Harvey Milk nasce a Woodmere (Long Island, New York) il 22 maggio 1930. Dopo essersi arruolato nel 1951 nella marina militare ed essere stato congedato con onore, nel 1972 si trasferisce a San Francisco, come in uso tra molti omosessuali di quel periodo.

San Francisco (come oggi, ma già allora) era considerata una meta più tranquilla per persone omosessuali, una sorta di isola felice dove poter vivere più liberamente e apertamente la propria condizione, il proprio orientamento, la propria vita. Con il proprio compagno MILK aprì un’attività fotografica a Castro, il quartiere gay della città. Proprio da lì comincia la sua attività politica, segnatamente omosessuale, sia per la sua condizione di militante dichiarato, sia per il bacino dei suoi sostenitori. La comunità di San Francisco (tra le più cospicue al mondo) lo riconosce ben presto come proprio leader, affibbiandogli il soprannome di “Sindaco di Castro Street”.

Si candida per ben tre volte senza successo a cariche elettive, fino al 1977, anno in cui viene eletto come “consigliere comunale” (supervisor), affermandosi così come il primo omosessuale dichiarato ad ottenere un ruolo politico rappresentativo. Nonostante San Francisco fosse a suo modo più aperta e inclusiva di molte altre città e aree del paese, la sua elezione risulta essere comunque uno spartiacque nel contesto generalmente più ostile e ancora arretrato nei confronti degli omosessuali. Questo evento rappresenta non solo il successo personale e sociale di un uomo ma anche quello di una comunità che cominciava finalmente ad avere un’idea di partecipazione collettiva alla vita politica e civile.

Harvey Milk si impegna fin da subito per ottenere diritti per la comunità gay, in special modo nei confronti dell’allora ampiamente dibattuta “Proposition 6”, legge che avrebbe consentito il libero licenziamento degli insegnanti dichiaratamente omosessuali; grazie anche al decisivo attivismo di MILK, nel 1978 la legge verrà rigettata dai californiani.
Il 27 novembre dello stesso anno, Harvey Milk viene assassinato (insieme con il sindaco George Moscone) dall’ex consigliere comunale Dan White, che aveva da poco tempo rassegnato le dimissioni proprio in dissenso all’entrata in vigore di una legge tutelativa dei diritti della popolazione omosessuale.

Il processo nei confronti di White (e la relativa blanda sentenza pronunciata a suo carico) sono stati oggetto di numerose critiche e contestazioni, non ultima quella di essere stati condizionati da una forte omofobia, purtroppo attenuata ma non estinta nemmeno a San Francisco.

Il corteo spontaneo in memoria di Harvey Milk, a lume di candela e decorato dalle bandiere arcobaleno –simbolo del movimento omosessuale – nato in conseguenza di questi eventi, sottolineò il legame tra MILK e la sua comunità, tra le prime ad aver abbattuto il muro di silenzio e soggezione che divideva una parte sociale da un’altra, i diritti di serie A da altri di serie B, gli individui dagli altri individui.

Ancora oggi, la figura di Harvey Milk (negli Stati Uniti, ma non solo) rappresenta la determinazione di un uomo, di più uomini, nell’affermare il proprio orgoglio di parlare, di partecipare, di esserci e, prima di tutto, di essere.

Il contesto storico: Cronologia

22 maggio 1930 Harvey Bernard Milk nasce a Woodmere, New York

1947 Si diploma al Bay Shore High School

1951 Si laurea in matematica alla State University (SUNY) di Albany, e si arruola nella Marina
statunitense

1955 Viene congedato con onore dalla Marina.

1968 Milk si trasferisce a San Francisco con il suo compagno, Jack McKinley. Trova lavoro nel campo della finanza.

28 giugno 1969 I Moti di Stonewall, al Greenwich Village di New York, innescano la scintilla
del Movimento di Liberazione Omosessuale.

1970 Dopo aver pubblicamente bruciato durante una manifestazione la sua carta di credito BankAmericard, Milk viene licenziato dal suo lavoro e torna a New York.

1972 Milk lascia New York e ritorna a San Francisco col suo compagno, Scott Smith.

1973 Milk e Smith aprono un negozio di fotografia, Castro Camera, nel quartiere Castro.
Alleandosi con Allan Baird, leader del sindacato dei Teamsters (i camionisti), Milk ottiene il bando della birra Coors in tutti i bar del quartiere Castro, e di altre zone della città. Tra il 1973 e il 1978 Dick Pabich e Jim Rivaldo lavorano con Milk come analisti e strateghi politici; Frank Robinson diventa il suo portaborse. Con una campagna gestita da Smith e Rivaldo, Milk si candida per la prima volta alla carica di supervisor (consigliere comunale) a San Francisco, e perde.

