anni e sia l’importanza dei diritti civili, condivisi e per tutti i cittadini, ha inaugurato in fine la mostra nell’area dell’esposizioni temporanee. Successivamente, durante la serata ho avuto occasione di poter avere uno scambio di opinione col Sindaco, e di ottenere per i giorni  successivi un impegno a rispondere ad alcune domande.

A breve giro di posta il Signor Sindaco ha risposto alle domande postegli:

 

  1. 1. Man kann sagen, dass „Kultur“ und „Integration“ zwei Stichwörter sind, die einen der interessantesten Aspekte Berlins ausmachen. Was hat die Geschichte Berlin gelehrt? Und wie wird gewährleistet, dass diese beiden Aspekte wirklich Fundamente der Gesellschaft darstellen?

Si puo’ dire che “Cultura” ed “Integrazione” siano due parole chiave che connotano uno degli aspetti più interessanti di Berlino. Che cosa la “Storia” ha insegnato a Berlino? E come far si che questi due aspetti siano veramente a fondamento della società?

Toleranz, Kultur, Zuwanderung – das waren sehr wichtige Elemente, die schon die preußischen Könige nutzen, um ihrem Land und damit Berlin zu Wohlstand und Ansehen zu verhelfen. Das kann man trotz aller Schattenseiten, die Preußen ebenfalls gehabt hat, aus der Geschichte lernen. Immer wenn diese drei Elemente in ihr Gegenteil umgeschlagen sind, dann waren das schlechte Zeiten, und das bedeutete Gefahr für Europa. Die Intoleranz der Nazis vernichtete Kultur und Vielfalt und vertrieb Menschen, die zur deutschen Gesellschaft gehört und sie befruchtet hatten. Offenheit für andere Kulturen und die Integration von Menschen anderer Herkunft ist für Berlin immer ein Gewinn gewesen. Klar ist: Diese liberale Haltung muss wie die Demokratie insgesamt täglich gegen Angriffe verteidigt werden und ihr Geist muss durch Bildung in die nächsten Generationen weiter getragen werden.

Tolleranza, cultura, immigrazione – questi sono i principi basilari che già i re Prussiani adottarono per governare il loro regno – e quindi anche Berlino – ad ottenere prosperità e prestigio. E questo è quanto si può imparare dalla storia prussiana nonostante i molti lati oscuri che pure gli appartengono. Ogni qual volta l’equilibrio fra questi tre principi veniva capovolto ne conseguivano tempi bui, mettendo in pericolo l’Europa intera. L’intolleranza dei nazisti distrusse cultura e molteplicità e costrinse persone che facevano parte della società tedesca, e che l’avevano ispirata, a lasciare il proprio paese. Avere una mente aperta alle altre culture e favorire l’integrazione delle genti di origini diverse è sempre stata una fonte di profitto per Berlino. È ovvio che questa impostazione liberale – come la democrazia – va difesa contro gli attacchi quotidiani, ed è compito dell’istruzione trasmettere il suo spirito alle generazioni future.

  1. 2. Nicht nur europäische Staatsbürger, sondern auch Menschen aus aller Welt finden in dieser Stadt eine wirklich globale Dimension und gerade die Verschiedenheit seiner Bewohner ist ein Verbindungselement für sie. Was kann Berlin Italien bezüglich der Integration von Gegensätzlichem und Andersartigem beibringen?

La “diversità” come elemento di unione tra le genti, i cittadini non solo d’Europa, ma anche del mondo, che trovano qui a Berlino una vera dimensione globale. Cosa Berlino puo’ insegnare all’Italia nell’ambito della integrazione delle diversità?

Es steht mir gerade als Deutschem nicht zu, anderen Nationen und ihren Bürgerinnen und Bürgern gutgemeinte Ratschläge zu geben, wie sie ihre Gesellschaften organisieren sollen. Aber vielleicht ist die innere Haltung von Liberalität und Internationalität, die unsere Stadt und ihre Bevölkerung prägen, eine gewisse Inspiration für andere. Wir spüren jedenfalls, dass diese Atmosphäre für viele unserer ausländischen Gäste ein Grund ist, immer wieder zu uns zu kommen. Ansonsten vertraue ich auf die Bedeutung demokratischer Spielregeln, die überall in Europa geachtet werden müssen. Das ist aber jeder unserer Partnernationen in der Europäischen Union bewusst: Es ist deshalb zu verurteilen, wenn in Ungarn die Pressefreiheit in Gefahr gerät oder wenn der italienische Ministerpräsident durch schwulenfeindliche Äußerungen Minderheiten diskriminiert.

