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Le cose cambiano … al Milk

Le cose cambiano. È proprio così come titola il progetto editoriale di ISBN? Si sta affrontando un cambiamento tale da portarci a definire la società attuale quale una collettività dove stereotipi, forieri di pregiudizi, ed elementi di esclusione possono essere visti come alieni, culturalmente, quanto socialmente?

Non ci resta che da chiederci se questo aspetto, che può definire il nostro Paese, frutto di una storia pregna di emarginazione e di discriminazione nei confronti delle persone Lgbt, come moderno, al pari delle altre consorelle europee, quindi in piena affermazione dei diritti civili e della piena dignità delle persone Lgbt, sia ormai a pieno titolo parte integrante strutturale di una modernità di eguaglianza e di pari dignità delle persone lgbt? Le domande si aggiungono gradualmente nell’affrontare con ponderazione e riflessione un tema, quale quello dei diritti Lgbt e della tutela delle persone Lgbt, che diventa sempre attuale nel momento in cui affrontiamo, con apprensione e desolazione, le tante esclusioni a cui queste ultime, soprattutto giovani e adolescenti, sono soggette, in una società che sembra non vedere tramontare ed estinguersi definitivamente la presenza continua e costante di un’esclusione senza senso, irrazionale, illogica, spesso efferata.


È quello che assistiamo nell’apprendere storie di ragazze e di ragazzi, che sono bersagli di offese, spesso anche fisiche, oltre che verbali, costanti assolute di una prassi ancora radicata; storie di giovanissimi studenti discriminati in un contesto, quale quello scolastico, in cui il rispetto della dignità dell’individuo, dei suoi diritti e della sua personalità, dovrebbero essere all’ordine del giorno. In questo aspetto ancora drammatico e, quanto meno, arretrato, si interpone nell’assenza totale delle istituzioni, che dovrebbero affermare i diritti Lgbt, anziché incitare, direttamente e indirettamente, attraverso affermazioni più o meno pittoresche e grottesche, l’omofobia e la transfobia, l’aspetto culturale e letterario che, forte della narrazione e della capacità di testimonianza di storie, esperienze, vissuti quotidiani e intimità, garantisce e rende finalmente visibilità a uno stato naturale, quale quello Lgbt, destinato a essere, invece, relegato come unico, irripetibile, paradossalmente anomalo: in poche parole innaturale. È in questa filosofia che nasce il progetto ISBN de “Le cose cambiano”, ripercorrendo l’esperienza statunitense, It gets better, campagna sostenuta dal Presidente Barack Obama, dove persone si sono rese visibili attraverso un racconto, autobiografico, biografico, storico, poetico, comico, ironico, paradossale, in quanto raccontare può aiutare chi lo fa come chi ascolta, capendo che la sua situazione non è unica, abbattendo, cosi, quell’isolamento che lo può rendere debole, vulnerabile ed emarginabile nel panorama della quotidianità: spesso a scuola dove si vivono, ancora oggi, episodi preoccupanti di bullismo omofobico.

Interverranno presso il Milk, sede Guado di Via Soperga 36, Milano, venerdi 13 giugno alle ore 18,30, in un incontro organizzato dal Circolo Culturale Lgbt Harvey Milk e che vede la collaborazione, adesione, partecipazione e presenza del CIG Scuola di Milano, Chiara Reali, referente del progetto Le cose cambiano, Fabio Morici, attore e autore italiano, Carlo Gabardini, attore e comico italiano, Marcello Signore, autore e scrittore e Pietro dei Lions Bergamo.

Tutti saranno chiamati a parlare della propria esperienza e del proprio contributo narrativo dato al progetto, che ha trovato, e trova, grande seguito in Italia, dopo aver sbancato negli Stati Uniti. Le cose cambiano se vengono raccontate, possiamo dire: la scuola è una dei destinatari primari di questo progetto editoriale, tanto da vedere la collaborazione e la presenza di ragazze e ragazzi del CIG Scuola Milano, che affronteranno tale tema confrontandosi con il mondo scolastico, riportando la loro esperienza e le loro attività contro ogni forma di violenza, persecuzione e discriminazione nei confronti di studenti Lgbt, spesso vittime di violenze, fisiche e non solo verbali, spesso soli e abbandonati, deboli nel saper affrontare una situazione dove ancora vivono pregiudizi irrazionali quanto disumani.

Articolo a cura di Alessandro Rizzo