La morte di Alessandro Rizzo mi ha colpito profondamente, anche se negli anni in cui siamo stati amici ci siamo incontrati meno di quanto avremmo voluto. Uno dei primi incontro che non dimenticherò avvenne sul treno Milano-Verona – ci andavamo tutti e due- io per presentare un mio libro invitato da ArciGay, Alessandro per esaminare con loro alcune iniziative culturali. Il caso volle che le nostre prenotazioni, eseguite in modo del tutto indipendente, ci facessero trovare seduti l’uno davanti all’altro. Un viaggio bellissimo, dove imparai a conoscere Alessandro, pieno di passione non solo culturale per l’impegno che metteva nella sua militanza nel movimento. Ci siamo poi incontrati a Torino, alla Fondazione Fuori!, a Milano all’Harvey Milk, ogni volta la mia stima e simpatia aumentava. Non aveva ancora quarant’anni, ma si può morire a quell’eta?

Angelo Pezzana