1974 Milk riorganizza la Castro Village Association dei commercianti locali, e contribuisce a lanciare la prima Castro Street Fair.

1975 Allo staff del negozio di Milk si aggiunge Danny Nicoletta, che poi lavorerà in tutte le sue successive campagne elettorali. Tra il 1974 e il 1978 Michael Wong lavora con Milk come consigliere.
Milk si ri-candida alla carica di supervisor del consiglio comunale di San Francisco, e perde un’altra volta: l’ex-senatore della California George Moscone, sostenuto da Milk, viene eletto Sindaco di San Francisco.
Dal 1976 al 1978 Cleve Jones lavora con Milk come attivista.
Milk viene nominato dal Sindaco Moscone membro della Commissione per le Licenze, un incarico da cui sarà rimosso quando annuncerà la sua candidatura all’Assemblea di Stato della California.
Milk contribuisce a fare approvare una iniziativa di ballottaggio approvata dal Sindaco Moscone, che sostituisce con successo elezioni a livello cittadino con elezioni a livello di quartiere.
Milk perde le elezioni per l’Assemblea di Stato, battuto da Art Agnos.
Milk e Rivaldo fondano insieme il Gay Democratic Club di San Francisco (ribattezzato dopo la sua morte “Harvey Milk Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender Democratic Club”).

7 giugno 1977 L’attivista ultraconservatrice Anita Bryant riesce a ottenere il ritiro dell’ordinanza della Dade County (Florida) sui Diritti degli Omosessuali, mobilitando tutte le forze responsabili di un decennio di campagna di intolleranza contro la comunità omosessuale.
Con il nuovo sistema di elezioni distrettuali ormai operativo, Milk – che ora convive con il nuovo compagno Jack Lira – si candida al consiglio comunale di San Francisco per la terza volta, con una campagna gestita da Anne Kronenberg. Vince nel 5° Distretto, quello che comprende il quartiere di Castro, ed è il primo uomo omosessuale dichiarato mai eletto a una carica pubblica.

9 gennaio 1978 Milk assume l’incarico, insieme ad altri colleghi neo-eletti, come l’ex-vigile del fuoco Dan White (per l’8° Distretto, l’Excelsior District) e la militante femminista Carol Ruth Silver.
Tra le iniziative che Milk promuove nel periodo in cui resta in carica ci sono programmi sociali a favore degli anziani; nuove norme per i proprietari di cani sull’obbligo di raccogliere i bisogni dei loro animali; e l’istituzione di macchine per il voto comprensibili e accessibili a tutti i cittadini.
Con l’insegnante Tom Ammiano che esce allo scoperto e abbraccia l’iniziativa, Milk si fa promotore della storica ordinanza sui diritti dei gay di San Francisco (lo scopo principale dell’ordinanza è evitare il licenziamento dei gay), che sarà appoggiata dalla Silver, approvata dal Consiglio (White è l’unico a votare contro) e dichiarata legge dal Sindaco Moscone.
La Bryant riesce a ottenere il ritiro dell’ordinanza sui diritti dei gay a St. Paul in Minnesota (25 aprile), Wichita nel Kansas (9 maggio), e Eugene in Oregon (23 maggio). Il ritiro dell’ordinanza a Wichita, soprattutto, mobilita la comunità omosessuale di San Francisco.
Sfruttando il successo della Bryant, il Senatore della California John Briggs sponsorizza la Proposition 6 (o Briggs Initiative), che vuole bandire gli omosessuali dall’insegnamento nelle scuole pubbliche della California e rimuovere dai loro incarichi gli omosessuali dichiarati e i loro sostenitori.

25 giugno 1978 La Rainbow Flag (Bandiera Arcobaleno), disegnata dal sostenitore di Milk Gilbert Baker come simbolo dell’unità del movimento glbt, sventola per la prima volta a San Francisco alla Freedom Day Parade.
7 novembre 1978 La Proposition 6 viene sconfitta in seguito alla campagna e alle manifestazioni organizzate da Milk.

10 novembre 1978 Dan White dà le dimissioni da consigliere comunale. Poi si pente, e cerca
senza successo alleanze per riavere il suo posto.

27 novembre 1978 In municipio, White spara al Sindaco Moscone e a Milk uccidendoli entrambi. Quella sera, oltre 30.000 persone marciano da Castro al Municipio in una veglia pacifica e silenziosa a lume di candela. Le bare di Milk e Moscone restano esposte in Municipio per diversi giorni, omaggiate da una processione continua di persone.

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