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Emoniziamoci

Ultimamente si respira nell’aria una generale “emofilia”, intendendo con questo termine non la malattia ereditaria, bensì la spasmodica attenzione per la cultura giovanile che vede i suoi adepti fregiarsi del nome di “Emo” (dal sostantivo inglese “emotional”).
Questo particolare interesse ha colpito non i media (pensiamo al recente articolo su “Pride”) ma anche il parlamento, a tal punto da avviare una interrogazione dell’onorevole Antonio de Poli al in data 07/05/08 (http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=100&stile=6).
Peccato che (tenetevi forte) l’allarmismo dei nostri deputati provenga da un sito ironico e satirico (www.nonciclopedia.net) famoso per fare il verso a wikipedia.org. Leggiamo un po’ cosa spaventa de Poli…:

“(…) infatti sul sito internet http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Emo si possono vedere immagini raccapriccianti: ragazzini che si tagliano le vene, altri che si fanno immortalare a bordo strada «in attesa che un pullman li investa», un dito tagliato di netto con una lama, un ragazzo che si spara in bocca. Tali comportamenti vengono mostrati come normalissimi nella quotidianità di un adolescente Emo”

Forse solo Sigmund Freud, Nostradamus o la Maga Magò sarebbero capaci di capire come sia possibile che un essere umano possa, anche solo lontanamente, ritenere attendibile un sito che ha NONCICLOPEDIA per nome.
Facciam quindi l’ABC dell’emo all’onorevole.

  1. Fisicamente possiamo riconoscere un Emo o una Emo dall’acconciatura: il taglio delle fanciulle ricorda un po’ quello di Cleopatra (con l’unica differenza che il frangione sembra essere stato ritoccato da Edward mani di forbice), mentre per i maschietti è considerata irrinunciabile la frangia che deve assolutamente coprire almeno un occhio, un po’ come quando spostiamo le tende di casa per fare entrare la luce.
  2. Gli emo adorano il nero, colore immancabile nel loro abbigliamento, insieme al bianco, se proprio vogliono darsi un po’ di colore per fare allegria scelgono il viola quaresima o il verde acido.
  3. La loro icona non è Madonna e nemmeno Raffaella Carrà, bensì Jack Skeletron, il protagonista del film animato “Nightmare Before Christmas”, che campeggia su portafogli, borsette, cravatte e tanto altro ancora.
  4. Il gruppo sarebbe noto perché pare tragga godimento dal dolore, più si fan male e più sarebbero contenti: in realtà questo non è vero, si tratta semplicemente di uno stratagemma per “darsi un tono” e distinguersi dalla massa, che rifugge dal dolore come i gatti dall’acqua.

Onorevole, io invidio gli Emo. Li invidio non solo perché hanno come icona Jack Skeletron (che in termini di massa pesa quanto Raffaella Carrà ma è più carismatico), ma anche perché grazie a lei sono stati oggetto di un interrogazione parlamentare senza fare assolutamente niente.
Che dire? Emoniziamoci.

 

 

 

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