Non mi permetterei mai – specialmente da tedesco – di dare consigli, anche se nelle migliori intenzioni, ad altre nazioni e ai loro cittadini, su come organizzare le società in cui vivono. Ma forse la cultura di liberalità e internazionalità, che caratterizza la nostra città, è anche d‘ispirazione per altri. Sentiamo che quest’atmosfera è il motivo principale del perché tanti dei nostri ospiti stranieri ritornano qui.

Oltre a questo ripongo la mia fiducia anche nelle regole democratiche che devono essere rispettate in tutta l’Europa. Di questo presupposto tutte le nazioni partner dell’Unione Europa se ne rendono conto; per questa ragione è da condannare se in Ungheria la libertà di stampa si trova in pericolo o se il primo ministro italiano discrimina le minoranze con dichiarazioni contro gli omosessuali.

 

  1. 3. Berlin ist mit Sicherheit ein Vorbild, was das europäische Bewusstsein und den europäischen Geist angeht. Welchen Weg hat die Stadt eingeschlagen? In welche Richtung geht sie?

Berlino è sicuramente una città faro per la Coscienza e lo Spirito d’Europa. Qual è la rotta che sta percorrendo la città? Verso quale orizzonte è diretta?

 

Berlin ist auf dem Weg, eine der interessantesten europäischen Metropolen zu werden, in den letzten Jahren entscheidende Schritte vorangekommen. Das ist das Resultat einer Politik, die auf Weltoffenheit und Offenheit setzt. Das zahlt sich aus, auch in harten ökonomischen Fakten. Wir verzeichnen immer neue Rekorde bei den Touristenzahlen, aber dank der jugendlichen, prickelnden Atmosphäre der Stadt haben wir auch das richtige Umfeld für kreative Industrien geschaffen, die in Design, Mode, Musik und Kultur immer wichtiger werden. Und viele jungen Menschen wollen an unseren Universitäten studieren, und das ist der Boden, auf dem wir Wissenschaft und Wirtschaft zusammenbringen. Neues Wissen bringt neue Produkte und bringt neue Arbeit. Ich denke, Berlin nutzt damit die Chancen aus, die die Gründerväter des vereinten Europa sich damals erhofft haben, indem sie die Grenzen beseitigt haben, die Schlagbäume genauso wie die Barrieren in den Köpfen. Europa lebt von Offenheit und Vielfalt – so wie wir in Berlin. Deshalb sind wir der place to be.

Berlino sta per diventare una delle metropoli più interessanti d’Europa, avendo compiuto dei passi decisivi in questi ultimi anni. È il risultato di una politica incentrata sul cosmopolitismo e sull’apertura mentale che presenta un ritorno positivo anche nei crudi fatti economici. Registriamo sempre nuovi record per quanto riguarda il numero dei visitatori che vengono a Berlino. Grazie alla sua atmosfera giovanile e frizzante siamo riusciti a creare l’ambiente giusto anche per le industrie creative, che stanno diventando sempre più rilevanti negli ambienti del design, della moda, della musica e della cultura. Inoltre, sono in tanti i giovani che desiderano studiare presso le nostre università creando l’ambiente adatto per unire scienza ed economia. Nuove conoscenze portano alla nascita di prodotti nuovi che a loro volta portano a nuovi posti di lavoro. Credo che così, abolendo le barriere sia fisiche sia mentali, Berlino si avvalga a pieno delle possibilità di crescita auspicatesi dai padri fondatori della Comunità Europea. L’Europa vive della sua apertura e della sua diversità, esattamente come Berlino.  È per queste ragioni che oggi noi siamo “the place to be”; la capitale del momento.

 

Enrico Fava

Traduzioni a cura di Franziska Pannhorst

 

GENET
Omaggio a 100 anni dalla nascita

 

Dal 6 dicembre 2010 al 7 marzo 2011

Das Schwule Museum umfasst den Ausstellungsbereich, das Archiv und die Bibliothek.

Mehringdamm 61, 10961 Berlin.

http://www.schwulesmuseum.de

Comments are closed.