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Aspettando “Negli occhi il cinema, nelle mani l’amore”: Giovanni Minerba

Proseguiamo a prepararci per accogliere i nostri ospiti in occasione dell’iniziativa promossa dal Milk Venerdi’ 17 gennaio alle ore 18,00 (aperitivo) e 19,00 (inizio dibattito), presso la sede Guado di Via Soperga 36 Milano: “Negli occhi il cinema, nelle mani l’amore”, edizioni Espress. E’ la volta di Giovanni Minerba, protagonista della graphic novel, fondatore insieme al proprio compagno, Ottavio Mai, del Festival di Cinema LGBT “Da Sodoma a Hollywood”. Lo abbiamo intervistato, anticipando una sua frase, in una delle risposte, che può presentare il punto focale del tema della serata: “il cinema è uno dei pochi “strumenti” che porta alla “conoscenza”, quindi può ancora dare molto soprattutto alla “comunità” italiana”.


1. Giovanni: chi era Ottavio Mario Mai?

Domanda abbastanza “complicata” rivolta a me… la mia risposta potrebbe risultare ridondante e di parte, visto che per me, per molti aspetti, Ottavio è stato la persona più importante della mia vita… preferisco citare il ricordo che scrisse di lui un amico…

“Ottavio/Mario era, è stato, una persona… per lui il cinema e la vita si assorbivano, stabilendo un rapporto senza soluzione di continuità; per lui il cinema è stato riflesso e riflessione sulla vita, ma non ha avuto il tempo di sviluppare fino in fondo la sua ricerca. La sua opera ha il gusto acre dell’incompiuto. Mancano delle immagini che lui già vedeva ma che non ha avuto il tempo di regalarci”.

2. A distanza di vent’anni dalla scomparsa di Ottavio, che cosa il cinema ancora può dare all’emancipazione delle persone LGBT in Italia?

Il cinema è uno dei pochi “strumenti” che porta alla “conoscenza”, quindi può ancora dare molto soprattutto alla “comunità” italiana. Conosciamo tutti quella che è la realtà per le persone GLBT in Italia, quindi la “fame”, la sete, è tanta…

3. Perchè, domando a tutti, realizzare una graphic novel, ossia quale è stata la scelta e come è avvenuta la scelta del genere?

Si può dire che la scelta è stata “casuale”… Con l’editore, Manuele Maraffiotti di Express, si stava ragionando sulla riedizione aggiornata, in un volume unico, delle opere di Ottavio, racconti, poesie e saggi sulla filmmografia; non eravamo tutti molto convinti, ad una delle riunioni un’amica comune ha proposto l’idea della graphic novel, piacque  a tutti!

4. Il lavoro di preparazione deve essere stato attento e continuativo: come è avvenuto e, alla fine, come sono state proposte le figure di Ottavio e di Giovanni nell’opera?

Da parte mia devo dire, ribadire, che per questo l’impegno e il coinvolgimento di Elsi e Mattia è stato eccezionale! Considerando soprattutto che, vista la loro giovane età, ovviamente nessuno dei due aveva mai conosciuto Ottavio; il bellissimo risultato finale ne è ampiamente testimone.

5. Il target a cui avete voluto rivolgervi e quello realmente più attento all’opera?

Non si è partiti da un “target” preciso, ma comunque il punto di partenza è stato quello di far conoscere, soprattutto alle nuove generazioni, una “Persona”, una “storia”, che in qualche modo hanno dato un contributo al “Movimento” GLBT.

6. Quale è stata la reazione alla lettura dell’opera?

La mia reazione non poteva essere altro che di GRANDE Emozione!!!

7. Cosa è cambiato, culturalmente, socialmente, politicamente da quel 1981, quando fu realizzato il primo gay pride italiano, dopo una lunga militanza di Ottavio all’interno del FUORI, e oggi? Il cinema, l’esperienza di Ottavio hanno cambiato qualcosa?

Io ho conosciuto Ottavio nel 1977, lo portai subito con me nel F.U.O.R.I., la nostra “storia” aveva già fame di diritti, per questo dopo qualche anno ci siamo dati in pasto a tutto quello che poteva essere “visibilità”; manifestazioni, presenze in trasmissioni televisive, fare i “nostri film” e infine il Festival. Non dovrei essere io a dirlo, ma credo che tutto questo a qualcosa-qualcuno sia servito. Molto è cambiato in questi circa quarant’anni, soprattutto nella percezione della gente comune che capisce e distingue più di prima, e per tutto questo credo che si possa anche dire “grazie a persone come Ottavio”, a quello che ha fatto Ottavio, i suoi film e il Suo Festival. Ma purtroppo sappiamo anche, ancora, che è necessario dire che in Italia rispetto alla questione “diritti” siamo ancora li, a quando Ottavio ha iniziato le sue battaglie… Da “lassù” chissà come se la ride…

8. Come è cambiata la cinematografia a tematica, in termini di estetica e di contenuto, dai primi anni di vita del festival di Torino, “Da Sodoma a Hollywood”, a oggi?

Sicuramente negli anni abbiamo assistito ad una “evoluzione” nella produzione del cinema GLBT, anche Hollywood ha avuto un ruolo importante in questo, con film main stream ovviamente. Poi alcuni, coraggiosi, distributori italiani hanno contribuito molto alla conoscenza per il grande pubblico con “piccoli film” che spesso vanno al di la di una ricerca estetica ma piuttosto puntando alla proposta di un contenuto. Ma non basta, per questo sono sempre necessari i Festival come il nostro. Perché? Molti dei film che si fanno vedere nei Festival meriterebbero una visibilità maggiore, il “mercato”, purtroppo, spesso obbliga anche i “coraggiosi” ad avere meno coraggio. Ma, anche se è tutta un’altra cosa, possiamo dire che con le nuove tecnologie si ha la possibilità di poter recuperare quanto si è perso…

9. Ci sono ancora difficoltà oggi nel proporre un festival a tematica, storico quale quello di Torino, primo in Italia, o non sussistono o, se sussistono, sono differenti da quelle affrontate da te Giovanni e da Ottavio ai tempi della sua fondazione?

Le difficoltà non finiscono mai!!! Noi (insieme al TFF e CinemAmbiente) sette anni fa abbiamo avuto la proposta dagli Enti finanziatori Festival (Comune, Regione e Provincia) di passare sotto l’egida del Museo Nazionale del Cinema per la parte amministrativa, ovviamente abbiamo accettato. Ma questo non ha voluto dire sicurezza totale, viviamo come tutti il “momento” difficile italiano per la Cultura, figuriamoci per quella GLBT, sempre con la spada puntata; tutti gli anni quando si parla di mancanza di fondi la proposta suggerita dai “politici” al Museo è sempre quella di chiudere i “piccoli Festival”, GLBT e CinemAmbiente, ovviamente è stata sempre respinta, a partire dalla direzione del Museo, quindi, seppur con continui ridimensionamenti di budget, grazie ai nostri sempre più numerosi e fedelissimi spettatori ed ai miei collaboratori, il Festival, con Ottavio continua il suo meraviglioso viaggio!!!

Intervista a cura di Alessandro Rizzo

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